- Categoria: Intercultura e scuola
Sviluppare le cinque abilità nell’insegnamento-apprendimento dell’italiano L2
Article Index
I metodi tradizionali, adoperati soprattutto nelle scuole pubbliche, hanno sempre favorito le attività legate alla lettura e alla scrittura, consentendo di sviluppare negli apprendenti competenze legate soprattutto alla lettura, poiché la scrittura rimane, in ogni caso, l’abilità che normalmente viene considerata più difficile rispetto alle altre, si pensi alle difficoltà che si hanno già nella propria lingua a produrre testi scritti apprezzabili e, in ogni modo, alla quantità notevole di materiale che si deve leggere prima di poter scrivere qualcosa di significativo.
Questo approccio era giustificato, soprattutto, da motivi di tipo disciplinare piuttosto che didattico.
La didattica moderna, invece, cerca di suggerire gli approcci metodologici più adatti in modo da guidare i discenti attraverso lo sviluppo di tutte cinque le attività.
Osserviamo, ora, ad una ad una le singole abilità.
Ascolto
Molto spesso si commette l’errore di considerare l’ascolto come un’abilità passiva, per la quale gli apprendenti necessitano solo essere attenti, declinando così le responsabilità della comprensione completamente sui discenti. Lo studente che non è riuscito a memorizzare tutte le informazioni, o, almeno le più importanti, viene, secondo questa logica, accusato di negligenza.
In questa considerazione, però, abbiamo un errore di fondo, che consiste nel non considerare l’ascolto un’abilità attiva, per il quale gli studenti si debbano applicare e agire attivamente. Non è sufficiente, infatti, che i discenti stiano più o meno immobili ascoltando un testo orale, sia questo un brano tratto da una cassetta oppure anche una spiegazione dell’insegnante. Al contrario, i discenti hanno bisogno di essere guidati nell’ascolto dall’insegnante che indicherà loro quali saranno le informazioni che dovranno estrapolare. È bene ricordare che, anche quando ascoltiamo un testo orale nella nostra madrelingua, abbiamo sempre uno scopo. Quando siamo presenti ad un convegno, non ascoltiamo proprio tutto, ma ci concentriamo maggiormente su quello che c’interessa di più e su cui c’interessa estrapolare informazioni fin dall’inizio della presentazione.
Allo stesso modo, dovrebbero fare gli studenti. In altre parole essi dovrebbero avere ben chiaro, fin dall’inizio, a quale scopo stanno ascoltando e quali siano gli elementi sui quali debbano concentrarsi maggiormente. Tale obiettivo può essere perseguito attraverso l’assegnazione, da parte dell’insegnante, di griglie da riempire con brevi elementi che si possono evincere dal testo orale che viene sottoposto agli apprendenti. Naturalmente compilare una griglia, o una tabella, non rappresenta l’unico modo per rendere i discenti attivi nell’ascolto, un’altra maniera potrebbe benissimo essere la compilazione di un questionario “vero – falso”, oppure il riordinamento d’immagini secondo la storia che viene ascoltata. Importante, però, che per l’esercizio che si ritiene debba essere fatto durante l’ascolto, gli studenti non abbiano la necessità di impiegare troppo tempo nella scrittura di questi dati mancanti. In questa fase, infatti, essi devono imparare a sviluppare l’ascolto attivo, non la scrittura.
Un altro fattore fondamentale per l’assegnazione di questo tipo d’esercizi dovrà essere la coerenza. Sarà chiesto, per esempio, di riempire un testo con le parole mancanti stando attenti che quelle parole siano tutti verbi, oppure tutti aggettivi, o ancora, verrà chiesto di compilare una tabella, guardando bene che gli elementi che si debbano aggiungere riguardino tutti o degli aspetti grammaticali, o degli aspetti contenutistici, come potrebbero essere i nomi degli imperatori per un testo riguardante la storia dell’Impero romano. Gli studenti focalizzeranno le loro forze su degli elementi specifici, imparando ad usare una vera e propria strategia d’ascolto.
A questo punto dobbiamo aggiungere un altro particolare: quando ascoltiamo un testo orale, che può essere più o meno lungo, anche nella nostra madrelingua, normalmente riusciamo a seguire meglio se siamo già un po’ preparati a quello che stiamo per sentire. Quando andiamo ad una conferenza molto spesso abbiamo già letto o sentito parlare a proposito di quell’argomento e, per questo, riusciamo a memorizzare molte più informazioni che se ne sentissimo parlare per la prima volta. Allo stesso modo dobbiamo preparare in modo mirato gli studenti già prima che essi affrontano la comprensione di un testo orale con una fase di pre – ascolto, durante la quale si cercherà di motivarli e incuriosirli. Questo risultato si può ottenere chiedendo, ad esempio, ai discenti di provare ad inferire il contenuto del testo dal titolo, oppure di scrivere una storia usando alcune parole tratte dal testo che ascolteranno. L’argomento non sarà, così, completamente sconosciuto e non si troveranno completamente spiazzati, ma avranno già diverse coordinate grazie alle quali si potranno orientare in un’impresa non facile come la comprensione di un testo orale in una lingua diversa dalla propria.
La fase di pre–ascolto diventa più o meno obbligatoria a seconda della familiarità del tema trattato, se si tratta di un argomento che si ha la certezza che sia molto conosciuto dagli studenti, magari perché lo si è già affrontato a scuola anche in altre materie, oppure perché è qualcosa di veramente familiare per loro, in questo caso possiamo destinare meno tempo alla fase di preparazione antecedente all’ascolto stesso. Un testo riguardante un argomento specifico, non familiare, sia per il lessico sia per il contenuto, ha, invece, bisogno di essere anticipato ampliamente.
Una volta terminate le fasi prima e durante l’ascolto, abbiamo la necessità di sottoporre gli studenti ad una fase riassuntiva nella quale possono raccogliere le informazioni in un testo proprio, che potrà essere scritto od orale, costruendo la loro lingua. Potranno utilizzare le informazioni da loro stessi raccolte nell’esercizio svolto durante l’ascolto, stabilendo una sorta di continuità e coerenza.
Riassumendo esistono tre fasi per sviluppare l’abilità dell’ascolto:
- Il pre–ascolto. Fase in cui i discenti vengono preparati e incuriositi all’argomento. Il tempo impiegato per questo tipo d’attività varia a seconda della familiarità del tema.
- L’ascolto. Fase in cui i discenti ascoltano in modo attivo attraverso l’assegnazione d’esercizi che catalizzino la loro attenzione verso elementi specifici.
- Il post–ascolto. Fase in cui i discenti raccolgono le informazioni e le rielaborano costruendo il proprio modo personale di esprimersi.

