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  • Categoria: Dipendenze

L'Educatore professionale in un ambulatorio per le tossicodipendenze - Terza parte


 

Il percorso in ambulatorio si suddivide in due fasi principali. La prima parte dal momento del contatto dell'utente con il SerT fino alla valutazione diagnostica. Il trattamento prosegue nel secondo livello a seguito di una riunione di sintesi e passaggio caso. Il gruppo di lavoro di primo livello si caratterizza più per la funzione svolta dagli operatori che per il ruolo professionale degli stessi. La mini équipe che lo compone svolge funzioni di segreteria, gestione della struttura organizzativa e dell'agenda di servizio, prima valutazione diagnostica (o valutazione di primo livello). Sono coinvolti in questo lavoro tutti gli operatori ad esclusione di medici ed amministrativi. L'obiettivo primario di questa prima fase è quello d'accogliere la domanda del cliente, impostare la relazione d'aiuto offrendo risposte differenziate. Per perseguire tale obiettivo la segreteria svolge la funzione di filtro: gestisce e distribuisce le domande poste dai clienti. I servizi offerti sono: ascolto ed accoglienza del cliente (sia di persona che telefonicamente), orientamento ed informazione. La funzione di segreteria produce soprattutto l'immagine del Servizio. Con "intervento di secondo livello" s'intendono gli interventi attuati dal momento dell'invio del cliente/paziente da parte degli operatori del primo livello, fino al momento della sua uscita dal Servizio. Effettuando un'operazione di semplificazione, il lavoro effettuato nel secondo livello consiste in interventi di valutazione e successivamente d'utilizzo di strumenti mirati. L'intervento di valutazione inizia con un approfondimento diagnostico cui segue la valutazione in itinere e quella finale al termine dell'intervento. Seguono gli interventi specifici effettuati sul paziente e/o sul suo contesto macro e microsociale (interventi sanitari, psicologici, educativi, sociali), con obiettivi e setting differenziati secondo la valutazione diagnostica e prognostica. Gli strumenti sono quelli utilizzabili nelle diverse valutazioni, quelli individuati nei singoli protocolli d'intervento ed infine quelli presenti nei contratti terapeutici scritti.

 

Gli interventi educativi effettuati hanno carattere preventivo (come ad es. gli interventi in ambito scolastico), si svolgono durante il trattamento ed hanno quindi un taglio più clinico, oppure valorizzano gli aspetti riabilitativi nella fase del reinserimento sociale.

 

Collocando l'intervento educativo in ambito trattamentale di secondo livello, il lavoro introspettivo quindi va unito ad un certo tipo di esperienza che la persona seguita è condotta a provare nel rapporto diretto con l'operatore. Si sottolinea il presente (qui ed ora) collegato/contrapposto al passato (prima ed allora). Vi è un addestramento alla responsabilità ed il passaggio progressivo attraverso stadi di apprendimento, dove sono pure utilizzati momenti di auto-aiuto. Fondamentale è altresì che la persona sperimenti nella relazione educativa rapporti interpersonali autentici ed adeguati. Durante il percorso la stessa è aiutata a compiere una serie di riflessioni sull'andamento del suo collegamento con il Servizio in rapporto all'accettazione delle regole, all'organizzazione della vita di relazione unita alla capacità di rapportarsi con se stesso e gli altri e alla capacità di gestire la quotidianità. Partendo dallo sperimentare un'iniziale dipendenza che è necessaria e che progressivamente si trasforma in autonomia, è aiutato a riconoscere il valore del corpo e della mente, a dare senso o significato all'esperienza, in un più ampio discorso di valorizzazione, recupero delle potenzialità presenti, spinta al cambiamento e promozione della crescita di sé globale.

Lo strumento utilizzato in questo processo è il colloquio, che può essere informativo, counseling, diagnostico-anamnestico di contenimento, accompagnamento, oppure strutturato. Vi sono colloqui finalizzati ad un obiettivo, come quelli di sostegno alla ricerca di un'attività lavorativa, o di avvio di una borsa-lavoro, con seguente monitoraggio dell'inserimento nel suo complesso. Sono momenti di costruzione, narrazione e commento di eventi/esperienze condivise e condivisibili, con una prevalenza delle domande e dell'osservazione partecipe da parte dell'operatore e della descrizione/narrazione da parte della persona seguita. Si sottolinea quanto conti il clima, la motivazione e la cornice in cui si costruisce il processo dialogico.

Altri tipi di strumenti d'intervento sono i gruppi d'informazione, educazione alla salute, oppure propedeutici all'ingresso in Comunità. Nel caso si renda necessario che il colloquio o i gruppi siano affiancati da altri interventi con/sulla persona, si possono promuovere attività ambulatoriali ed extra-ambulatoriali. Laboratori d'arte, scrittura e video sono stati avviati parzialmente in ambito ambulatoriale ed hanno raggiunto discreti risultati. Al di fuori dell'ambulatorio si è sperimentato il classico stare con la persona, seguendola nel fare (nel senso di supporto nel disbrigo di piccoli compiti quotidiani), e nell'imparare ad essere.

Uno strumento d'intervento, spesso utilizzato, è l'accompagnamento anche fisico a Centri Crisi od in Comunità generalmente (in ambito regionale). Questa è una fase del "progetto terapeutico d'avvio in Comunità" che comprende anche il monitoraggio della situazione, inteso come verifica degli obiettivi che si è concordato, anche con gli operatori della Comunità, la persona debba raggiungere.

Da una ricerca condotta dagli educatori e diretta alle altre figure professionali nel SerT, sono emersi aspetti interessanti relativi alla professionalità, quali la vicinanza e in alcuni casi la sovrapposizione con la professione dell'Ass.Sociale, la versatilità, la flessibilità, la ricerca del rapporto con ciò che è esterno all'Ambulatorio, la conoscenza delle risorse, la necessità di lavorare sulla quotidianità e sulla vicinanza con le persone.

 

 


L'autore: Antonio Notabartolo è un Educatore Professionale (operante in ambito extrascolastico) che predispone e attua progetti educativi con valenza riabilitativa. Lavora nel Ser.T (Servizio Tossicodipendenze) Distretto2 dell' Asl3 TO dal 1993.


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 7, Giugno 2001