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  • Categoria: Dipendenze

L'Educatore al Ser.D. Un metodo di lavoro e una base di confronto fra operatori delle dipendenze - Seconda parte

Analisi pedagogica del Progetto Salotto

Il Salotto, per le sue caratteristiche, si può ricondurre alle progettualità definite in letteratura per "sfondi" o per "situazioni", cioè modalità educative a basso livello di prescrittività, definite anche come "soft" [2]. A differenza degli approcci di tipo "hard", che si caratterizzano per una definizione lineare di obiettivi comportamentali osservabili e misurabili, nelle programmazioni di tipo soft il loro conseguimento è proposto secondo tempi e percorsi propri del soggetto, attraverso l’individuazione dei suoi interessi e delle sue motivazioni.

L’approccio del Salotto, infatti, non è filtrato da regole per cui il mancato rispetto comporta la ridefinizione del contratto terapeutico, come invece avviene, opportunamente, ad esempio, per quanto attiene la distribuzione della terapia. Se così non fosse si alzerebbe inevitabilmente la "soglia" di accesso, sacrificando la possibilità che l’utente rimanga comunque "agganciato" al Servizio. Sul piano educativo ciò è condizione perché si realizzi quel primo processo di cambiamento che Di Clemente e Prochaska identificano nel passaggio dalla fase "pre-contemplativa" a quella "contemplativa", cioè dalla percezione di non riconoscimento o misconoscimento della propria dipendenza allo stadio in cui la persona è consapevole di avere un problema, ma è ambivalente rispetto al cambiamento [3]. Un approccio educativo di tipo hard, in queste fasi preliminari, potrebbe facilmente rendere sterile il rapporto fra operatore ed utente, in particolar modo se si considera la fragilità psichica del soggetto con dipendenza patologica. Ciò che caratterizza queste persone, secondo la Teoria psicopatogenetica della dipendenza formulata da Carlo Zucca Alessandrelli, è proprio un deficit in quelle strutture mentali che dovrebbero avere una funzione di filtro tra elementi interiori e stimoli esterni e che costruiscono il substrato psichico dell’identità personale [4]. Pertanto, aspettative forti di cambiamento o giudizi negativi da parte dell’operatore possono facilmente allontanare l’utente dalla relazione d’aiuto.

In considerazione di questi aspetti, si può affermare che gli educatori professionali svolgono nella dinamica generale del Ser.D. di Dolo una funzione materna, caratterizzata da un’accettazione incondizionata o comunque di bassa soglia, mentre agli altri professionisti compete una funzione più paterna [5].

Tali valutazioni di natura psicologica hanno avuto una forte influenza nel progettare il Salotto come sfondo per l’intervento educativo. Al contesto è consegnata quell’intenzionalità che nelle programmazioni di tipo hard è invece inscritta nelle azioni dell’educatore con e sull’utente; è la situazione connotata educativamente, accuratamente programmata nelle dimensioni spaziali e temporali, nell’offerta di contenuti (strumenti, sussidi, stimoli, etc.) e, soprattutto, nell’atteggiamento di accoglienza libera da pregiudizi a fornire spinta e supporto al cambiamento personale. Agli educatori professionali compete, dunque, un ruolo di regia dello sfondo e la disponibilità interiore a cogliere l’utente come soggetto portatore di una positività che si articola in ambizioni, desideri, interessi e competenze.

A questo punto occorre porre l’interrogativo circa l’efficacia di un intervento così concepito, ovvero se sia possibile raccogliere evidenze a conferma dell’utilità dell’azione degli educatori al Ser.D. di Dolo.

Innanzitutto va chiarito che se in ogni intervento educativo si pone in modo problematico la divaricazione tra le intenzioni degli educatori e gli esiti raggiunti, ciò è tanto più vero negli approcci caratterizzati da un basso livello di prescrittività. L’intervento educativo di tipo soft si misura in modo prudente con i risultati raggiunti, che rimangono sempre e comunque fortemente condizionati da una serie di variabili interne al soggetto ed al contesto in cui vive. Ciò che va ricercato a comprova dell’efficacia dell’intervento, pertanto, non è una relazione di causa-effetto fra azioni degli educatori e taluni effetti positivi registrati dagli utenti, ma indicatori di tipo quali-quantitativo riferibili al raggiungimento degli obiettivi del progetto.

