- Categoria: Conflitto e mediazione
Dalla parte della famiglia e della mediazione - Quando i figli sono contesi
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Quando i figli sono contesi
Negli ultimi tempi sta prendendo piede nel nostro sistema una crisi sociale particolarmente delicata poiché delicato è l'interesse leso. Sono troppi i divorzi e le separazioni che ogni anno affollano le aule dei nostri tribunali ed ogni divorzio porta con sé altre vertenze giudiziarie che generano ferite assai ampie, conseguenze che ricadono in buona parte sui bambini che a causa dello sgretolarsi delle famiglie diventano oggetto di contesa tra i genitori.
Il caso che ha fatto scoppiare pubblicamente il fenomeno dei "figli contesi" è stato quello di Lorenzo, un bambino di Cittadella, sottratto alla madre dalle forze dell'ordine per essere trasferito in una casa famiglia. La vicenda di Lorenzo, le urla in quel video scioccante trasmesso in numerosi programmi televisivi hanno indignato l'intera Italia ed hanno dato forza a molti altri genitori per denunciare il cattivo funzionamento del sistema, gli abusi di potere ed il mancato ascolto di bambini che finiscono per essere considerati delle vittime bianche, bambini costretti a diventare grandi di fronte a genitori a volte troppo infantili.
Questo accade nei casi in cui i genitori usano i figli come un ricatto morale, un'arma usata per punire chi sbaglia nel rapporto di coppia senza però considerare che in questi casi l'unico ad essere ingiustamente punito è il minore che vede sottrarsi un diritto per lui essenziale ossia il diritto di godere della presenza di entrambi i genitori, il diritto ad una famiglia; invece i figli di genitori separati finiscono per essere solo separati dai loro genitori.
Il problema diventa poi ancor più consistente se si tratta di genitori con diversa nazionalità dove, nei casi più gravi, si verificano addirittura episodi di rapimento del minore o della cosiddetta "violenza domestica" sia fisica che psicologica che il minore subisce direttamente o indirettamente nel caso in cui rimane soggiogato dalla violenza subita da un altro componente della famiglia. Come risulta dagli ultimi dati Eurostat, la situazione è estremamente grave,infatti su 1.000.000 di divorzi 140.000 interessano coppie di diversa nazionalità. Queste cifre sconvolgenti lasciano intendere quanti conflitti sulla custodia dei minori possano sorgere. Ecco perché è necessario adottare bene gli strumenti legislativi che abbiamo a disposizione sia livello interno che a livello internazionale.
Il corpus normativo
Volendo esaminare le più importanti legislazioni nazionali va portato in luce dapprima il secondo comma dell'articolo 31 della Costituzione in quanto stabilisce che "la repubblica protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo". Il disposto costituzionale è avvalorato da quanto contenuto negli artt. dal 155 a 155 sexies del codice civile che in caso di scioglimento del matrimonio regolamentano i provvedimenti relativi ai figli e la disciplina dell'affidamento.
Importantissima è stata poi la Legge 20 marzo 2003 n.77 con la quale fu ratificata la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996. In questo modo fu possibile applicare ed estendere anche a livello nazionale la normativa comunitaria che ha innanzitutto l'obiettivo di "promuovere i diritti dei minori, concedere loro diritti azionabili e facilitarne l'esercizio"; riconoscimenti già operati dalla Convenzione ONU di New York del 1989. Secondo la Convenzione, l'autorità giudiziaria ha il potere di intervenire in materia di famiglia sulle questioni relative alla responsabilità genitoriale, al minore è riconosciuto il diritto di essere informato ed ascoltato nei procedimenti che lo riguardano e può richiedere la presenza di un rappresentante speciale.
Merita sicuramente poi menzione la legge 54/06 relativa all'affidamento condiviso che si pone come uno strumento di tutela per il minore a seguito della separazione dei genitori. Tale legge ha dapprima apportato delle modifiche al codice civile negli articoli sopra citati e al codice di procedura civile e ha poi legiferato in merito alla posizione dei genitori separati in relazione al figlio minore prevedendo come rimedio primario l'affido condiviso essendo diritto del minore "mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, ricevere cure, educazione e istruzione da entrambi i genitori e conservare i rapporti di parentela con ciascun ramo genitoriale". Nel caso in cui l'affido condiviso non sia fattibile in quanto contrario all'interesse del minore, il giudice potrà disporre con provvedimento motivato l'affidamento ad un solo genitore prevedendone le modalità.
Essenziale è stato inoltre il disegno di legge relativo all'istituzione dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, approvato il 22 giugno 2011. Con l'istituzione della figura dell'autorità garante anche la nostra repubblica ha scelto di dotarsi di ciò che a livello internazionale viene concepito come uno degli strumenti più importanti per la protezione dei diritti dei bambini. L'importanza di questa figura è legata ai poteri ad essa spettanti infatti tra i compiti più rilevanti dell'autorità vi è innanzitutto il potere di formulare proposte legislative per la tutela dei diritti e degli interessi dei minori, può collaborare con organismi internazionali ed europei al fine di promuovere l'attuazione di convenzioni e normative europee ma soprattutto può e deve ascoltare i minori.

