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I disturbi del comportamento nel contesto scolastico

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dopI disturbi del comportamento comprendono due patologie, ovvero il disturbo della condotta (DC) e il disturbo oppositivo provocatorio (DOP). I tratti distintivi di entrambi i disturbi sono l’aggressività ed i comportamenti distonici nei confronti degli altri. Queste patologie tendono ad aggravarsi nel corso dell’età evolutiva, raggiungendo il periodo di maggiore acuzie durante l’adolescenza, in particolare il disturbo della condotta. L’aggressività è l’elemento base di entrambe le patologie, che può essere distinta in due tipologie: l’aggressività predatoria (o aggressività proattiva) e l’aggressività affettiva (o reattiva). La prima è contrassegnata da comportamenti violenti che sono pianificati e non producono conseguenze fisiche sul soggetto che la pratica, la seconda rappresenta una forma di aggressività che non obbedisce ad una logica strategica, si rivela episodica e contestuale con una forte caratterizzazione impulsiva, la cui conseguenza è rappresentata anche da autolesioni. La prima forma di aggressività è tipica del disturbo della condotta, mentre la seconda forma la si ritrova nel disturbo oppositivo provocatorio.

La sintomatologia del disturbo della condotta

Il disturbo della condotta (DC) si caratterizza per tre peculiarità, ovvero il comportamento anisociale, provocatorio e aggressivo. Secondo il DSM-5, il disturbo della condotta può essere classificato secondo le emozioni che lo accompagnano. Infatti, possiamo avere:

  • il DC caratterizzato prevalentemente dalla mancanza di emozioni prosociali;
  • il DC la cui peculiarità è la mancanza del rimorso e del senso di colpa;
  • il DC contrassegnato dalla mancanza di empatia;
  • il DC la cui caratteristica è il disinteresse per la riuscita sociale, lavorativa o scolastica;
  • il DC accompagnato da marcata superficialità in ambito affettivo.

Nei ragazzi affetti da tale disturbo si notano:

  • distruzione sistematica degli oggetti scolastici dei propri compagni di classe;
  • fughe da casa (si osservano nei soggetti più grandi);
  • scarso rispetto della proprietà altrui;
  • l’attitudine a mentire;
  • crudeltà nei confronti dell’alterità e degli animali in genere;
  • l’abitudine ad atteggiamenti dispettosi, vendicativi e violenti.

La sintomatologia del disturbo oppositivo provocatorio

Il disturbo oppositivo provocatorio è una patologia tipica dei bambini di nove - dieci anni. La sintomatologia è rappresentata dalle seguenti manifestazioni:

  • comportamenti provocatori, ostili e disobbedienti, dettati dalla bassa tollerenza alle frustrazioni;
  • frequente perdita dell’autocontrollo;
  • scarso rispetto delle norme che regolano il vivere sociale nel contesto classe;
  • condotte attuate per dare volontariamente fastidio ai compagni;
  • spiccata tendenza ad attuare delle vendette, dei dispetti a scapito dell’alterità.

Rispetto al disturbo della condotta, nel disturbo oppositivo provocatorio manca l’estrema aggressività fisica.

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Le cause dei disturbi del comportamento

Riguardo alle cause che determinano i disturbi del comportamento, sono state avanzate sia ipotesi neurobiologiche che ambientali. Secondo alcuni autori, esisterebbe una predisposizione genetica: infatti, i ragazzi che soffrono di disturbi del comportamento hanno uno dei due genitori che è portatore di una psicopatologia. Secondo questa ipotesi, i ragazzi che sono affetti da questa patologia hanno notevoli difficoltà nella socializzazione, poiché interpretano in chiave aggressiva e violenta le reazioni che gli altri hanno nei loro confronti, a cui reagiscono con risposte comportamentali eccessive. Altri autori sono più propensi a porre l’accento nella genesi del disturbo sul ruolo svolto dall’ambiente. Di fatto, molti ragazzi che soffrono del disturbo provengono da un contesto familiare inadeguato dal punto di vista educativo e familiare.

La terapia psico-educativa

 La terapia psico-educativa, da attuarsi nei contesti scolastici, deve essere orientata a:

  • contenere i comportamenti più distonici;
  • insegnare le tecniche di controllo delle criticità;
  • regolare positivamente le dinamiche sociali che la quotidianità elicita nel contesto classe.

Relativamente al controllo dei comportamenti distonici, è utile la tecnica della token economy, che prevede di scoraggiare i comportamenti disfunzionali attraverso la perdita dei tokens (punti, stelline ecc.) accumulati. Invece, se i comportamenti sono funzionali si conquistano un certo numero di token, attraverso i quali si possono vincere dei piccoli premi.

Riguardo alla risoluzione delle criticità, devono essere insegnate le tecniche cognitive di controllo dei comportamenti e delle reazioni. In pratica, tali tecniche prevedono una metodica a più tempi. Il primo momento è rappresentato dalla presa di coscienza del problema, successivamente si aiuta il soggetto a trovare varie soluzioni possibili per la risoluzione della criticità. Il terzo momento consente di scegliere una soluzione fra le diverse trovate. Il quarto momento simboleggia la fase esecutiva, ovvero il soggetto si impegna a mettere in pratica la soluzione trovata.

In riferimento al regolare positivamente le interazioni sociali, si deve lavorare sulle dinamiche di gruppo, che sono messe a dura prova dai comportamenti tipici dei soggetti che soffrono di disturbi del comportamento.

E' importante che gli insegnanti spieghino agli altri alunni che le condotte disfunzionali non sono frutto di azioni deliberate, ma espressioni di una patologia. Questo non fa altro che aumentare la resilienza del gruppo classe e la sua competenza ecologica, ossia la capacità di accogliere e soddisfare i bisogni di tutti gli alunni.

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Riferimenti bibliografici

  • Amendolagine, V. (2019). Manuale di psichiatria dell’età evolutiva per educatori. Lecce: Libellula Edizioni Universitarie.
  • Amendolagine, V. (2020). Compendio di neuropsichiatria infantile per educatori. Lecce: Libellula Edizioni Universitarie.
  • American Psychiatric Association (2014). DSM - 5 (trad. italiana). Milano: Cortina.
  • Fabbro, F. (2019). Manuale di neuropsichiatria infantile. Roma: Carocci.
  • Militerni, R. (2021). Neuropsichiatria infantile. Napoli: Idelson - Gnocchi.
  • Persico, A., M. (a cura) (2018). Manuale di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. Roma: Società Editrice Universo.
  • Viganò, S. (2013). Disturbi dello sviluppo, del comportamento e dell’umore. Roma: Edizioni Unimarconi.
  • WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) - DIMDI (Istituto tedesco di documentazione e informazione medica) (2018). ICD - 10 - GM 2018. Neuchâtel (CH): UST.

 copyright © Educare.it - Anno XXII, N. 6, Giugno 2022 

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