- Categoria: Esperienze a scuola
- Scritto da Benedetta Toni
Apprendimento multimodale e multisensoriale nella scuola dell’infanzia e primaria
Le storie, le fiabe, gli albi illustrati sono i testi mentor per acquisire competenze di oralità e scrittura nella scuola dell’infanzia e primaria. Alla Scuola per l’Europa di Parma i testi vengono proposti in un contesto plurilingue e facilitano l’apprendimento creativo e multimodale delle diverse lingue europee, oltre che competenze interculturali ed emotive. Il modello proposto è interattivo e, a seconda dell’anno di riferimento, si parte dalla scoperta delle multiple literacies e delle loro caratteristiche per poter creare con originalità ed espressività.
Il tema delle fiabe e delle storie viene ripreso anche in ambito musicale e teatrale per valorizzare l’educazione al bello e all’arte, per sperimentare linguaggi diversi, per raccontare ad un pubblico di bambini ed adulti le fiabe intese come melodie infinite. La documentazione digitale e multicanale è memoria scenica, iconica, culturale del percorso, è utile per l’autovalutazione come un portfolio digitale di gruppo e nell’aula immersiva della scuola è un tool per nuovi apprendimenti.
Gli albi illustrati e l’educazione ai linguaggi espressivi
Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, per imparare a leggere e a scrivere lettere e testi creativi, sono stati usati diversi albi illustrati nelle diverse lingue fra i quali: Il pupazzo di neve di Raymond Briggs, L’albero alfabeto di Leo Lionni, Piccolo blu e piccolo e piccolo giallo di Leo Lionni, The Very Hungry Caterpillar di Eric Carle, the The Very Hungry Bear di Nick Bland, Cappuccetto Rosso di Jacob e Wilhelm Grimm illustrato da Lisbeth Zwerger e tanti altri.
Gli albi illustrati sono forme letterarie recenti, sono iconotesti caratterizzati da un codice compositivo verbo-visuale, sono narrazioni poetiche che richiedono concentrazione e controllo (Terrusi 2012). Nei silent books la sequenza di sole immagini narra la storia ed è necessario un lettore “implicito” che interpreti il testo (Terrusi 2012). Gli albi illustrati prevedono un coinvolgimento ed un impegno emotivo degli alunni. Attraverso l’empatia e la lettura con la mente i piccoli apprendenti si immedesimano nel testo e nell’extra-testo e sono proprio le convenzioni artistiche e l’interazione dei diversi media a suscitare diverse emozioni, prima individuali e poi di gruppo (Nicolajeva 2014). Le storie proposte mettono in luce sentimenti quali l’amicizia, la pace, la cura, la paura e, attraverso i brevi testi, le illustrazioni colorate e realizzate con diverse tecniche, gli alunni partecipano immergendosi nella storia ed identificandosi nei personaggi.
Lo sviluppo dell’emergent literacy
Nella scuola dell’infanzia viene promossa l’emergent literacy ed in particolare l’emergent writing prendendo come riferimento un framework di tre domini: la conoscenza dei concetti, dei simboli e delle funzioni della scrittura; la conoscenza delle procedure che riguarda il meccanismo delle lettere e la scrittura delle parole, la conoscenza dell’alfabeto e la correttezza dello spelling; la conoscenza generativa che implica l’abilità di scrivere frasi che abbiano un significato, l’espressione orale e scritta dei propri pensieri (Byington & Kim 2017).
Sono state realizzate diverse tipologie di testi per l’alfabetizzazione alla scrittura: alfabeti creativi e artistici, tracce colorate, abbecedari, attività per praticare il proprio nome o quello dei personaggi di una storia, messaggi tratti dai libri, elenchi e liste (Byington & Kim 2017).
Sia nella scuola dell’infanzia sia nelle prime classi della scuola primaria si sono prodotti diversi tipi di testi: letterine o cartoline di presentazione, acrostici, calligrammi, poesie, filastrocche, rime, descrizioni dei personaggi. Anche in occasione dello World Book Day sono stati invitati scrittori a leggere le proprie storie dalla scuola dell’infanzia alla classe quinta della scuola primaria, i testi degli scrittori e di autore anche con opportuni adattamenti sono stati i testi mentor per lo sviluppo delle prime forme narrative (Schrodt et al. 2021).
