- Scritto da Giuseppe Liverano
- Categoria: Scuola e dintorni
Insegnare con stile pedagogico per generare modalità di apprendimento reattive
Nella letteratura pedagogica più recente si coglie un’attenzione particolare sulla conflittualità della relazione tra docenti ed alunni che contribuisce a pregiudicare l’apprendimento. In certe situazioni è distruttiva al punto da alimentare la dispersione scolastica e l’abbandono precoce degli studi. Rigenerare le modalità di insegnamento attraverso nuovi stili educativi e didattici è un’azione necessaria per una scuola che intende essere inclusiva e “terapeutica” nei confronti degli alunni più fragili. L’articolo contribuisce alla riflessione su questi temi, individuando nella capacità di trasformare gli spazi della formazione in continui momenti di ricerca e di scoperta, caratterizzati da legami “caldi”, gli elementi per una scuola all’altezza delle sfide dei tempi.

Le istituzioni pensate per l’educazione della prima infanzia si sono evolute storicamente da una prospettiva adultocentrica verso il riconoscimento della specificità dell’infanzia, adeguando spazi e programmi ad una visione del bambino competente e cittadino tra gli altri. L’articolo mostra come l’emergenza Covid-19 e le valutazioni che l’hanno accompagnata rappresentino per certi aspetti un passo indietro nella comprensione che l’educazione dei bambini costituisce un investimento per la società.
L’articolo sostiene la necessità di inserire figure professionali all’interno della scuola, per supportare gli insegnanti nel compito sempre più complesso di accompagnare gli studenti verso una crescita globale della loro personalità. In questa direzione viene ripreso quanto approvato nella Legge di Bilancio 2018, che istituisce la figura dell’educatore socio-pedagogico e valorizza quella del pedagogista.