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- Scritto da Chiara Dotti
Misurare le intelligenze: dalla Wish-R a Gardner
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Ogni anno insegnanti, educatori e pedagogisti si trovano a confrontarsi con i risultati del test di intelligenza a cui alcuni loro alunni vengono sottoposti. Spesso la visione generale che hanno di quell'alunno concorda con il suo Q.I.; altre volte, invece, ritengono che il risultato del test sopravvaluti o sottovaluti le capacità che quotidianamente riscontriamo in lui.
La scala di intelligenza Wish-R (Wechsler Intelligence Scale for Children-Revised), normalmente utilizzata in Italia e nel resto del mondo come strumento diagnostico nei bambini e nei ragazzi dai 6 ai 16 anni, è ad uso esclusivo di medici e psicologi.
La Scala di Wechsler è stata concepita e organizzata come test di intelligenza generale. La WISC-R è costituita da dodici test, ma, allo scopo di abbreviare la somministrazione, sono solo dieci i test da applicare obbligatoriamente.
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I numeri corrispondono all'ordine in cui i sub test dovrebbero essere somministrati.
I QI sono calcolati sulla base dei cinque test Verbali e dei cinque test Performance. Quindi per la compilazione delle tabelle dei QI non vengono utilizzati la Memoria di cifre della Scala verbale e i Labirinti della Scala di Performance. Essi sono stati considerati test supplementari da applicare quando ci sia del tempo a disposizione o come prove sostitutive quando non può essere somministrato o risulti invalidato uno degli altri test.
E' sempre consentito somministrare tutti e dodici i test; la somministrazione dei test supplementari in situazioni cliniche è infatti fortemente raccomandata in ragione dell'apporto di informazioni qualitative e diagnostiche che fornisce.
Interpretando le convinzioni di D. Wechsler, una persona considerata intelligente dovrebbe mostrare di avere le stesse capacità tanto nei diversi test Verbali, quanto nelle Performance. Cioè, a un Q.I. molto elevato, corrisponde un vero genio. Nel contesto di una somministrazione potrebbe esserci qualcuno che risponde molto bene a tutti i subtest; ma questo cosa significherebbe? Secondo Wechsler vorrebbe dire che questa persona è intelligente in tutte le aree e quindi dovrebbe dimostrarlo nella vita di tutti i giorni. Probabilmente non esistono molte persone con un'intelligenza classificata "eccellente", ma l'esperienza quotidiana mostra che nessuno può eccellere in tutto. C'è chi è più portato a svolgere un certo compito piuttosto che un altro, chi riesce meglio in matematica e chi nelle materie umanistiche e chi è molto portato per entrambe, ma è carente, ad esempio, nei rapporti umani, nella comprensione, nelle relazioni collaborative.
Le intelligenze multiple
Il primo psicologo che ha parlato delle Intelligenze Multiple è stato l'americano Howard Gardner in "Frames of mind" pubblicato nel 1983. Gardner, nato nel 1943, è oggi docente di Cognitivismo e Pedagogia alla Facoltà di Scienze dell'Educazione all'Università di Harvard, dove è anche professore associato di Psicologia, è inoltre professore associato di Neurologia alla Facoltà di Medicina all'Università di Boston e co-direttore del Progetto Zero ad Harvard. Ha scritto diciotto opere che sono state tutte tradotte in venti lingue.
Il punto di partenza della sua teoria è la convinzione che sia errato ritenere che ci sia qualcosa chiamata intelligenza che possa essere obiettivamente misurata e ricondotta ad un singolo numero, ovvero ad un punteggio: Q.I.. Secondo Gardner, ogni persona è dotata di almeno sette intelligenze ovvero, è intelligente in almeno sette modi diversi. Ciò significa che alcuni di noi possiedono livelli molto alti in tutte o quasi tutte le intelligenze, mentre altri hanno sviluppato in modo più evidente solo alcune di esse. Tuttavia è importante sapere che ognuno può sviluppare tutte le diverse intelligenze fino a raggiungere soddisfacenti livelli di competenza. Gardner sostiene pertanto che tutti possiamo sviluppare le nostre diverse intelligenze se siamo messi nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione. Inoltre le intelligenze sono strettamente connesse tra di loro e interagiscono in modo molto complesso.
Un esempio molto semplice e significativo lo possiamo trovare nella vita di tutti i giorni nell'atto di cucinare una pietanza. Ciò mette in moto e in relazione più di una delle nostre intelligenze: leggere la ricetta (intelligenza verbale); calcolare gli ingredienti necessari (intelligenza matematica); tenere conto dei gusti personali (intelligenza intrapersonale) e di quelli altrui (intelligenza interpersonale). Inoltre sostiene che se ciascuno è cosciente delle proprie intelligenze più forti e di quelle più deboli, può usare quelle più forti per compensare e sviluppare quelle più deboli.
Tipi di intelligenza
- Intelligenza logico-matematica: Abilità implicata nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti, nell'individuare relazioni e principi.
- Intelligenza linguistica: Abilità che si esprime nell'uso del linguaggio e delle parole, nella padronanza dei termini linguistici e nella capacità di adattarli alla natura del compito.
- Intelligenza spaziale: Abilità nel percepire e rappresentare gli oggetti visivi, manipolandoli idealmente, anche in loro assenza.
- Intelligenza musicale: Abilità che si rivela nella composizione e nell'analisi di brani musicali, nonché nella capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.
- Intelligenza corporeo cinestetica: Abilità che si rivela nel controllo e nel coordinamento dei movimenti del corpo e nella manipolazione degli oggetti per fini funzionali o espressivi.
- Intelligenza interpersonale: Abilità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d'animo degli altri.
- Intelligenza intrapersonale: Abilità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili.
A questi tipi di intelligenza, Gardner ha aggiunto successivamente un'ottava intelligenza, quella naturalistica, relativa al riconoscimento e la classificazione di oggetti naturali; ipotizzando inoltre la possibilità dell'esistenza di una nona intelligenza: l'intelligenza esistenziale, che riguarderebbe la capacità di riflettere sulle questioni fondamentali concernenti l'esistenza e più in generale nell'attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universali.
La teoria delle intelligenze multiple comporta che i diversi tipi di intelligenza siano presenti in tutti gli esseri umani e che la differenza tra le relative caratteristiche intellettive e prestazioni vada ricercata unicamente nelle rispettive combinazioni.
Per questi motivi, risulta altamente incorraggiante e stimolante per un'insegnante poiché rende il suo lavoro quotidiano con gli alunni determinante per il loro sviluppo cognitivo.
Autrice: Chiara Dotti. Pedagogista, Counselor ad orientamento sistemico-relazionale. Ha svolto attività di ricerca pedagogica presso la Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza degli Ospedali Riuniti di Bergamo.Da anni è consulente in ambito di tutela minorile, si occupa di formazione e consulenza in contesti socio-educativi. Svolge attività privata con adulti e adolescenti
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 7, luglio 2013