Sono stati incentivati modelli di scrittura interattiva per costruire tabelle artistiche di rime, per etichettare immagini e diagrammi, per raccontare le storie preferite (Hall 2019). Sono stati costruiti cartelloni per evidenziare esperimenti di scoperta del mondo, sono state elaborate ricette di fantasia sui temi dell’Europa. Attraverso conversazioni educative anche in relazione alla lettura sono state messe in atto esperienze di scaffolding delle competenze di letto-scrittura. La lettura ad alta voce, la discussione, le domande per identificare, ricordare, riflettere, aggiungere informazioni sono strategie didattiche finalizzate all’estensione delle conoscenze in relazione alle esperienze di scrittura dei bambini (Donovan et al. 2020).
Le fiabe sono i luoghi e le letterature della nostra infanzia
Vi è un atlante geografico ricco di fiabe che vengono utilizzate nelle Scuole Europee in tutte le lingue studiate (Italiano, Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Olandese, Greco, Portoghese) e nelle diverse riscritture o adattamenti anche a seconda delle culture e delle tradizioni.
Le fiabe sono storie brevi come Cenerentola, Cappuccetto Rosso o La Bella Addormentata, legate all’infanzia, classiche e familiari. Sono ricche di incanti e trasportano il lettore in un mondo secondario, diverso da quello primario e reale. Sono spesso variazioni di qualcosa di già narrato e sono narrate con un linguaggio condiviso. Le fiabe viaggiano attraverso i media e soprattutto il cinema ha reso popolari le fiabe di ogni tempo. L’incanto e il soprannaturale sono sempre presenti, così come un lato oscuro delle fiabe, ma sono temi anche sempre legati alla speranza e alla consolazione. Sono storie inventate ed anche i bambini lo sanno. Le eroine e gli eroi delle fiabe riescono alla fine a superare le prove per arrivare a compiere il proprio destino (Warner 2014).
Le fiabe implicano magia, metamorfosi e trasformazioni. Sono ricche di forme rituali che portano ad un mondo dell’altrove “C’era una volta”. Ci meravigliamo mentre viaggiamo attraverso le parole delle fiabe ed esse non hanno una forma stabile: sono ricche di adattamenti nei diversi media che le ritrasformano (Tatar 2019). Aprendo un libro di fiabe i bambini si ritrovano in mondi meravigliosi, che combinano paura e bellezza, il potere magico è anche insito nel linguaggio stesso delle fiabe che ci emoziona totalmente, ci coinvolge fisicamente e mentalmente e ci porta nel linguaggio dell’altrove del media attraverso il quale la fiaba è rappresentata, fino a quando non migra in un altro media (Tatar 2010).
Le fiabe narrate a scuola sono molteplici e tra queste anche le moderne fiabe del Mago di Oz di Frank Baum, Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll, La bella e la bestia di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont ed hanno ispirato la riscrittura di racconti fantastici, di testi nonsense, di indovinelli, racconti gotici e mistici, di haiku, fumetti, diari e biografie, favole a rovescio….
Le fiabe sono i luoghi e le letterature della nostra infanzia e ci portano ai nostri ricordi e a comprendere il valore stesso di esse nel presente, la lettura attenta e la riflessione critica ci consentono di pensare ai significati, alle diverse tradizioni e culture, alle nostre autobiografie e memorie, alla complessità ma allo stesso tempo alla continua vitalità del genere narrativo della fiaba (Seifert 2019).
L’approccio multimodale per un apprendimento multisensoriale ed olistico
Quando leggiamo gli albi illustrati ai bambini li avviciniamo ad una specifica estetica e a determinate caratteristiche letterarie: vi sono intersezioni di testo, immagine e cultura. L’approccio è sicuramente multimodale, multisensoriale e interculturale (Arizpe 2017). L’input degli albi illustrati è cognitivo, emozionale ed estetico. Gli albi illustrati senza parole sviluppano anch’essi la competenza narrativa ed attraverso una lettura dialogica con domande e risposte ed un approccio multimodale si arriva a stimolare l’immaginazione dei bambini, a creare un rapporto intimo con l’adulto mediatore del linguaggio, a far apprendere la lingua coltivando il piacere dei suoni linguistici e combinando l’oralità con l’immagine e con la scrittura (Kümmerling-Meibauer 2011).