Obiettivi educativi del "Salotto"

Quando, nel 1986, Paolo Zanelli diede la prima definizione formale della progettazione per sfondi, gli obiettivi furono indicati come uno strumento regolativo in grado di definire un’area intenzionale entro la quale lo sfondo prende forma e diviene educativo [6]. Pertanto, a differenza delle programmazioni di tipo lineare o di matrice strettamente comportamentale, gli obiettivi in questo modello teorico non vanno considerati separatamente ma nel loro insieme; neppure il loro conseguimento avviene attraverso un percorso definito, poiché i cambiamenti attesi non sono fissati in modo rigido ma prefigurati entro un quadro possibile di esiti, con cui il soggetto si misura in modo originale.

Alla luce di tali distinzioni possono risultare comprensibili e significativi i quattro obiettivi educativi individuati per gli utenti del Salotto del Ser.D. di Dolo:

  1. accedere al Salotto con continuità. Si tratta di un obiettivo rilevante se si considera la condizione di fragilità psicologica dei soggetti in stato di dipendenza patologica da sostanze, che mostrano per questo serie difficoltà nella frequentazione regolare di una qualsiasi attività o nel mantenimento delle relazioni interpersonali.
  2. esprimere bisogni/richieste all’educatore. Questo obiettivo focalizza la percezione di fiducia negli educatori all’interno del Salotto e può essere generata sia attraverso un rapporto consolidato, sia da un semplice contatto sporadico, oppure dall’invio fatto da un altro operatore.
  3. mettere in atto comportamenti funzionali alla soddisfazione dei propri bisogni. Qui si tratta di passare dalle parole ai fatti, dall’intenzione all’azione: il Salotto come sfondo sostiene questa evoluzione, che rappresenta in sé un importante indicatore di cambiamento , su cui convergono gli sforzi di tutti gli operatori del Ser.D.
  4. partecipare attivamente, mostrare interesse, esprimere impegno (spontaneamente o su proposta dell’educatore). A differenza del primo obiettivo, qui l’accento viene posto su interessi particolari e temporalmente definiti: la frequentazione di un laboratorio, la preparazione di un’uscita, la realizzazione di piccoli eventi. Va chiarito che, al fine di sostenere l’interesse e l’impegno, le proposte hanno in genere breve durata e vengono eventualmente reiterate, in modo che non diventino elementi di routine, ma occasioni di scelta e di impegno personale.

Se gli obiettivi, come è stato chiarito, configurano nello sfondo educativo un’area di intenzionalità e non sono propedeutici tra di loro, occorre tuttavia precisare che la sequenza di presentazione qui riflette il criterio di "profondità" secondo la tassonomia identificata da Luciano Pasqualotto. Sulla base di tale modello teorico ad un livello più superficiale di cambiamento si situano gli obiettivi educativi che nascono da carenze di motivazioni ed interessi, mentre ad un livello più profondo sono identificati gli obiettivi relativi a carenze di conoscenze, abilità ed atteggiamenti. Gli obiettivi più impegnativi da perseguire, perché ancora più profondi, sono relativi agli aspetti comportamentali e di applicazione personale [7].

Strumenti per la verifica degli obiettivi

Ai fini della documentazione del lavoro, nel progetto Salotto sono stati utilizzati due strumenti: la "Scheda attività" ed il "Diario". La Scheda Attività è un foglio elettronico contenente in ascissa i nomi degli utenti che accedono al Salotto e, in ordinata, i giorni del mese in corso; tale strumento permette di registrare il numero di contatti ed offre una panoramica globale sulle presenze. Inoltre permette di registrare le attività svolte con ogni singola persona attraverso appositi codici identificativi: uscite, accompagnamenti al lavoro, colloqui individuali, incontri di stesura del progetto educativo, verifiche del progetto educativo, compilazione del curriculum, attività musicale etc.

Uno strumento diverso e complementare alla Scheda Attività è il Diario: si tratta di un documento di testo elettronico sul quale viene riportato, in modo puntuale ed in sequenza cronologica, ogni singolo avvenimento relativo agli utenti. Esso costituisce pertanto una memoria storica di eventi significativi quali frequenza a corsi di formazione, ingresso in Comunità terapeutica o inizio di un percorso lavorativo; nel Diario si annotano in modo esteso anche i bisogni espressi ed i cambiamenti rilevati nei singoli utenti.

