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L'io e l'altro nel futuro di relazione: dinamiche psicologiche - Dinamiche psicologiche nella relazione
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Dinamiche psicologiche nella relazione interpersonale
Le dinamiche psicologiche possono essere molteplici: giochi di parole che e-nunciano esibizioni di forza o di debolezza; linguaggi che e-vocano significati simbolici oscillanti tra passione e piacere, fra antipatie e insofferenze; conversazioni al bivio tra delusioni in codice e locuzioni stereotipate; discorsi incerti tra credenze filtrate da pregiudizi e conoscenze affrancate da decisioni prese in anticipo; dialoghi esitanti fra aspettative espresse e nostalgie implicite, tra il non detto del dialogo e l’esplicito del corpo.
Si indugia sui preamboli della relazione comunicativa con domande interrotte e risposte allusive per non perdersi di vista e ascoltarsi, con prudenza per limitare incauti imbarazzi e imprudenti turbamenti, per esorcizzare paure antiche. Ma non è tutto qui.
Nel complesso gioco dei tempi della comunicazione, fra un parlare per primi e un tacere, tra un alternarsi di sovrapposizione di parole e inciampare in un turno nell’altro esiste un altro aspetto, spesso dimenticato e disatteso: l’ascolto.
La pratica dell’ascolto non è un fenomeno di facile compimento nella comunicazione; non è raro infatti che nella relazione comunicativa l’orecchio sia teso solo al sentire dell’Io nelle suoi tempi egocentrici mai superati del tutto: siamo a volte ben fissati in quello che vogliamo sentire al presente, una violazione del tempo da parte del nostro essere, a volte, individualista e accentratore, e perdiamo di vista quello che invece sarebbe opportuno, il tempo dell’essere comprensivo.
L’ascolto è “un’arte”, fa parte di un apprendimento “in” relazione che non ama tempi frenetici, sbrigativi e superficiali, ma esige il tempo del saper aspettare e dell’attendere.
Durante l’ascolto il tempo delle emozioni, delle impressioni è in continuo movimento, ma è un movimento nel quale esse si avvicinano lentamente evitando di precipitare verso di noi. Nel mentre dell’ascolto, come abbiamo detto, è possibile scorgere allora una temporalità futurale della comunicazione: nella posizione di ascolto l’IO guarda avanti e vede l’Altro e le frequenze comunicative viaggiano verso questo mio sguardo sul prossimo che non è il distante da me, ma appunto il mio prossimo tempo di relazione che mi sta venendo incontro. Nello scambio comunicativo l’ascolto propone la dimensione dei mondi possibili, vale a dire i vari cambi/scambi di prospettiva nel vedere le cose.

