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DSA e mappe mentali

I D.S.A. sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente nell'acquisizione delle abilità scolastiche quali la lettura, la scrittura e il calcolo. La loro caratteristica principale è quindi la specificità: il disturbo riguarda un determinato dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. In particolare la dislessia è una disabilità specifica dell'apprendimento di origine neurobiologica caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un'adeguata istruzione scolastica.

Conseguenze secondarie possono includere problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.
La diagnosi differenziale è di fondamentale importanza per poter escludere deficit di tipo visivo-uditivo, linguistico e lieve ritardo mentale.

Una metafora per spiegare i DSA

L'americana Ania Siwek (2009), esperta nell'ambito dei disturbi di apprendimento, ha coniato una metafora semplice ed efficace per spiegare i DSA: "Le informazioni arrivano e si muovono nel cervello lungo dei percorsi simili alle autostrade. Nel cervello queste "autostrade" sono tante, vanno in direzioni diverse e sono percorse da tantissime macchine. Queste specie di macchine trasportano le informazioni verso le diverse zone del cervello e sono velocissime. Ogni zona del cervello riceve tipi diversi di informazione. E' come se nel cervello ci fossero dei garage per ogni tipo di cosa da imparare. Ad esempio, ci sono garage per le parole, per i numeri, per i nomi degli animali, e così via. Quando si impara una cosa nuova, una macchina trasporta quella informazione verso il suo garage privato. Quando si vuole ricordare una cosa che si è imparata tanto tempo fa, è come se una macchina andasse verso un garage, prendesse su l'informazione, e la trasportasse là dove serve. Nelle autostrade del cervello, le informazioni possono viaggiare velocissime, perché non ci sono semafori o altri ostacoli. Quando si ha un DSA, alcune autostrade del cervello non sono così libere e veloci . E' un po' come se ci fosse una lunga coda di macchine. Non tutte le autostrade sono lente però, soltanto alcune. 

Avere un DSA è come avere una coda che rallenta moltissimo le autostrade che vanno e vengono dal garage della "lettura", "scrittura" e "calcolo". Questi rallentamenti causano tanti problemi. Quando si ha un DSA che si chiama dislessia, ci vuole molto più tempo e si fanno molti più errori degli altri quando si legge qualcosa. Infatti, c'è una lunga coda di macchine che viene e che va al garage delle lettere e delle parole, e tutto si muove lentamente. Capita di confondere i suoni di alcune lettere "b" e "d", a volte si tira a indovinare, a volte si molla perché è troppo faticoso o perché si è stufi di sbagliare. Nella matematica, si possono confondere i segni delle operazioni e fare un'operazione con il "+" invece che con il "x". Imparare a memoria le tabelline è difficile. Anche cercare di raccontare una storia può essere un problema a causa delle code che si formano in alcune autostrade del cervello. Le parole giuste non arrivano mai in tempo quando si parla e viene da dire sempre "eh" "cioè" "coso", "cosa"...".


Conseguenza psicologiche del DSA

Se non si è a conoscenza delle particolarità dei DSA genitori e insegnanti potrebbero farsi un'idea sbagliata del bambino pensando che sia pigro, che non si impegni, che richieda immotivate ed eccessive attenzioni. Di fatto in questi bambini l'impegno non manca, almeno finché i continui insuccessi e i rimproveri spengano la loro buona volontà, rischiando di compromettere il rapporto con la scuola e l'apprendimento in generale. "Come mai non ce la faccio anche se continuo a impegnarmi"? E' una domanda che spesso il bambino si pone, caricandosi di vissuti di ansia, tristezza e rabbia. Il senso di frustrazione che la condizione genera può trovare diversi modi di manifestazione:

  • atteggiamento di sfida nei confronti di genitori e insegnanti;
  • comportamento aggressivo nei confronti dei fratelli o compagni;
  • mancato rispetto delle regole;
  • isolamento;
  • iperattività;
  • vissuti depressivi.

