- Categoria: Monografie
Il circolo virtuoso Teoria - Prassi - Teoria: l'epistemologia prassiologica - Bogdanov e Kotarbinsky
Article Index
Bogdanov e Kotarbinsky
Sempre sul versante di quello che possiamo definire un’innovazione del pensiero pragmatico è utile il riferimento a Bogdanov e Kotarbinsky. Quest’ultimo, in particolare, è l’inventore del termine prassiologia da lui utilizzato per designare “la teoria generale dell’attività efficace” (4). Si tratta della disciplina che si occupa di organizzare tutte le attività utili all’uomo allo scopo di determinare le condizioni del loro massimo rendimento. E’ un’applicazione di ciò che il russo A. Bogdanov ha chiamato tectologia.
Questi autori hanno il merito di avere posto in primo piano un problema che sembra essere sfuggito a coloro che hanno affrontato separatamente il potere veritativo dell’epistéme ed il potere esplicativo della prassi. Se, da un lato, l’epistéme mira a sviluppare un sapere vero sulla realtà, che poi l’elaborazione teorica consacra in un perché assoluto e potente; dall’altro la prassi sviluppa un repertorio vasto di azioni potenti che, anche se non sanno dare ragione del loro perché, consentono di promuovere e sviluppare cambiamenti e trasformazioni.
Detto in altre parole ci troviamo davanti a perché non in grado di esplicare il perché del come e a come non in grado di spiegare a se stessi il perché dei risultati avvenuti o mancati. Siamo incapaci di cogliere l’eccedenza di perché e come di cui è portatrice l’azione ed a cui non sa dare risposta né la teoria né la prassi. A questo sapere, contenuto nell’azione, mira il modello teoretico della epistemologia prassiologica.
Questo è il nucleo teoretico, non ancora esplicitato, della scienza dell’educazione che, dovendo spiegare dal punto di vista scientifico il perché ed il come dell’educazione, si rende conto che questa spiegazione non può prescindere dall’azione ma, e questo è il punto fondamentale, non tanto per approntare il proprio processo di verifica o falsificazione (logica sperimentale) ma perché lo richiede la comprensione stessa dell’azione. Secondo l’epistemologia prassiologica l’azione è gravida di un logos (potere di spiegazione) che non può in alcuno modo essere sostituito da una teoria per quanto potente né, tantomeno, da un prontuario prassiologico.
Il circolo virtuoso teoria-prassi-teoria trova quindi la sua sistematizzazione teoretica nell’assunzione del modello teoretico di una epistemologia prassiologica.

