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Una storia di formazione femminile - Geometria delle relazioni
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Geometria delle relazioni
La geometria delle relazioni tra Miranda, Emily e Andrea può essere graficamente resa dalla forma di un triangolo. Dove la direttrice occupa il vertice e le assistenti i relativi angoli della base.
Tra la prima (Miranda) e le seconde (Emily e Andrea) il rapporto è asimmetrico, connotato da una struttura di ruoli complementari di dominanza e di subordinanza (Anolli, 2002) dove l’una impone ordini e le altre eseguono. Di conseguenza la struttura del rapporto tra Emily e Andrea è di tipo simmetrico in merito al ruolo ed è giocato sulla competizione attivata solo dalla prima. Mai scorre alcuna forma di dialogo tra Miranda e le assistenti che, di conseguenza, ripropongono il medesimo codice anche tra loro.
Emily non esce mai dal ruolo, resiste e soffre e lo si intende quando nel “retroscena” (l’anticamera della direzione dove sono situate le loro scrivanie) mette a nudo la sua ansia da prestazione.
Andrea gioca il ruolo in forma assai più flessibile, la sua soggettività emerge al punto da volere uscire del tutto dal ruolo quando questo le impone di compiere azioni che non corrispondono alla sua etica di condotta.
Miranda è rigidamente appoggiata al suo ruolo e ne esce quando mette a nudo la sua fragilità (nel retroscena della suite) ma non lascia trasparire mai alcuna morbidezza quando si trova sul luogo della “ribalta”. Unica forma di confessione di sé si dà in auto, quando dichiara il meccanismo di rispecchiamento che ha attivato nei confronti di Andrea, sua potenziale figlia che, malgrado tutto, lascia libera di andare via. Segno del suo riconoscimento come soggetto altro da sé è la lettera di referenze inviata alla sede del giornale dove lavorerà Andrea.
La relazione quotidiana nel mondo lavorativo può avere dei risvolti formativi non intenzionali dovuti a forme di affiancamento o di affiliazione durante le quali passano modelli di azione e di comportamento, oltre che strategie di intervento ed expertise in senso ampio. Questo è accaduto in una certa misura tra Emily ed Andrea perché la prima ha maggiore esperienza sul campo e possiede maggiori informazioni sulle regole di condotta che condivide con la nuova arrivata. Questo accade in forma più intensa tra Miranda e Andrea che inevitabilmente adotta la direttrice come modello di riferimento e si ritrova a seguire, oltre che eseguire, alcune forme di comportamento da lei richieste e mostrate. Andrea cambierà tipologia di abito, modificherà il portamento e lo stile di condotta quando sarà sulla ribalta. Avrà poi la forza di dichiararsi e riconoscersi differente dal suo modello di riferimento e assecondare il proprio desiderio. Avrebbe scelto di rischiare un colloquio con una redazione importante se prima non si fosse misurata con Miranda?
Miranda incontra una giovane che rispetta il suo ruolo ma lo mette anche in discussione. Si pone in modo diverso, è estranea ai linguaggi della moda e alle regole della sua redazione, è estranea anche alla sua popolarità. Questo la porta a volere provare una relazione che si presenta come sfida. Da essa, però, uscirà cambiata perché l’allieva si sottrae al controllo, le sfugge di mano, afferma la propria individualità e le conferma l’impossibile impresa di fare da padrona in casa altrui. Tale evento è elaborato e riconosciuto dalla donna che lascerà andare Andrea. Gli effetti a lungo termine, tuttavia, non li possiamo verificare. L’esito di tale rapporto può considerarsi un successo formativo per entrambe: Andrea, nel confronto con Miranda, ha preso consapevolezza della propria forza, si è misurata con una figura autoritaria e potente e ha individuato la sua direzione professionale; Miranda, nel confronto con Andrea, ha preso visione delle proprie fragilità, delle proprie mancanze e della illusoria convinzione di controllare e dominare gli altri quando non si riesce neppure a dominare se stessi. Dunque, seppure di grado complementare, l’incontro ha lasciato ad entrambe un segno. Dove è Andrea ad avere dato “una lezione” a Miranda: i rapporti di mentorato si invertono. La giovane respinge il modello comunicativo adottato dalla direttrice: patriarcale, direttivo, impositivo per acquisire visibilità nella sfera pubblica. Andrea non rinuncia a perseguire la sua ambizione di visibilità, ma lo fa tenendosi fedele ai propri linguaggi, emozioni e stili comunicativi fondati sulla narrazione, sulla competenza attenta al dialogo e al rispetto della relazione.

