- Categoria: Monografie
- Scritto da Daniel Boccacci
Rubem Alves: educare nella frontiera dell’immaginario
Il contributo analizza la prospettiva pedagogica di Rubem Azevedo Alves (1933–2014), filosofo, teologo e scrittore brasiliano, tra i principali interpreti di un’educazione fondata sull’immaginazione e sulla libertà simbolica. Attraverso un approccio ermeneutico, l’articolo mette in luce come la metafora – elemento centrale della sua poetica – diventi un dispositivo formativo capace di generare conoscenza e trasformazione, oltre il linguaggio descrittivo e razionale dell’educazione tecnocratica. L’analisi dei testi letterari e pedagogici di Alves mostra un ricco “atlante immaginifico” popolato da figure vegetali, animali e oggettuali, che si configurano come strumenti di liberazione del desiderio, di riscoperta del sé e di costruzione di significato.
The paper examines the pedagogical perspective of Rubem Azevedo Alves (1933–2014), a Brazilian philosopher, theologian, and writer, among the leading interpreters of an education grounded in imagination and symbolic freedom. Through a hermeneutic approach, the article highlights how metaphor—a central element of his poetics—becomes a formative device capable of generating knowledge and transformation beyond the descriptive and rational language of technocratic education. The analysis of Alves’s literary and pedagogical works reveals a rich imaginal atlas populated by vegetal, animal, and material figures, which emerge as instruments of the liberation of desire, rediscovery of the self, and construction of meaning.
Introduzione
Rubem Azevedo Alves è stato uno degli intellettuali brasiliani più originali e versatili del XX secolo. Autore di una settantina di libri e di numerosi altri scritti, fu filosofo, storico, poeta, pedagogista, psicanalista, cultore di cucina, scrittore di racconti per bambini. È stato anche pastore presbiteriano e uno dei primi pensatori della teologia della liberazione, movimento di pensiero sviluppato nell’America Latina a partire dagli anni Sessanta e fondato sull’idea cristiana di liberare oppressi e poveri dalle forze culturali, politiche ed economiche di dominio.
L’articolo approfondisce il contributo di Alves a favore di una pedagogia incentrata su e per lo sviluppo dell’immaginario, complesso, quest’ultimo, sviluppato nell’intreccio tra pulsioni e razionalità, emozioni e simboli, significati, schemi di comportamento e ritualità, che l’educazione in forma standardizzata tende a rimuovere o a combattere per la forza individuale e collettiva di innovare e orientare sentimenti, identità e senso profondo del mondo (Egan, 2015; Gramigna, 2023).
La terra immaginifica, a cui approdano i racconti e le meditazioni dello scrittore brasiliano, è incentrata sul potere della parola poetica senza tradire i suoi originari ideali di impegno etico di liberazione degli oppressi. La metafora, in particolare, è quello strumento che gli permette di cavalcare dal lato costruttivo dell’educazione la lotta contro le ingiustizie e la privazione delle libertà. Ne nasce una proposta pedagogica originale, che viene analizzata in questo articolo attraverso la lente ermeneutica, l’indirizzo filosofico fondato sui processi dell’interpretare la realtà e ampiamente riconosciuto nell’ambito pedagogico.
Dentro questa prospettiva la formazione si realizza attraverso la costruzione di senso delle esperienze, storicamente e culturalmente situate. L’allievo non è concepito come un “recipiente” di verità trasferite, ma un soggetto attivo (interpretativo) di significati. Il linguaggio è la dimensione fondamentale entro cui si manifesta questa dinamica lungo l’asse dell’ascolto, del dialogo e della comprensione (Gadamer, 1968; Gallagher, 1992; Loro, 2016).
L’approccio ermeneutico attribuisce un ruolo importantissimo alla metafora, attraverso cui Alves cerca di sviluppare un immaginario personale, capace di attingere alle forme più autentiche della natura umana, generatrice di desideri, sogni e simboli, liberata dalle forme opprimenti della storia.
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Autore: Daniel Boccacci è docente a contratto di Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università di Ferrara, dove è membro del Laboratorio di Epistemologia della Formazione EURESIS. Fa parte anche del Centro Interdipartimentale di Ricerca Sociale dell’Università di Parma. Ha pubblicato libri sull’educazione interculturale e sulle nuove tecnologie, tra cui Dialogo verticale (Volta la carta, 2022) e Stili dell’educazione digitale (Unicopli, 2024). È autore di diversi articoli di storia educativa, pubblicati nelle riviste internazionali «Education Policy Analysis Archives» e «Historia de la Educación».
copyright © Educare.it - Anno XXV, N. 11, Novembre 2025