Attraverso tali strumenti è possibile disporre di dati che permettono di fare una verifica rigorosa sul raggiungimento degli obiettivi, nonché esprimere una valutazione sui risultati complessivi del progetto Salotto all’interno dell’offerta del Servizio per le Dipendenze patologiche di Dolo (Ve).

La Verifica dell’obiettivo "accedere al Salotto con continuità" è stata effettuata attraverso la Scheda attività, che ha permesso un conteggio del numero di presenze che ciascun utente ha riportato nell’arco di ogni mese. E’ stato assunto quale criterio per definire un accesso come continuativo una frequenza pari o superiore a 5 presenze mensili. Come si evince dalla tabella riepilogativa che segue, i valori assoluti registrati tra il 2006 ed il 2008 sono stati stabili, anche se in termini percentuali decrescono poiché nel tempo è aumentata la frequentazione del Salotto.

Attraverso il Diario è stato possibile procedere alla verifica di altri due obiettivi: "partecipare attivamente, mostrare interesse, esprimere impegno" ed "esprimere bisogni/richieste all’educatore". Sono state conteggiate tutte le note redatte per ciascun utente del Salotto nel corso dell’anno, distinguendo quelle relative alla partecipazione ad attività proposte degli educatori da quelle in cui il soggetto ha posto istanze relative alla ricerca di lavoro, preparazione di curriculum, partecipazione a corsi di formazione, sostegno in situazioni contingenti (ad esempio, esame di scuola guida o adempimento di talune pratiche burocratiche).

Risaltano proprio i dati relativi alla relazione con gli educatori, con un incremento annuo superiore al 100% nei valori assoluti e vicino al 90% in termini percentuali sul totale degli utenti del Salotto.

L’obiettivo "mettere in atto comportamenti funzionali alla soddisfazione dei bisogni" è stato verificato, come i precedenti, attraverso il Diario, identificando le azioni poste in essere dagli utenti per passare dall’"intenzione" all’"azione", oltre quindi lo stadio contemplativo della citata tassonomia di Di Clemente e Prochaska. I casi presi in esame riguardano i comportamenti posti in essere per il raggiungimento di obiettivi quali l’inserimento lavorativo, la frequenza di corsi di formazione, l’inserimento in Comunità Terapeutica. Anche per questo obiettivo i valori assoluti sono in crescita costante tra gli anni 2006 e 2008.

Obiettivi

Valori assoluti misurati nell’anno 2008

Percentuali relative misurate nell’anno 2008

Valori assoluti misurati nell’anno 2007

Percentuali relative misurate nell’anno 2007

Valori assoluti misurati nell’anno 2006

Percentuali relative misurate nell’anno 2006

Modalità di registrazione/ rilevazione dei dati

accedere al Salotto con continuità

33

utenti con >5 accessi mensili

8,4%

sul totale degli utenti del Ser.D. (393)

34

utenti con >5 accessi mensili

9%

sul totale degli utenti del Ser.D. (374)

29

utenti con >5 accessi mensili

9%

sul totale degli utenti del Ser.D. (324)

Scheda

Attività

25,3% sul totale utenti Salotto (130)

29% sul totale utenti Salotto

(117)

32.2% sul totale utenti Salotto (90)

esprimere bisogni/richieste all’educatore

42 utenti

32,3 % utenti sul totale utenti Salotto

21 utenti

18% utenti sul totale utenti Salotto

9 utenti

10% utenti sul totale utenti Salotto

Diario

10,7 % utenti sul totale utenti Ser.D.

5,6% utenti sul totale utenti Ser.D.

2,7% utenti sul totale utenti Ser.D.

mettere in atto comportamenti funzionali alla soddisfazione dei bisogni

24 utenti

18,4 % utenti sul totale utenti Salotto

21 utenti

18% utenti sul totale utenti Salotto

8 utenti

8,8% utenti sul totale utenti Salotto

Diario

partecipare attivamente, mostrare interesse, esprimere impegno (spontaneamente o su proposta dell’educatore)

9 utenti

7 % utenti sul totale utenti Salotto

3 utenti

2,5 % utenti sul totale utenti Salotto

7 utenti

7,7 % utenti sul totale utenti Salotto

Diario

Dati di sintesi sull’attività secondo gli obiettivi del progetto Salotto negli anni 2006-2008