- Categoria: Conflitto e mediazione
Dalla parte della famiglia e della mediazione - Le fasi della mediazione
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La mediazione familiare
In questo panorama legislativo va in ultimo inserita una figura di nuova costituzione e come tale generatrice di numerose dispute dottrinali e giurisprudenziali, è questa la mediazione familiare.
In realtà la prima forma di mediazione familiare risale al 1974 quando ad Atlanta nacque il primo centro di mediazione privato per le famiglie, tuttavia l'istituto risulta comunque nuovo e per certi aspetti ancora sconosciuto alla legislazione Italiana. Di fatti in Italia la mediazione familiare non risulta ancora concretamente regolamentata ma è stata recepita dal sistema anglosassone ove già negli anni 80' furono mossi i primi passi verso la mediazione con l'istituzione della Family Mediators Association.
Il fenomeno si diffuse col passar del tempo in molti altri territori tra cui la Francia che apportò importanti riforme al sistema di mediazione familiare ma nonostante la mancanza legislativa l'influenza si estese anche in Italia e nacquero sempre più centri sperimentali di mediazione familiare diretti a formare i futuri mediatori.
La mediazione, sotto l'influenza di altri territori entrò così anche in Italia, è prevista nel nostro sistema dall'art. 155 sexies c.c. che al secondo comma recita: " qualora ne ravvisi l'opportunità il giudice sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l'adozione dei provvedimenti di cui all'art.155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell'interesse morale e materiale dei figli."
La mediazione familiare è un istituto professionale che, mediante l'intervento di un terzo neutrale ed imparziale, ha l'obiettivo di salvaguardare la responsabilità genitoriale individuale nei confronti dei figli specie se minori. Essa è perciò diretta a ristabilire la co-genitorialità in seguito ad una crisi familiare.
La vera innovazione sta nel fatto che i genitori, seppure seguiti dal mediatore, si attivano in prima persona nella ricerca di un accordo che soddisfi entrambi e sia il più possibile rispondente ai bisogni della famiglia, sono le parti stesse che si autoderminano e decidono autonomamente cosa è meglio per loro senza che sia un giudice o un avvocato a farlo. Spesso infatti gli accordi presi dinnanzi all'autorità giudiziaria non vengono rispettati perché imposti, gli accordi mediati invece rispecchiando la volontà della parti procurano un grado di soddisfazione tale da indurre i coniugi a rispettarli. Si tratta di accordi scritti e firmati dalle parti, diretti a conciliare le stesse sia da un punto di vista emotivo (trattando questioni relative all'affidamento, al calendario delle visite del genitore non affidatario, alle scelte educative ecc.) che da un punto di vista economico-giuricico (discutendo quindi sull'assunzione di impegni economici, sul mantenimento,sulla divisione dei beni ecc.).
Perciò la mediazione da un lato rende la coppia protagonista e fautrice dell'accordo raggiunto e dall'altro ristabilisce una comunicazione il più possibile funzionale al rispetto di se stessi e dei propri figli, sicché mediare talvolta significa educare. In questi casi la mediazione opera al di fuori del sistema giudiziario, talvolta ne rappresenta un'alternativa e si ricorre a quest'ultimo solo per omologare gli accordi raggiunti.
La mediazione che raramente prevede la presenza dei figli costituisce sicuramente lo strumento più adatto per tutelarli in quanto sebbene il mediatore non intervenga direttamente sugli accordi veglia comunque sul loro contenuto impedendo l'assunzione di decisioni lesive per gli interessi dei bambini. Possono ricorrere alla mediazione familiare tutte le coppie coniugate o conviventi, con o senza figli, in fase di separazione o già separate o divorziate, i genitori in conflitto con i figli, parenti in disaccordo o in lite per questioni ereditarie.
Sebbene essa sia diretta innanzitutto alle coppie con figli in quanto ha come obiettivo primario la riorganizzazione dei rapporti familiari per assicurare ai figli una continuità genitoriale, costituisce comunque un valido supporto anche nei casi di separazione senza figli poiché aiuta a ristabilire una comunicazione tra le parti.
