#pedagogia

  • All-In

    Roberto Dalla Chiara e Matteo Centonzeinsegnare alle ombre

    All-In
    Un altro giro di carte nel Paese dei destini possibili Storie, incontri e percorsi formativi

    Brè, Treviso, 2023
    pag. 196, 14 Euro

  • Bilancio di Competenze e Pedagogia degli Adulti: dall’autoconsapevolezza alla progettazione del futuro

    bilancio competenzaIl Bilancio di Competenze è una metodologia di supporto all’orientamento lavorativo e alla ricollocazione professionale oggi sempre più diffusa. In questo articolo il Bilancio di Competenze viene analizzato innanzitutto come percorso di apprendimento e autoformazione, attraverso la prospettiva dell’Andragogia: l’attivazione di processi di rilettura delle proprie esperienze sotto forma di competenze e la valorizzazione dell’apprendimento reale e dell’educazione informale consentono di stimolare processi di autoconsapevolezza fondamentali per la progettazione del proprio futuro professionale e personale.

  • Educare istruendo

    Lino Prennacopertina

    Educare istruendo
    Un'idea di scuola

    Ave, Roma, 2022
    pag. 112, 13 Euro

  • Genitori OK

    Carlo Matteo Callegaro, Arianna Montagni e Tatiana Ruarocopertina

    Genitori OK
    Trasforma i tuoi figli in persone sicure, forti e gioiose

    Bookness, 2025
    pag. 192, 18 Euro

  • I beni relazionali e l'educazione

    beni relazionaliPrendersi cura dell'altro significa instaurare con lui una relazione che dà vita a qualcosa che va oltre i due soggetti in relazione: si tratta dei Beni relazionali.Come spiega l'economista Luigino Bruni (2011, p. 4) «quello di Bene relazionale è un concetto sempre più usato nelle scienze sociali, ma troppo giovane ancora per avere una definizione univoca, neanche tra i soli economisti. Quindi può valere la pena ripercorrere brevemente le varie definizioni che si incontrano nella letteratura. La categoria di “Bene relazionale” è stata introdotta nel dibattito teorico quasi contemporaneamente da quattro autori: la filosofa Martha Nussbaum, il sociologo Pierpaolo Donati, gli economisti Benedetto Gui e Carole Uhlaner».

  • Il cibo come pratica educativa e simbolica

    cibo educazioneIl cibo non è solo nutrimento, ma anche una pratica simbolica e educativa attraverso la quale si intrecciano corpo, cultura e identità. In una prospettiva pedagogico-antropologica, l’articolo interpreta le pratiche alimentari come dispositivi educativi impliciti e ambivalenti, radicati nei rituali quotidiani, nelle relazioni e nei processi di soggettivazione. Mangiare è inteso come un processo incarnato di incorporazione di saperi, memorie e significati sociali, che rende il corpo luogo di apprendimento e narrazione. Il contributo analizza il ruolo del cibo come mediatore biografico e culturale nella costruzione della soggettività, mettendone in luce anche le dimensioni normative e selettive. Nei contesti educativi e interculturali, le pratiche alimentari possono favorire il riconoscimento, la partecipazione e la cura, ma anche riprodurre distinzioni ed esclusioni. Ripensare il cibo come spazio educativo consente di concepire l’educazione come pratica relazionale, etica e politica radicata nella vita quotidiana.

    Food is not only nourishment, but also a symbolic and educational practice through which body, culture, and identity are interwoven. From a pedagogical-anthropological perspective, this article interprets food practices as implicit and ambivalent educational devices, rooted in everyday rituals, relationships, and processes of subjectivation. Eating is understood as an embodied process of incorporating knowledge, memories, and social meanings, through which the body becomes a site of learning and narration. The contribution examines the role of food as a biographical and cultural mediator in the construction of subjectivity, highlighting its normative and selective dimensions as well. In educational and intercultural contexts, food practices can foster recognition, participation, and care, but can also reproduce distinctions and exclusions. Rethinking food as an educational space enables the conception of education as a relational, ethical, and political practice grounded in everyday life.

  • Il dialogo interculturale. Riflessioni educative entro l’approccio decoloniale

    dialogo interculturaleIl pensiero decoloniale, sviluppato principalmente nell’America del Sud, fornisce una proposta di educazione attraverso (e per) il dialogo interculturale, che è risorsa strategica per costruire relazioni e modi di coesistenza civile in cotesti di diversità storica, esistenziale ed etnica. Entro questa prospettiva i tratti della pratica dialogica, situata, relazionale, non neutra, agiscono non solo sulle dinamiche di riconoscimento individuale e collettivo, ma soprattutto sui modi di coesistere attraverso la partecipazione di tutti i saperi e le volontà delle persone coinvolte. L’articolo ha l’intento di illustrare come il dialogo interculturale rappresenti una pratica educativa trasformativa concreta, che, entro contesti multiculturali, aiuta a contrastare comportamenti discriminatori e a sviluppare rapporti diversi, più umani e solidali, costituzionalmente tesi alla valorizzazione degli altri.

    Decolonial thought, developed primarily in South America, offers an educational proposal through (and for) intercultural dialogue, understood as a strategic resource for building relationships and forms of civil coexistence in contexts marked by historical, existential, and ethnic diversity. Within this perspective, the characteristics of dialogical practice—situated, relational, and non-neutral—act not only on the dynamics of individual and collective recognition but, above all, on the ways of coexisting through the active participation of the knowledge and wills of all those involved.
    The purpose of this article is to illustrate how intercultural dialogue represents a concrete transformative educational practice that, within multicultural contexts, helps counter discriminatory behaviors and fosters new, more humane and solidaristic relationships, constitutionally oriented toward the valorization of others.

