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Sviluppare le cinque abilità nell’insegnamento-apprendimento dell’italiano L2 - Lettura e scrittura
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La lettura
La lettura potrebbe sembrare un’abilità semplice, in realtà esistono vari approcci di lettura, una volta leggiamo per capire il senso generale di un testo, altre per cercare elementi o informazioni specifiche. Nel mare di informazioni che un testo scritto può contenere i discenti potrebbero perdersi, rinunciando alla fine alla stessa lettura. Alcuni potrebbero inciampare nella difficoltà provocata dalla presenza di vocaboli sconosciuti. Proporre sempre testi con un lessico elementare non è certo una soluzione perché sviluppa negli studenti la convinzione di essere già arrivati ad una conoscenza completa della lingua, illusione che viene, poi, smentita di fronte alla realtà quando si trovano nella condizione di dover interloquire con qualche parlante nativo, e, inoltre, questa prassi porterebbe a un’effettiva stasi dello sviluppo delle competenze linguistiche degli apprendenti.
La soluzione consiste nell’assegnare agli studenti compiti chiari e mirati, dove sia chiaro che non debbano comprendere proprio tutto, ma focalizzare l’attenzione su alcuni singoli elementi che ci sembrano più interessanti.
Come prima cosa si chiederà agli studenti di comprendere solamente il tema trattato, assegnandoli come compito la ricerca di un titolo. In questo caso si tratterà di una lettura globale, per la quale sarà necessario comprendere una parte significativa delle parole, non tutte. I discenti si convinceranno, così, che non conoscere alcuni significati di alcune parole non è vincolante e che si può, comunque, raggiungere un obiettivo. Il secondo passaggio li guiderà più in profondità, spingendoli a trovare il passaggio più significativo di ogni paragrafo, o di ogni parte del testo. Questo risultato si può ottenere chiedendo che trovino un titolo per ogni paragrafo, oppure che facciano una domanda al proprio compagno o alla propria compagna riguardo ad ogni singola parte o paragrafo, oppure, più semplicemente, che riassumano ogni paragrafo in una frase. Si otterrà così una lettura diversa dalla precedente, non più globale, ma generale, grazie alla quale si evincerà alla fine tutti gli argomenti principali e secondari affrontati dall’autore. Anche questo obiettivo può venire raggiunto tranquillamente senza una completa comprensione di tutti i vocaboli presenti nel testo. A questo punto si può procedere nell’agevolare gli apprendenti a confrontarsi con il testo in modo ancora più profondo, sottoponendoli un esercizio che richieda loro di cercare determinate informazioni specifiche, come per esempio un questionario “vero – falso”, oppure la compilazione di una tabella, o di una griglia. Per svolgere questi compiti i discenti ripercorreranno il testo alla ricerca di singoli elementi e effettueranno, in modo inconsapevole, una lettura di tipo esplorativo.
Un testo può essere sfruttato anche per riflettere sulla lingua anche a livello grammaticale. In questo caso gli studenti devono cercare e, trovare, gli elementi sintattici su cui li si vuole far riflettere nel testo stesso. Potrebbero riempire frasi del testo riportate di seguito con gli elementi sintattici mancanti che troverebbero facilmente nel testo, oppure cercarli sotto esplicita richiesta dell’insegnante e racchiuderli in una tabella. Questa è una lettura analitica che ha il fine di facilitare la riflessione sulla lingua e, per questo, si può chiamare analitico – sintattica.
La lettura analitica può essere usata anche per scogliere quello che, forse, rappresenta il più grosso nodo problematico per chi sta imparando una lingua, la presenza di vocaboli il cui significato risulta sconosciuto. Estrapolando alcune espressioni o vocaboli, osservando possibilmente di scegliere quelli che potrebbero essere considerati i più difficili e che rappresentano quasi sicuramente un ostacolo, si può porre i discenti di fronte ad una scelta multipla, attraverso la quale essi possano ricostruire il significato più adatto inferendolo dal contesto da cui quella data espressione o parola è stata estrapolata. Questo metodo per affrontare la lettura per comprendere il significato di lessemi sconosciuti può essere detto analitico – morfologico.
Esercitandosi con questi diversi approcci di lettura, gli apprendenti svilupperanno anche delle vere e proprie strategie non solo per leggere più velocemente e in modo più mirato, ma anche per sviluppare un valido metodo di studio.