Pensando alla comunicazione nelle diverse lingue sicuramente quanto è più vasto e plurale il repertorio di testi che viene offerto, tanto più verranno sviluppate le multiple literacies: la competenza funzionale nello scrivere e leggere, quella informativa nel ricercare informazioni, quella estetica in relazione alla lettura, quella critica in relazione alla comprensione del testo, quella visiva in relazione alla lettura critica delle immagini. La competenza da acquisire è plurilingue e pluriculturale attraverso la multimodalità anche in relazione, ad esempio, all’albo illustrato digitale o alla story app (Bland 2019).
Playground e Nursery rhymes sono considerate formats performativi e le storie raccontate oralmente ci connettono all’infanzia, sono ricche di modelli e formule linguistiche ripetitive che sono rassicuranti e infondono allo stesso tempo piacere. La narrazione viene arricchita da tratti prosodici espressivi, da gesti, espressioni facciali, da immagini per sviluppare la competenza linguistica. La storia narrata si colloca nell’area della comprensione interculturale, ci consente di relazionarsi con noi stessi e con gli altri. Il teatro è un’esperienza multisensoriale incorporata nell’apprendimento (Bland 2019).
Cantare le fiabe per integrare letteratura e musica
Diverse fiabe sono state messe in scena a livello teatrale ad esempio una riduzione dell’opera La Cenerentola di Gioacchino Rossini e il Gatto con gli Stivali di Marco Tutino. Altre fiabe sono state raccontante attraverso le canzoni come il Piccolo Principe del gruppo popolare e di cantautori Sulutumana. Altri brani singoli vengono interpretati in saggi e concerti per educare alle storie, al canto, all’espressione, alla forma d’arte di diversi generi musicali ad esempio opera lirica, musical, musica da film.
Brani come Once Upon a Dream, Somewhere Over the Rainbow e Tale As Old As Time ci introducono nella magia delle fiabe che raccontano, ma allo stesso tempo educano alla tenuta del fiato, al canto melodico, alla cura della dinamica, all’espressione della parola parlata, recitata e cantata, al fraseggio.
Nuovamente attraverso la musica si esplorano multiple literacies attraverso apprendimenti attivi, fisici, sensoriali e creativi. Le esperienze musicali sono sicuramente dapprima uditive ma poi si attivano tutte le intelligenze multiple attraverso la musica, la danza, il teatro, la performance artistica. Le storie cantate sono esperienze estetiche e cinestetiche, sensoriali e semiotiche, testuali e linguistiche (Niland 2007).
Le melodie delle fiabe sono delicate, spiegate, intrise di melismi, ricche di armonie a fini espressivi e spesso ci portano in un mondo dell’altrove, come ad esempio Over the Raimbow che caratterizza il personaggio Dorothy che ogni bambina avrebbe voluto rappresentare e che nel film e nel musical canta questo inno verso un’utopia musicale alternativa. Come in When You Wish Upon a Star anche Over the Raimbow inizia con un’ottava per esprimere la volontà del desiderio e del sogno. Il personaggio è davvero teatrale e la melodia per alcuni aspetti ricorda una ninna nanna incantata: dopo il canto anche il paesaggio si trasforma e ritorna il sereno (Bunch 2023).
Altre melodie sono dei valzer, delle ballate o dei duetti d’amore come ad esempio Once Upon a Dream o Tale As Old As Time in cui la melodia è sempre lirica e in tonalità maggiore. Vi sono poi melodie di fiabe anche in stile pop come ad esempio Let it go nel musical e film d’animazione Frozen: l’evoluzione di questo canto dalla tonalità minore a quella maggiore identifica un excursus interiore della protagonista, che anche nell’interpretazione sottolinea un superamento di prove nella storia e nel canto, una coscienza del proprio potere e della propria volontà (Bunch, 2017). L’inno pop della protagonista si avvicina alla cultura musicale degli alunni più grandi e per tutti è un canto che dimostra la coscienza della propria personalità e di un tratto identificativo del proprio carattere e della propria natura.