Ipotesi di funzionamento dei processi di letto- scrittura e DSA

La ricerca scientifica degli ultimi vent'anni sull'argomento ha prodotto esaurienti ed esplicative ipotesi sui processi cognitivi implicati nello sviluppo della scrittura e del linguaggio. Il modello a due vie (Denes e Pizzamiglio, 1996) offre una esauriente teoria di funzionamento del processo di lettura: prevede una via lessicale che permetterebbe il riconoscimento della parola confrontandone le caratteristiche visive con la rappresentazione lessicale precedentemente immagazzinata e ad essa corrispondente, ed una via fonologica per cui la parola verrebbe letta attraverso la scomposizione in singoli grafemi e la ricomposizione in una sequenza di fonemi. La via fonologica sarebbe deputata alla codifica e composizione dei fonemi in sequenza per poi "assemblare" una parola seguendo le regole di composizione proprie della lingua del parlante (questo spiegherebbe la capacità di leggere parole nuove). La via lessicale codificherebbe la parola nella sua interezza (globale) depositandola/richiamandola in memoria una volta individuatene caratteristiche morfologiche e semantiche. Il modello è in accordo sia con la letteratura scientifica sulle manifestazioni della dislessia (Seymour, 1985), sia con le due grandi "classi" di errori che il soggetto dislessico generalmente compie. In letterata si distinguono due differenti tipi di dislessia; una fonologica in cui il soggetto si avvarrebbe solo della via lessicale, ed una dislessia superficiale in cui la via fonologica sarebbe intatta con invece un danno a carico della via lessicale.
Mettendo in relazione i due tipi di dislessia con il modello evolutivo di scrittura e lettura di U. Frith (1985) si può ipotizzare una correlazione tra dislessia fonologica e un deficit allo stadio alfabetico e tra dislessia superficiale e una limitazione nella fase ortografica. Ciò correlerebbe ancora con le due classi di errore che il soggetto dislessico tipicamente esegue: fonologici e/o ortografici. Nei DSA si differenziano errori inerenti la distinzione di suoni (e quindi successivamente di lettere) "vicini tra loro", tipo t/v, p/b ed errori di composizione della lingua: punteggiatura, accenti, uso dell' "h", trisillabi con regole di applicazione particolare tipo "gli", "qu" e "cu".


Diagnosi e possibilità di recupero: mappe mentali e strumenti on-line

Gli accurati studi condotti in campo scientifico hanno permesso di distinguere diversi tipi di errore da DSA e di affinare e costruire percorsi riabilitativi specifici ed efficienti.

La cosa più importante da tenere in considerazione in ambito riabilitativo è che non essendo compromesse capacità intellettive e cognitive, necessita sviluppare strategie alternative e strumenti idonei per la decodifica delle informazioni.

Si hanno oggi a disposizione diversi tipi di eserciziari e numerosi siti specifici con software open source (vedi links) che sviluppano metodi, esercitazioni e percorsi per sopperire a deficit di tipo fonologico, cosi come l'utilizzo di mappe mentali facilita la codifica per via lessicale e "di insieme" delle parole.

Tenendo ancora una volta in considerazione il modello gerarchico di U. Frith si può notare come la mappa mentale attivi un tipo di codifica simile all'elaborazione che l'essere umano compie nell'ultima fase di sviluppo del linguaggio: lo stadio lessicale. A quel punto (dopo i 7 anni), il bambino automatizza la lettura attraverso la formazione di un magazzino lessicale, abbandona la strategia di conversione grafema/fonema per parole già note che vengono lette accedendo direttamente alla forma fonologica e vengono caratterizzate per una valore semantico e di significato. La struttura della mappa mentale "bypassando" la modalità di codifica alfabetico/ortografica, consente un accesso diretto al significato visivo, semantico e globale della parola.

Il termine mappa mentale viene talora erroneamente considerato sinonimo o addirittura confuso con un generico concetto di schema. In realtà si tratta di strumenti che rispondono a precisi criteri che fanno capo alla teoria di Tony Buzan elaborata intorno agli anni '60. Le mappe mentali (Tony Buzan, 2008) sono strumenti che consentono di rappresentare la conoscenza e sono considerate dalla letteratura specifica un'importante strategia didattica in grado di favorire l'apprendimento per tutti gli studenti.

