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  • Categoria: Bambini

I bambini e l'amicizia - Amicizia ed altre relazioni

AMICIZIA ED ALTRE RELAZIONI

E' possibile tracciare una prima importante distinzione tra rapporti basati su designazioni categoriali e relazionali. Un esempio di relazioni del primo tipo è costituito dalle relazioni di parentela ma anche categorie come "collega" oppure "vicino di casa"; l'amicizia appartiene invece al secondo tipo. Le relazioni del primo tipo sono determinate da fattori esterni, ad esempio la consanguineità o il matrimonio per la parentela, mentre nel processo di definizione dell'amicizia "è la relazione stessa a costituire il fattore più importante nel decidere se si possa o meno chiamare amico qualcuno (…..). Questo tipo di designazione è quindi relazionale. La relazione di amicizia è stata poi definita come privata e personale svincolata dall'appartenenza a categorie professionali o gruppi religiosi e non regolata da norme istituzionali o legali.
Si sostiene che l'amicizia, nonostante sia considerata un rapporto che non si basa sul tornaconto e sulle utilità personali dei partners è sostenuta da una importante regola di uguaglianza anche se è difficile stabilire oggettivamente il valore degli scambi; tale desiderio di reciprocità spiega perché è più frequente l'amicizia tra persone simili come status sociale e culturale.
Una seconda distinzione da effettuare è quella tra amici e semplici conoscenti o compagni (acquainteships).

L'AMICIZIA TRA BAMBINI

Nel corso degli ultimi decenni si è assistito nell'ambito delle ricerche sui processi di socializzazione ad un progressivo spostamento di interesse dalle relazioni adulto-bambino a quelle bambino-bambino. A tali relazioni viene attribuita una grande importanza. La qualità delle relazioni tra coetanei assume un'importanza centrale per lo sviluppo sociale e personale del bambino. I bambini che non sono accettati dai compagni o che mancano di amicizie esperiscono relazioni stressanti, fonti di angoscia e frustrazioni per i soggetti stessi. Da studi longitudinali si è visto inoltre che i bambini che presentano difficoltà con i coetanei possono essere considerati a rischio per lo sviluppo futuro. La relazione con i coetanei rappresenta cioè un buon indicatore delle capacità di adattamento individuale del soggetto.

Rubin (1980) sostiene che la relazione di amicizia tra bambini inizia assai presto.
Hartup (1983) ritiene che è molto difficile identificare un'età in cui l'amicizia diviene visibile e ciò a causa delle difficoltà che sorgono nell'indagare nella prima infanzia un costrutto difficilmente definibile. Dopo la prima infanzia la ricerca della relazione di amicizia risulta più facile poiché è possibile utilizzare le dichiarazioni dei bambini stessi, mediante interviste e con l'applicazione di questionari sociometrici finalizzati ad identificare le coppie di amici e quelle dei semplici conoscenti.
Parker e Gottman (1989) propongono un modello evolutivo di sviluppo dell'amicizia che si compone di tre fasi: la prima fase che va dai 3 ai 7 anni, la relazione è caratterizzata solamente dalla ricerca del divertimento e di attività ludiche da svolgere in coppia. Nella seconda fase compresa tra gli 8 e i 12 anni emerge nel bambino il bisogno di essere accettato dal gruppo. La terza fase che va dai 13 ai 18 anni si distingue per la preoccupazione di ridefinizione del sé e per il bisogno di introspezione e dà luogo ad interazioni caratterizzate da autorivelazione ed intimità.

Un altro autore, Selman, ha indagato ampiamente le caratteristiche dello sviluppo dell'amicizia e propone in accordo con altri un modello stadiale dello sviluppo dell'amicizia e richiamando le teorizzazioni piagetiane, propone cinque stadi di sviluppo caratterizzati da una progressiva capacità di coordinamento di diverse prospettive sociali, la capacità cioè del bambino di assumere il punto di vista dell'altro. 
Secondo Selman (1981) l'amicizia si evolve secondo cinque stadi: nello stadio 0 (chiamato del "gioco fisico momentaneo"; approssimativamente anni 3/7) l'amicizia è solo vicinanza fisica, compagnia e condivisione occasionale dei giochi; nello stadio 1 (definito dell' "assistenza a senso unico"; approssimativamente anni 4/9) l'amico è colui che aiuta e del quale si incomincia a conoscere le preferenze; lo stadio 2 (denominato "cooperazione se tutto va bene" anni 9/15) è caratterizzato da reciprocità e coordinamento della relazione ma se non si è d'accordo su qualcosa non si è più amici, la relazione pertanto secondo Selman in questo stadio è ancora piuttosto fragile; lo stadio 3 (definito della "condivisione intima e reciproca"; anni 9/15) è caratterizzato da fiducia, intimità, dalla consapevolezza della continuità della relazione e da vincoli affettivi tra i partner; lo stadio 4 (denominato dell' "amicizia autonoma interdipendente"; approssimativamente dai 12 anni all'età adulta) è caratterizzato dalla concezione dell'amicizia come una relazione inserita in un contesto più generale di relazioni sociali, si ricerca e si offre in questa fase sostegno psicologico ma il rapporto non lede l'autonomia personale dei partner.
Rizzo (1988) sostiene che i lavori di Selman sottolineano una tendenza da parte dei bambini ad una concezione riflessa dell'amicizia. Le teorie sono stadiali e di origine piagetiana. Rizzo muove alcune critiche a questi lavori:

  • i lavori sono limitati alla concezione dell'amicizia senza metterla in relazione con le interazioni di tutti i giorni, con le interazioni reali;
  • non è stato sufficientemente indagato il processo attraverso il quale avviene il cambiamento della concezione dell'amicizia;
  • il terzo limite di queste ricerche risiede nella scarsa importanza assegnata alle differenze individuali.

Ricerche più recenti riprendono l'impostazione stadiale dello sviluppo dell'amicizia che si potrebbe riassumere in tre stadi fondamentali:

  • Stadio egocentrico o situazionale (fino ai 7- 8 anni) nel quale il bambino riesce a percepire solo le dimensioni esterne della relazione di amicizia; particolare importanza è data in questo stadio alla "vicinanza fisica ed al "fare delle cose insieme".
  • Stadio sociocentrico o normativo (7-8 anni fino agli11 anni) il bambino pone maggiore attenzione alle norme che regolano la relazione di amicizia e vengono considerate anche le dimensioni interne della relazione stessa.
  • L'ultimo stadio è caratterizzato da dimensioni ancora più profonde della relazione quali l'intimità, la fiducia e l'autodisvelamento. Questo stadio secondo l'autore si presenta nel periodo adolescenziale.