Fasi del processo di mediazione
In linea generale un procedimento di mediazione si articola in vari incontri riconducibili a tre diverse fasi. La prima fase serve a rendere chiara la volontà di separarsi già presente nella coppia. Le parti prendendo coscienza dei loro problemi permettono al mediatore di farsi conoscere e di conoscere la loro famiglia. Fare un bilancio sui problemi esistenti nella famiglia e sui motivi che hanno portato alla separazione della coppia può risultare essenziale per comprendere il ruolo presente e futuro dei protagonisti della mediazione.
Nella seconda fase il mediatore dopo aver individuato il problema raccoglie le proposte delle parti per determinare l'oggetto del contratto di mediazione ossia le questioni che saranno oggetto di accordo. In realtà sono le parti stesse che stabiliscono le problematiche da negoziare e dopo di che raggiungono un accordo verbale. E' questa la fase più importante e costituisce la mediazione ragionata dove le parti non si pongono in ostilità facendosi delle reciproche concessioni che poi non accontenteranno nessuno di loro ma creano una relazione non più di coppia coniugale ma di coppia genitoriale, trovano cioè delle soluzioni condivise da entrambi e gestite in piena autonomia restando ancora insieme per quanto riguarda l'aspetto genitoriale. Per ogni questione oggetto di discussione il mediatore stimola il singolo ad esprimere la propria opinione e affiancandola a quella dell'altro le parti stesse cercheranno l'accordo rispettando i bisogni e gli interessi di ognuno.
Raggiunto l'accordo si arriva all'ultima fase quella cioè della stesura dell'accordo stesso; il mediatore redige il progetto d'intesa che contiene le condizioni di separazione, lo fa sottoscrivere alle parti e si procede per l'omologazione. Se la mediazione è riuscita allora si realizza una forma di separazione consensuale, al contrario se le parti non trovano un punto di incontro il procedimento di separazione o di divorzio continuerà per via giudiziaria. In ogni caso la mia opinione è che affinché si ottengano risultati positivi dalla mediazione è essenziale che alla base di tutto l'operato ci sia la collaborazione di diverse figure professionali: il mediatore deve essere affiancato, a seconda dei casi,da esperti quali lo psicologo, il pedagogista e dalla loro collaborazione scaturisce il successo della mediazione.
Bibliografia di riferimento:
- CAGNAZZO A., La mediazione familiare,Utet giuridica, 2011.
- BELLO M.V., Affidamento condiviso e interesse del minore, Lateran University Press, 2012
- FRAGOMENI T. , PATTI Y., BUZZI.I, La mediazione familiare. Tecniche dell'avvocato, del conselor e dello psicologo. Strategie processuali, La tribuna, 2011.
- AA.VV., La mediazione familiare e la soluzione delle controversie insorte tra genitori separati, Wolters Kluwer Italia, 2009
- BODOGLIOLO C., BACHERINI A.M., Manuale di mediazione familiare. Proteggere i figli nella separazione, Franco Angeli (collana psicoterapia della famiglia) 2010.
- GIGLI A., Famiglie mutanti, ed. Ets, 2007
Autrici:
- (introduzione) Nicla Lattanzio, Pedagogista specializzata nella gestione dei servizi di territorio, laureata presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Lavora nell'ambito educativo dal 2004 e attualmente è Docente di Pedagogia per ADAFOR, Ente di Formazione Professionale accreditato dalla Regione Basilicata.
Recente è la pubblicazione dell'articolo "Per una Pedagogia del conflitto" in Educare.it-Anno XII,n°2, gennaio 2012. Nel maggio 2012 ha collaborato alla stesura dell'articolo "Mediazione: un passo avanti significativo" per Consulenza Pedagogica e In-formazione. - (articolo) Antonietta Giordano, laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari. Ha frequentato il corso di Mediatore Professionista nelle controversie civili e commerciali presso A.I.M.A.C. Associazione italiana mediazione, arbitrato e conciliazione, conseguendone il diploma. Nel maggio 2012 ha collaborato alla stesura dell'articolo "Mediazione: un passo avanti significativo" per Consulenza Pedagogica e In-formazione.
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 4, Aprile 2013

