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La fiaba popolare: che cos'è? - E vissero per sempre felici e contenti...


E vissero per sempre felici e contenti...

Il matrimonio è il divenire re o regine e governare saggiamente il proprio regno è una conclusione molto diffusa nelle fiabe. Bettelheim afferma che la formula "vissero felici per sempre" si ispira direttamente alle ansie e ai dilemmi che i bambini si pongono (il bisogno di essere amati e la paura di non essere considerati, l'amore della vita e la paura della morte) e cerca di rassicurarli.

Non fa certo credere ai bambini che la vita eterna sia possibile, ma indica loro qual è l'unica cosa che ci può far sopportare i limiti del nostro tempo su questa terra: la formazione di un legame veramente soddisfacente con un'altra persona. L'eroe della fiaba esce dal mondo per trovare sé stesso; e quando trova sé stesso trova anche l'altra persona con cui potrà vivere felice, senza dover più provare l'angoscia di separazione, molto forte nel bambino perché conscio che per lui l'abbandono dei genitori vuole dire morte.

Solo quando si è giunti ad avere un legame stabile e duraturo si è nel massimo di sicurezza emotiva nella vita, e solo questo può dissipare la paura della morte. Il matrimonio perciò non è solo un caso accidentale, un motivo di chiusura della storia, un evento accidentale in funzione dell'azione fiabica, come afferma Crispiani.

Per Bettelheim la conquista del proprio regno attraverso l'unione nell'amore e nel matrimonio col partner più adeguato e desiderato simboleggia il conseguimento della vera indipendenza e della completa integrazione della personalità. Il regno comprende anche l'obbligo di governare: cioè di vivere e agire con saggezza.

 


Riferimenti bibliografici:

  • B. Bettelheim, Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicanalitici delle fiabe, Feltrinelli, Milano, 1998
  • P. Crispiani, Andar per fiabe, Armando, Roma, 1989


copyright © Educare.it - Anno I, Numero 2, Gennaio 2001