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Anoressia: oltre il corpo - La bocca ed i significati dell’oralità
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La bocca ed i significati dell’oralità
Un altro aspetto importante per chi si occupa dei disturbi dell'alimentazione è il luogo in cui avviene questo incontro: la bocca, che è l'unico organo completamente funzionale già dalla nascita e quindi è il primo canale di trasmissione con il mondo esterno. E' il canale che permette la comunicazione con l'esterno: il pianto e il grido sono le prime forme di linguaggio con cui il neonato segnala alla madre i suoi bisogni, prima di tutto il bisogno di cibo a cui la mamma provvede.
E' infatti in questi primi scambi che si struttura l'interazione mamma-bambino. Si tratta di un vero e proprio dialogo durante il quale quando uno parla l'altro ascolta: per capirlo basta pensare al momento dell'allattamento durante il quale mentre il bambino succhia il latte la mamma rimane silenziosa, perché in quel momento il bambino è attivo; ma quando il bambino riprende fiato la mamma diventa attiva e gli parla e il bambino rimane in una posizione di attesa. Questo esempio è importante perché in quel momento il bambino sperimenta una interazione con l'Altro in cui si sente riconosciuto dalla madre e, in questo modo, comincia a costruire un proprio Sé.
Durante il primo anno di vita, le interazioni sociali con la madre diventeranno via via più complesse anche perché mamma e bambino non saranno sempre in sintonia ma vivranno dei momenti di fallimento interattivo; in altre parole il bambino con il pianto chiederà qualcosa che la mamma interpreterà in maniera sbagliata, ma non appena si renderà conto dell'errore sopperirà accogliendo la richiesta del bambino in maniera esatta; e questa interazione, pur partendo da un errore, crea nella coppia la sicurezza di riuscire ad affrontare anche i momenti di difficoltà, per esempio i momenti durante i quali il bambino acquisterà una sua autonomia. Tanto è vero che l'anoressia infantile si manifesta soprattutto nella fase in cui il bambino comincia ad affrontare la sua autonomia; mentre nella maggior parte dei casi di anoressia adolescenziale sono state riscontrate difficoltà di interazione precoce madre- bambino che poi si sono espresse in difficoltà di tipo interattivo, oltre che di disturbi dell'alimentazione. D'altra parte l'importanza dell'interazione precoce è stata messa in evidenza da diversi psicoanalisti, basti pensare al contributo di Winnicott: "quando il bambino guarda negli occhi della madre, cosa vede? Il bambino negli occhi della madre non vede la madre, ma vede l'immagine che la madre si è costruita di lui".
Ma la mamma, per il bambino, può assumere anche una valenza negativa: è infatti la mamma che pone per la prima volta il bambino davanti alla delusione di vedersi tolto qualcosa che gli procura piacere. Infatti è la mamma che regola il dono del cibo stabilendo quantità e orari, in questo modo tenendo separati e distinti i due corpi. Così è la madre che regola l'introduzione del significante della mancanza nella mente del bambino.
Di conseguenza il bambino, nel suo inconscio, vedrà la mamma come causa di quella sensazione di dispiacere provocata dal sentirsi tolto l'oggetto del piacere, l'oggetto- cibo. Per la prima volta il bambino vedrà nella mamma la figura buona che dona ma anche la figura cattiva che toglie. Per cui l'amore verso colei che dona si trasformerà in odio per aver tolto l'oggetto poco prima donato con tanto amore.
Ecco dove si colloca l'importanza del cibo in un discorso sui disturbi dell'alimentazione. Il cibo ha sempre e comunque un doppio significato: da una parte rappresenta la soddisfazione di un bisogno, manifestato dal bambino attraverso il pianto e soddisfatto subito dalla madre attraverso l'allattamento, dall'altra è la soddisfazione di un desiderio; è il segno che la madre ha ascoltato il pianto del bambino, lo ha interrogato, si è dedicata a lui nutrendolo tramite il proprio corpo dedicandogli il suo tempo. Quindi bisogno e desiderio che non sono sovrapponibili: il bisogno richiede l'oggetto materiale che sazia, e il desiderio richiede il segno, il simbolo d'amore quindi qualcosa di emozionale e non di materiale.

