- Scritto da Marzia Colace
- Categoria: Scuola e dintorni
L’educazione della prima infanzia è un investimento sociale
Le istituzioni pensate per l’educazione della prima infanzia si sono evolute storicamente da una prospettiva adultocentrica verso il riconoscimento della specificità dell’infanzia, adeguando spazi e programmi ad una visione del bambino competente e cittadino tra gli altri. L’articolo mostra come l’emergenza Covid-19 e le valutazioni che l’hanno accompagnata rappresentino per certi aspetti un passo indietro nella comprensione che l’educazione dei bambini costituisce un investimento per la società.

L’articolo sostiene la necessità di inserire figure professionali all’interno della scuola, per supportare gli insegnanti nel compito sempre più complesso di accompagnare gli studenti verso una crescita globale della loro personalità. In questa direzione viene ripreso quanto approvato nella Legge di Bilancio 2018, che istituisce la figura dell’educatore socio-pedagogico e valorizza quella del pedagogista.
Dopo aver elaborato la distinzione tra conflitto e violenza, l’articolo approfondisce le diverse forme di violenza presenti nel contesto scolastico. La prospettiva teorica scelta è quella pedagogico-educativa, a partire dai contributi dei progetti nazionali e internazionali sul tema volti alla prevenzione e al contrasto delle forme di violenze a scuola. Infine, sono fornite anche delle possibili strategie da adottare nella pratica scolastica.