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Una storia di formazione femminile
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E’ possibile affermare che nel campo delle esperienze professionali noi donne risultiamo essere modelli di formazione inconsapevoli per altre donne? Possiamo pensare che spesso, nel nostro modo di comunicare quotidiano, attiviamo delle relazioni tramite cui si dà un’esperienza formativa? La formazione è un processo intenzionale, istituito e strutturato, ma è anche caratterizzata da eventi occasionali, non voluti, né cercati, che tuttavia segnano un “passaggio” (Demetrio, 2001) di ordine quantitativo (più sapere, più forza, ecc.) o qualitativo (un modo diverso di relazionarsi agli altri e al mondo) nella biografia individuale.
Quello che vorrei provare a mettere a tema è appunto il potenziale formativo non previsto che nel corso della comunicazione quotidiana ciascuna di noi attiva nella relazione con altri soggetti femminili, proponendo in particolare un campo di riflessione sulle caratteristiche della comunicazione quotidiana che attiviamo nei contesti lavorativi.
Il quadro teorico nel quale viene inserita la riflessione è di tipo pedagogico: ci interessiamo, cioè, a quelle pratiche comunicative tra soggetti femminili che implicano una relazione significativa che viene modificata – formata – dai linguaggi messi in atto.
La domanda che guida il percorso è: esiste un modo di fare comunicazione al femminile? La risposta è che non ne esiste una, standardizzata, ma se ne possono costruire. Tante. Di esse, tuttavia, non esistono – ancora – manuali sugli scaffali delle librerie. Ma esistono testi che narrano di buone e cattive prassi in formazione, tra cui i testi cinematografici. Di questi vorrei proporre il film Il Diavolo veste Prada che guarda alla storia delle protagoniste come una storia di formazione femminile da cui trarre suggestioni opportune sui limiti e le risorse del fare educazione tra donne.
Donne sotto i riflettori: Il diavolo veste Prada
Si tratta di un film che stressa, dilata ed enfatizza il sistema di ruoli e di potere giocati dalle donne in un certo contesto socio-culturale del mondo della moda statunitense.
Andrea è una giovane neolaureata, aspirante giornalista, che entra nei locali della rivista Runway per proporsi per il posto di assistente della direttrice, Miranda. Entra in un mondo di cui non conosce il linguaggio, le regole e le dinamiche di relazione. La “prima assistente” Emily la introduce bruscamente nel sistema di codici e le fa notare immediatamente la sua inadeguatezza in merito alla presentazione (l’aspetto, gli abiti, il portamento), in merito alla condotta e alle regole reverenziali da mostrare in presenza della direttrice.
Il primo incontro avviene secondo i canoni del rapporto asimmetrico (Rosengren, 2001) che vedono Miranda dietro la scrivania che osserva distratta la figura di Andrea, in piedi, in mostra e a debita distanza. Il linguaggio di Miranda è secco, imperativo, essenziale e liquida in pochi minuti la giovane che ribatte con disappunto per il trattamento subito e lascia la stanza. Per questo motivo sarà assunta. Dopo un primo periodo di spaesamento, Andrea recupera il suo ruolo, si adatta ai tempi e ai ritmi del lavoro, modifica il portamento e il comportamento, indossa abiti griffati. La sua efficienza convince Miranda ad affidarle incarichi di maggiore impegno, il che suscita l’invidia e la sofferenza di Emily. Una sera Andrea, chiamata nella suite di Miranda, la trova in vestaglia e senza trucco. Questo è l’incontro in cui i segni del mutamento di relazione sono più evidenti: Miranda non indossa la maschera del suo ruolo: il volto, il portamento, il tono di voce sono dimessi. In questa unica occasione la donna parla di sé, dei suoi fallimenti relazionali nella vita privata, mentre Andrea, ferma, ascolta comprensiva (“posso fare qualcosa per te?”). Il giorno dopo la giovane viene a conoscenza dell’intenzione dei responsabili della rivista di sostituire Miranda alla direzione, si dà da fare per avvisarla, per proteggerla. Ma la donna astuta riesce a salvarsi la pelle e la faccia a spese si un fidato collaboratore cui aveva promesso una promozione. Di ritorno a casa le due donne sono vicine, in automobile, e in questa situazione si esplicita il consolidamento del rapporto quando Miranda la ringrazia per avere mostrato una grande fedeltà e attaccamento a lei e le confessa di rivedere il lei sé stessa da giovane. A questo punto, però, Andrea non si lascia catturare dal discorso deduttivo, dichiara la sua totale alterità rispetto all’immagine che di sé ha Miranda e si allontana mentre la donna è accerchiata da fotografi e giornalisti. Quando si presenta presso la sede di un quotidiano ad un colloquio di lavoro il redattore le comunica di avere avuto ottime referenze da parte della direttrice di Runway e per questo la assume come giornalista. La mattina dopo Andrea scorge dalla strada Miranda mentre sale in auto: un incrocio di sguardi mette fine alla loro storia di formazione.