  • Il Welfare Aziendale: una lettura pedagogica

    welfareIl welfare aziendale è diventato un tema di attualità. Le sue potenzialità sono notevoli per sostenere lo sviluppo di processi non solo economici, ma anche organizzativi e politici. La lettura pedagogica mette in evidenza la necessità di una consapevolezza culturale per promuovere il coinvolgimento e il protagonismo dei lavoratori all’interno delle realtà produttive. E’ un’occasione per cogliere anche la valenza sociale e politica delle questioni economiche. 

     

  • Insegnare alle ombre

    insegnare alle ombreMichele Di Mauro

    Insegnare alle ombre
    "Dad" the beautiful

    Battaglia Edizioni, Imola (BO), 2022
    pag. 200, 15 Euro

  • Insegnare col green pass

    scuola green pass maestraSono un insegnante e considero la questione del green pass da un punto di vista educativo. Sono preoccupato perché sembra mancare tra i professori un pensiero critico su quanto sta avvenendo. Io sono a favore del vaccino per gli adulti e ho fatto le mie due dosi, ma sono contrario al green pass come lasciapassare nelle scuole.

    Essendomi vaccinato mesi fa potrei essere portatore asintomatico del virus, ma col green pass posso accedere comunque a scuola. Impedire, quindi, ad un professore di entrare in aula, cioè ad una persona di andare a lavorare, non può essere una forma di tutela. Malgrado questa evidente contraddizione, la maggior parte dei professori è disposta ad accettare una direttiva così visibilmente imprecisa.

  • Io mi chiamo Stefano

    Carlo Matteo Callegarocopertina

    Io mi chiamo Stefano
    llustrazioni di Luca Garonzi

    InFuga, Napoli, 2023
    pag. 80, 16 Euro

  • La cooperazione educativa

    Rinaldo Rizzicopertina

    La cooperazione educativa. Per una pedagogia popolare
    Una storia del MCE

    Junior, Parma, 2021
    pag. 345, 28 Euro

  • La dimensione affettiva come scommessa educativa

    empatiaL’articolo focalizza lo stretto legame tra formazione della persona e la comunicazione, entro il quale emerge il valore pedagogico, sociale e civico della dimensione affettiva. L’autrice sostiene il tema con una rassegna degli autori più rappresentativi del pensiero Occidentale. La tesi di fondo è che occorra investire su percorsi educativi che mirano allo sviluppo della comprensione, dell’accoglienza, dell’empatia come elementi su cui poggia il benessere individuale e sociale.

     

  • La gestione della classe e degli alunni difficili

    Zbigniew Formella,Alessandro Ricci,Marco Maggiinsegnare alle ombre

    La gestione della classe e degli alunni difficili
    Strategie e strumenti di intervento per singoli e gruppi

    Franco Angeli, Milano, 2023
    pag. 200, 25 Euro

  • La grande sfida di accompagnare alla vita

    insegnanti adolescentiLa fine dell'anno scolastico mi spinge a fare qualche riflessione sulle metodiche messe in atto nella relazione educativa. Partendo dal presupposto che non esistono alunni ideali e perfetti, nè vincitori e vinti in un clima di confronto paritetico e di accoglienza, vorrei sottolineare la complessità ed anche la difficoltà quotidiana di una professione che solo in apparenza riveste un ruolo di rispetto e privo di contestazioni.

  • La valutazione che educa

    Cristiano Corsiniinsegnare alle ombre

    La valutazione che educa
    Liberare insegnamento e apprendimento dalla tirannia del voto

    FrancoAngelo, Milano, 2023
    pag. 130, 18 Euro

  • Outsider. Poesie al limite

    Gianluca Giunchigliacopertina

    Outsider. Poesie al limite

     

    Tabula Fati, Chieti, 2023
    pag. 104, 10 Euro

  • Rubem Alves: educare nella frontiera dell’immaginario

    RubemAlvesIl contributo analizza la prospettiva pedagogica di Rubem Azevedo Alves (1933–2014), filosofo, teologo e scrittore brasiliano, tra i principali interpreti di un’educazione fondata sull’immaginazione e sulla libertà simbolica. Attraverso un approccio ermeneutico, l’articolo mette in luce come la metafora – elemento centrale della sua poetica – diventi un dispositivo formativo capace di generare conoscenza e trasformazione, oltre il linguaggio descrittivo e razionale dell’educazione tecnocratica. L’analisi dei testi letterari e pedagogici di Alves mostra un ricco “atlante immaginifico” popolato da figure vegetali, animali e oggettuali, che si configurano come strumenti di liberazione del desiderio, di riscoperta del sé e di costruzione di significato.

    The paper examines the pedagogical perspective of Rubem Azevedo Alves (1933–2014), a Brazilian philosopher, theologian, and writer, among the leading interpreters of an education grounded in imagination and symbolic freedom. Through a hermeneutic approach, the article highlights how metaphor—a central element of his poetics—becomes a formative device capable of generating knowledge and transformation beyond the descriptive and rational language of technocratic education. The analysis of Alves’s literary and pedagogical works reveals a rich imaginal atlas populated by vegetal, animal, and material figures, which emerge as instruments of the liberation of desire, rediscovery of the self, and construction of meaning.