- Scritto da Daniel Boccacci
- Categoria: Monografie
Rubem Alves: educare nella frontiera dell’immaginario
Il contributo analizza la prospettiva pedagogica di Rubem Azevedo Alves (1933–2014), filosofo, teologo e scrittore brasiliano, tra i principali interpreti di un’educazione fondata sull’immaginazione e sulla libertà simbolica. Attraverso un approccio ermeneutico, l’articolo mette in luce come la metafora – elemento centrale della sua poetica – diventi un dispositivo formativo capace di generare conoscenza e trasformazione, oltre il linguaggio descrittivo e razionale dell’educazione tecnocratica. L’analisi dei testi letterari e pedagogici di Alves mostra un ricco “atlante immaginifico” popolato da figure vegetali, animali e oggettuali, che si configurano come strumenti di liberazione del desiderio, di riscoperta del sé e di costruzione di significato.
The paper examines the pedagogical perspective of Rubem Azevedo Alves (1933–2014), a Brazilian philosopher, theologian, and writer, among the leading interpreters of an education grounded in imagination and symbolic freedom. Through a hermeneutic approach, the article highlights how metaphor—a central element of his poetics—becomes a formative device capable of generating knowledge and transformation beyond the descriptive and rational language of technocratic education. The analysis of Alves’s literary and pedagogical works reveals a rich imaginal atlas populated by vegetal, animal, and material figures, which emerge as instruments of the liberation of desire, rediscovery of the self, and construction of meaning.

L’articolo analizza il tema della deistituzionalizzazione e dell’inclusione dei minori, alla luce della normativa attuale. In questo contesto viene esplorato il ruolo cruciale della Neuropsichiatria Infantile per rispondere alle esigenze psico-sociali dei minori e delle loro famiglie, secondo un approccio che non può essere soltanto clinico, ma biopsicosociale e multidisciplinare.
In una società sempre più complessa, caratterizzata da incertezza, pluralità, frammentazione e precarietà, si sta diffondendo sempre di più uno stile parentale definito genitorialità elicottero. Tale espressione indica quei genitori che interferiscono eccessivamente nella vita dei loro figli. Questi tipi di genitori, come gli elicotteri, sorvolano sempre sui propri figli pronti a intervenire al primo segnale di necessità. Sebbene i genitori elicottero adottino questi atteggiamenti per proteggere il benessere dei loro figli, gli studi sull’argomento dimostrano che il loro modo di porsi influenza negativamente lo sviluppo dei bambini che nel breve e lungo termine sperimenteranno maggiori difficoltà. Obiettivo dell’articolo è di mettere in evidenza le caratteristiche di questo stile parentale, le ragioni che spingono alcuni genitori ad attuarlo e, soprattutto, le possibili conseguenze negative sui figli alla luce di alcune teorie di carattere psico-pedagogico.
L’articolo intende proporre un concetto positivo ed attualizzato della vulnerabilità, che contribuisca a «riumanizzare l’educazione», cioè a renderla capace di accogliere la fragilità insita in ogni essere umano.