Esiste, poi, anche un metodo di lettura detto critico, con il quale lo studente o la studentessa viene aiutato attraverso riflessioni o esercizi a scelta multipla a riconoscere il punto di vista di chi scrive. Quest’ultimo approccio è destinato a studenti con competenze linguistiche piuttosto sviluppate. Si tratta di porre all’attenzione degli studenti delle singole espressioni del testo e farli riflettere tramite un esercizio a scelta multipla sull’eventuale significato di queste. In questo modo impareranno a riconoscere l’opinione dell’autore, a capirne le ragioni per, poi, decidere se condividerla oppure averne una propria differente.
Riassumendo esistono vari metodi per leggere un testo:
1. Lettura globale, con la quale si deve comprendere solo il tema principale.
2. Lettura generale, con la quale si comprendono gli argomenti trattati in modo generale.
3. Lettura analitico–sintattica, con la quale si spinge l’apprendente a cercare gli elementi linguistici per riflettere in seguito sulla sintassi e sulla grammatica.
4. Lettura esplorativa, con la quale gli studenti sviluppano la strategia di ricercare solo alcune informazioni nel testo.
5. Lettura analitica–morfologica, con la quale i discenti vengono facilitati ad interferire il significato di lessemi sconosciuti dal contesto.
6. Lettura critica, con la quale si riconosce il punto di vista dell’autore.
La scrittura
L’ultima abilità di cui parliamo è la scrittura. Va premesso che sviluppare la scrittura significa aver sviluppato in precedenza sufficientemente principalmente la lettura e, in parte, l’ascolto. Pensiamo, infatti, quanto materiale abbiamo la necessità di leggere prima di riuscire a scrivere un testo anche nella nostra madrelingua. Il primo passo sarà quello di sottoporre agli studenti un testo che abbia le stesse caratteristiche di quello che desideriamo che riescano, successivamente, a scrivere. Nessuno riuscirebbe a scrivere una lettera senza mai averne letta una. Una volta perseguiti gli obiettivi legati alla lettura e riconosciute le caratteristiche di un modello testuale, procediamo nel guidare gli studenti nella produzione scritta.
Come detto in precedenza per il parlato monologico, anche in questo caso, gli apprendenti devono essere messi nella condizione di produrre testi significativi posti in un determinato contesto definito dall’insegnante. Bisognerà che venga indicato lo scopo e il destinatario del testo scritto. Saper riassumere un testo è una competenza dalla quale non si può prescindere, ma spesso, per la sua complessità, può causare una certa demotivazione e sconforto negli apprendenti, che si trovano a dover eseguire un compito difficile senza individuarne nemmeno l’obiettivo. Indicando per quale scopo e per quale destinatario, il discente dovrà individuare un registro adatto alle finalità che intende perseguire. Sarà diverso scrivere una lettera ad un amico in cui si racconta l’accaduto descritto in un testo appena letto e immaginare di dover scrivere un articolo di giornale usando lo stesso episodio. Non si scrive mai per niente e per nessuno, tutti perseguiamo un obiettivo e abbiamo o, per lo meno, immaginiamo un destinatario quando scriviamo, anche quando ci sfoghiamo riempiendo le pagine di un diario.
Un metodo molto efficace per sviluppare la scrittura è quello di favorire i laboratori di scrittura creativa, grazie ai quali gli studenti sono liberi di sviluppare la loro creatività. Scrittura creativa non significa, però, lasciare i discenti liberi di scrivere senza regole, senza coordinate all’intero delle quali possano orientarsi, in balia di se stessi. Se fossero capaci di scrivere senza nessuna guida in una lingua che non è la loro, non avrebbero nemmeno bisogno di prendere lezioni per apprendere quella lingua, dal momento che abbiamo difficoltà già nella nostra a svolgere questo tipo di compito. Nel caso di laboratorio linguistico vanno, comunque, indicati i destinatari e lo scopo del testo, inoltre bisogna premettere l’argomento, fornendo loro una serie di dati e informazioni che possono utilizzare. Potremmo chiedere, per esempio, di scrivere un racconto che parli di una ragazza, indicando l’età, il luogo dove vive, le persone che conosce, il carattere etc.
In conclusione, tutte queste cinque qualità, pur sembrando difficili in un’altra lingua o in una seconda lingua, sono da sviluppare attraverso una ricerca didattica mirata, al fine di agevolare negli studenti la migliore padronanza possibile.
Autore: : Rosanna Oliveri si è laureata in Filosofia, collabora alla ricerca presso la Pädagogische Hochschule di Freiburg.
Opera come insegnante di italiano (seconda lingua) e di filosofia. Ha inoltre collaborato al progetto per la realizzazione di materiale didattico per l’insegnamento d’italiano L2 nelle scuole professionali di lingua tedesca in Alto Adige.
copyright © Educare.it - Anno V, Numero 8, Luglio 2005

