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Dalla lingua inglese, nuovi significati per l'educazione - Terza parte

I care. "Io ho a cuore", il famoso motto di don Lorenzo Milani. Il grande educatore don Giovanni Bosco era solito ripetere "che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati". I buoni educatori devono far sentire che hanno cura per gli educandi loro affidati dalla e nella vita e educarli ad aver cura per l’essere (dall’ego all’io; l’identità), l’essere da (l’origine; la famiglia), l’essere con (gli altri; la società, da quella civile a quella politica), l’essere per (la proiezione verso il futuro; la progettualità)[3]. I genitori e gli adulti in generale, invece, trasmettono ansia, preoccupazione più per le cose (o per il corpo) che per l’intera persona. Si pensi alle classiche domande, talvolta fatte anche in fretta senza aspettarne la risposta: "Ti sei coperto bene?"; "Hai mangiato tutto?"; "Quanto hai preso all’interrogazione?"; "Cosa diceva Aristotele?". Bisogna imparare a riformulare le domande: "Ti senti bene?"; "Sei soddisfatto dell’interrogazione?"; "Cosa ti dice Aristotele?" e così via.  Gli adulti devono recuperare il gusto ed il senso della vita e soprattutto l’entusiasmo (che etimologicamente significa "essere ispirati in dio" e quindi si riferisce all’aspetto spirituale) per rigenerarsi come educatori. "La nostra vita è un’opera d’arte […]. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili" [4]. "A ogni artista della vita si chiede di accettare, proprio come agli artisti, tutta la responsabilità del risultato della sua opera, raccogliendone i meriti e le colpe" [5].
Dalla locuzione "i care" recentemente se n’è ricavata un’altra, "e care". Si tratta di progetti in cui si forniscono dei servizi, in via telematica, a persone in difficoltà soprattutto in campo lavorativo, sanitario e scolastico, anche perché il lavoro, la sanità e l’istruzione sono le principali fonti del benessere psicofisico di ogni persona. Pertanto anche l’obiettivo dell’"e care" è la centralità della persona usando gli strumenti della tecnologia.

 


Note:
[1] Cfr. D. Demetrio, L’educazione non è finita. Idee per difenderla, Cortina Raffaello, Milano 2009.
[2] Nella legge belga del 6 luglio 2007 relativa alla procreazione medicalmente assistita e alla destinazione degli embrioni in soprannumero, il genitore è considerato "autore di progetto parentale".
[3] Cfr. G. Savagnone, A. Briguglia, Il coraggio di educare. Costruire il dialogo educativo con le nuove generazioni, Elledici, Torino 2009.
[4] Z. Bauman, L’arte della vita, Laterza, Roma – Bari 2009, p. 27.
[5] Z. Bauman,  op. cit., p. 73.


copyright © Educare.it - Anno X, Numero 2, Gennaio 2010