Le mappe mentali si basano su un criterio di tipo gerarchico-associativo che ne determina visivamente un aspetto a raggiera e sono utili per sviluppare e rappresentare il pensiero creativo e la progettazione di testi. Questi strumenti presentano alcune peculiarità che le rendono congeniali allo stile di apprendimento dei DSA poiché:

  • le informazioni vengono presentate in modo visivo e quindi adatto a studenti per i quali questa modalità è prevalente su quella verbale;
  • i concetti sono rappresentati con immagini, colori, forme, parole chiave o frasi minime;
  • la strutturazione consente l'organizzazione dei concetti indipendentemente da una rigorosa applicazione di regole grammaticali;
  • una grande quantità di informazioni è rappresentata in uno spazio ridotto limitando i tempi di elaborazione delle informazioni;
  • consentono una rapida visione d'insieme dell'argomento senza esclusione dei particolari.

La memorizzazione è favorita dalla rappresentazione visiva basata su forme e immagini colorate, che possono assumere le caratteristiche preferite dal singolo studente in base al suo stile cognitivo, al suo senso estetico e alle sue personali associazioni mentali.

mappa_mentale

Esempio di Mappa Mentale relativa al concetto di 'solidarietà' (2007)



ABSTRACT

I Disturbi Specifici di Apprendimento sono un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente nell'acquisizione delle abilità scolastiche quali la lettura, la scrittura e il calcolo. La loro caratteristica principale è quindi la specificità: il disturbo riguarda un determinato dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Negli ultimi vent'anni la ricerca ha raggiunto notevoli traguardi nella comprensione del "funzionamento" di questo tipo di disturbi distinguendo differenti manifestazioni di dislessia e diverse tipologie di errore che i soggetti dislessici sono portati a compiere. Ciò ha permesso l'individuazione di metodi e strategie efficaci nella riduzione del danno; tra questi la mappa mentale presenta peculiari caratteristiche che rendono lo strumento congeniale allo stile di apprendimento dei DSA.

The learning disorders are a heterogeneous group of diseases that occur only in the acquisition of academic skills such as reading, writing and mathematics. Their main characteristic is therefore the specificity, the disease affects specific skills in a meaningful way, but limited, leaving intact the general intellectual functioning. Over the past two decades, research has reached important milestones in our understanding of the "operation" of these diseases, distinguishing the different manifestations of dyslexia and different types of errors that dyslexics tend to do. This has allowed the identification of methods and teaching strategies effective in reducing the damage, such as mental maps.


BIBLIOGRAFIA

Buzan Tony, Mappe mentali. Come utilizzare il più potente strumento di accesso alle straordinarie capacità del cervello per pensare, creare, studiare, organizzare..., Roberti, Rimini (2008)

Denes F., Pizzamiglio L., Manuale di neuropsicologia, Zanichelli, Bologna (1996)

Ferrusi Ettore, Esempio di Mappa Mentale relativa al concetto di 'solidarietà', fonte Wikipedia (2007)

Frith U., Beneath the surface of developmental dyslexia, in Patterson, J. Marshall e M Coltheart (a cura di), Surface dyslexia, London: L.E.A. (1985)

Seymour P.H., Developmental dyslexia: Cognitive experimental analysis, in J.C.Marshall, M. Coltheart e K.Petterson (a cura di), Surface dyslexia and surface dysgraphia. London: Routledge and Kegan Paul (1985)

Siwek A., DSA, Dislessia, ppf in genitori (2009)


LINKOGRAFIA

www.educare.it
www.aiditalia.org
www.lnx.fantasylands.net/aiuto-dislessia
www.robertosconocchini.it
www.space.cinet.it/cinetclub/Emmegi/matematica/elencoesercizi.htm
www.aisinet.it
www.dienneti.it/handicap/speciale.htm
www.ladislessia.org
www.maestragemma.com
www.antonella.it
www.maestraivana.it


Autore: Nicola Patanè è laureato in Psicologia ad indirizzo evolutivo, è specializzato in psicoterapia ad orientamento breve presso la Scuola di Terapia Breve Strategica di Arezzo. Dal 2001 collabora con diversi istituti scolastici di Catania e provincia, realizzando laboratori di formazione per alunni, genitori ed insegnanti.
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 3, Marzo 2013

DOI: 10.4440/201303/PATANE