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  • Categoria: Monografie

La televisione, madre sostitutiva e desiderata - Quarta parte

Le abitudini televisive

La presenza della televisione nella vita dei bambini è piuttosto invadente, e non solo come quantità di ore al giorno, ma anche come frequenza di esposizione: una volta, due volte o più. La percentuale più elevata (27% di bambini tra i 3 e i 10 anni, secondo una ricerca condotta dall’Eurispes su 2.000 soggetti nel 2000) riguarda la visione televisiva in due momenti, presumibilmente dopo pranzo e prima di cena. Ma il secondo posto ex-aequo è assegnato alla visione in tre momenti e quattro e più momenti (rispettivamente il 24,5 e il 24,3%).

Una larga parte di questi bambini guarda la televisione da solo (circa il 30%) o con fratelli e sorelle (circa il 28%); una piccola parte in compagnia dei propri genitori o di coetanei.

A questi dati già piuttosto allarmanti si devono aggiungere le ore che i bambini passano ‘davanti’ al computer giocando con la Play Station o con l’ultima versione di Quake o Tomb Raider.

Ma le ore che riguardano l’utilizzo del computer vanno a sostituire quelle relative alla televisione o ad integrarle? La visione più ottimistica dice che oggi i bambini sono più fortunati perché possono scegliere se guardare la televisione o giocare con il computer, sottolineando la preferibilità di quest’ultimo a causa del suo carattere ‘interattivo’ e dunque stimolatore di quella fantasia che la televisione invece narcotizza. Gli ottimisti, insomma, interpretando il computer come alternativa (felice) alla televisione si schierano a favore dell’integrazione, in una prospettiva di stabilità del tempo che una volta i bambini trascorrevano solo davanti alla televisione, e che oggi dividono tra questa e il computer (che consente anche utilizzi diversi dal gioco: studio, internet, consultazione di Cd-Rom).

I pessimisti temono invece che il tempo dedicato al computer, nella maggior parte dei casi, si vada a sommare al tempo della visione televisiva: come dire che un secondo piatto si mangia dopo il primo, e non lo rimpiazza. Ricordano poi che l’illusione dell’interattività svela presto se stessa, togliendosi la maschera della libertà del gioco per mostrare il suo vero volto: molteplici possibilità predefinite e predeterminate al posto di una sola sequenza di avvenimenti. Inoltre ricordano avvenimenti di cronaca allarmanti di bambini arrivati in stato di shock all’ospedale perché divorati dagli eroi dei videogiochi.

Ricerche mirate a rilevare il rapporto tra le ore passate in compagnia della televisione e quelle del computer sembrano confermare i timori dei pessimisti: tra i bambini che giocano con il computer, insieme a coloro che non ne fanno uso, si riscontra la più alta percentuale di bambini che trascorrono più di cinque ore davanti alla televisione. Al contrario i bimbi che utilizzano il computer soprattutto per la consultazione di Cd-Rom, sono quelli che passano meno tempo a guardare la televisione (quasi il 50% guarda la televisione per circa un’ora, più del 40% tra le due e le tre ore).

Un altro dato allarmante riguarda il modo e l’ora in cui i piccoli si addormentano. I risultati di una ricerca condotta da ‘TeleMouse’, l’Osservatorio sulla televisione internazionale, su 865 genitori di bambini tra i due e i sei anni sono indicativi (e confermano che televisione e computer sono i compagni più assidui dei piccoli): moltissimi bambini si addormentano cullati dalle voci del piccolo schermo. L’abitudine di andare a letto dopo Carosello, magari con la promessa di una favola, è ormai desueta.

I bambini che si addormentano davanti alla Tv costituiscono la percentuale più elevata (circa il 63%); al secondo posto si trovano i videogiochi, al terzo posto si piazzano i giochi tradizionali, e ultime classificate, con molto distacco, si trovano la ninna nanna e il racconto delle favole.

L’ora in cui i piccoli si addormentano tende a spostarsi in avanti: una grossa fetta addirittura dorme dopo le dieci e trenta. Anche il ‘luogo’ del sonno, o almeno dell’addormentamento, cambia rispetto al passato. Solo il 17% dei bambini si addormenta nel proprio lettino, moltissimi crollano sul divano ninnati da Maurizio Costanzo o Bruno Vespa, Michele Santoro o Daria Bignardi.

 


Note:

1. Bill Watterson è il geniale creatore di Calvin, pestifero e irrequieto bambino, e Hobbes, tigrotto di pezza che nel mondo fantastico e parallelo di Calvin viene animato, diventando suo inseparabile e saggio amico.

 


Bibliografia:

  • Arnheim, Rudolf, 1957, Films As Art, University of California Press, Berkeley.
  • Condry, John, 1993, Thief of Time, Unfaithful Servant: Television and the American Child, trad. it., Ladra di Tempo, Serva Infedele, in Popper, Karl R. e Condry, John, Cattiva Maestra Televisione, Reset, Milano, 1994.
  • Hacking, Ian, 1999, The Social Construction of What?, Harvard University Press, Cambridge, trad. it., La Natura della Scienza, McGraw-Hill, Milano, 2000.
  • Hillman, Mayer (a cura di), 1991, Children, Transport and the Qualità of Life, Policy Studies Institute, London.
  • Postman, Neil, 1982, The Disappeance of Chilhood, New York, Delacorte Press, trad. it., La Scomparsa dell’Infanzia. Ecologia delle Età della Vita, Armando Editore, Roma, 1999.
  • Postman, Neil, 1995, The End of Education. Redefining the Value of School, Alfred A. Knopf, New York, trad. it., La Fine dell’Educazione. Ridefinire il Valore della Scuola, Armando Editore, Roma, 1997.
  • Watterson, Bill, 1998, Something Under The Bed Is Drooling, Universal Press, Kansas City, trad. it., C’è Qualcosa che Sbava Sotto il Letto, Comix, Milano, 2000.
  • 1° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e della Preadolescenza, a cura di Eurispes e Telefono Azzurro, 2000, Roma.
  • 2° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e della Preadolescenza, a cura di Eurispes e Telefono Azzurro, 2001, Roma.
  • Articolo: Monti, Daniela, Aiutate i figli a capire, spegnere la tv è sbagliato, ‘Il Corriere della Sera’, 18 settembre 2001.
  • Articolo: Romanazzi, Elemna, "La Tv, mamma ideale", ‘Il Mattino’, 29 luglio 2001.
  • Articolo: (senza autore), Bambini, addio alla ninna nanna il sonno viene con Vespa e Costanzo, ‘La Repubblica’, 29 ottobre 2001.

 


copyright © Educare.it - Anno II, Numero 7, Giugno 2002