Digital storytelling nel teatro immersivo
Diversi percorsi con le storie e i libri sono stati documentati in digitale attraverso l’app Genially. Nello specifico sono stati documentati tre percorsi di infanzia sullo storytelling sul tema dell’inverno, comprensivi di lettura, narrazione e teatralizzazione della storia, di laboratori di scoperta del mondo e di atelier per la costruzione di elementi scenici legati alla storia per apprendere, ricordare, raccontare di nuovo, interiorizzare, diffondere.
Sono state documentate tre storie per il progetto Writing Fest su fiabe fantastiche narrate dai bambini ed intrise di diversi motivi fiabeschi: il soprannaturale, il lato oscuro, il lieto fine, oggetti ed animali magici, i bambini o altri esseri viventi come protagonisti, la presenza di difficoltà e/o di antagonisti. Sono state documentate tre storie sul ciclo dell’acqua ricche di motivi legati al tema dell’educazione alla sostenibilità, al salvataggio del pianeta, all’importanza dell’ambiente nella nostra vita e nella vita di tutti. Sono infine stati presentati in digitale i progetti di coro, mettendo in luce il percorso, le prove, le storie e le origini dei brani musicali ed infine le esecuzioni delle prove generali dei seguenti brani appartenenti a opere o a sinfonie: Summertime, Va’pensiero, Habanera, Inno alla Gioia.
Queste esperienze di digital storytelling sono state rappresentate nell’aula immersiva o teatro immersivo della scuola e sono a disposizione delle classi come portfolio del lavoro di classe. Le esperienze sono significative in quanto attraverso l’app Genially e l’immersione nel teatro sembrano occasioni di vita reale in cui gli effetti sonori, le voci degli attori (insegnanti e bambini) ed anche la musica registrata ci emozionano con naturalezza. Se la rappresentazione della storia non è lineare l’esperienza teatrale e della narrazione della storia sarà maggiormente efficace: l’idea è quella di un paesaggio sonoro immersivo in cui ogni momento risulta interessante, si percepisce l’autenticità e la realtà è tridimensionale (Bucher, 2017).
Diversi sono i framework che sono utilizzati dalla letteratura scientifica per spiegare come avviene questa immersione. Pensando ad alcune fiabe sperimentate nell’aula immersiva come Goldilocks and the Three Bears e Little Red Riding Hood ritengo che alcune caratteristiche siano ricorrenti e siano state ben rappresentate anche nella documentazione dei nostri percorsi di storytelling in Genially. Sicuramente il coinvolgimento avviene attraverso un processo di immersione nello spazio: assorbimento, trasporto ed infine totale immersione in un ambiente differente, immaginario e ricco di spazi che si trasformano a loro volta: le stanze di una casa, ambienti esterni ed interni, le porte che ti portano in un mondo secondario.
Il coinvolgimento nella narrazione è dall’individualità alla collettività, ci si sente tutti parte della nuova esperienza. La condivisione è emotiva e mentale, si partecipa attivamente alle emozioni dei personaggi e all’evolvere della trama, con tutti i sensi, in un processo olistico.
Si avverte la dimensione ludica di superare prove in una escape room dove il toccare lo schermo suscita curiosità per la scoperta, per voltare pagina, per indovinare. Si è partecipi affettivamente dell’atmosfera e del clima delle storie, si soffre, si desidera, ci si entusiasma, si sogna e si spera fino al lieto fine (Chen, 2025).
Conclusione
L’apprendimento multimodale e multisensoriale è uno dei principi educativi della didattica delle Scuole Europee. Le esperienze di coinvolgimento immersivo per l’educazione ai diversi linguaggi espressivi sono molteplici e significative in contesti nazionali e internazionali e offrono nuove opportunità per mettere in pratica le pedagogie del ventunesimo secolo. Per stare al passo con i tempi è necessario promuovere occasioni formative di apprendimento permanente per docenti e dirigenti e ripensare gli spazi educativi in un’ottica di sperimentazione, ricerca, innovazione.
Riferimenti bibliografici
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Autrice: Benedetta Toni, Direttrice aggiunta della Scuola per l’Europa di Parma e Professoressa a contratto presso il Dipartimento di Scienze Dell'Educazione “Giovanni Maria Bertin” - Università di Bologna. Ha pubblicato diversi articoli articoli e saggi sulla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria.
copyright © Educare.it - Anno XXIV, N. 5, maggio 2025

