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Insuccesso scolastico: determinanti psicologiche e percezioni degli adolescenti - La percezione dell'insuccesso
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La percezione dell’insuccesso scolastico
Un modello di relazione e di cura genitoriale di tipo narcisistico e l’inclinazione ad indurre una riduzione della soglia di frustrazioni da impartire ai propri figli – secondo modalità che favoriscono processi di evacuazione della sofferenza – fanno sì che i “nuovi” adolescenti abbiano maggiore difficoltà a tollerare l’esperienza del lutto e del dolore mentale depressivo, che rende più vulnerabili alle ferite narcisistiche una volta usciti dalla protezione della sfera familiare, accrescendo il rischio di agiti distruttivi, ecc12.
Nonostante, dunque, i “nuovi” adolescenti esprimano in ambito scolastico il loro disagio prevalentemente attraverso atteggiamenti apatici e annoiati piuttosto che conflittuali, questi sembrano esperire – alla stregua degli adolescenti appartenuti alla passata generazione – l’insuccesso scolastico ugualmente come uno “scompenso” psichico, una autentica mortificazione narcisistica.
Indubbiamente la scuola, nell’insieme dei suoi componenti e dei vissuti che la contraddistinguono, rappresenta un luogo privilegiato d’investimento per l’adolescente; pertanto, nonostante gli studenti si sforzino di sminuire e negare il peso che la scuola ha sulla loro vita affettiva, la portata e la ricaduta dell’esperienza scolastica sugli stati mentali è profonda. La scuola rappresenta, per gli adolescenti che vi prendono parte, il “luogo” principale in cui si snoda la propria esperienza affettiva di relazione con i coetanei e in cui vengono proiettati i propri vissuti, sperimentati i propri successi e insuccessi13.
Pur percependo la sofferenza - indotta dall’insuccesso o il fallimento scolastico - in modo qualitativamente diverso rispetto agli adolescenti discendenti dalla famiglia “normativa”, i “nuovi” adolescenti continuano a percepire l’insuccesso scolastico come una mortificazione narcisistica. La bocciatura è un evento che spesse volte acuisce il dolore mentale dell’adolescente in crisi; essa rappresenta ineludibilmente un fallimento che può causare una ferita narcisistica e contribuire ad un processo di mortificazione del Sé.
I voti negativi in corrispondenza del proprio nome, affissi sulle pareti della scuola, a fine anno scolastico (voti che per l’adolescente rappresentano una risposta adulta significativa), rimandando all’adolescente un’immagine del proprio Sé socialmente negativa, rappresentano una forma di rispecchiamento adulto al Sé adolescenziale.
Ribadendo quando anzidetto, è innegabile quanto l’assunzione positiva di un ruolo sociale sia uno dei compiti evolutivi che l’adolescente deve realizzare nel suo percorso di abbandono della condizione infantile verso quella adulta; il fallimento scolastico e la bocciatura ratificati da parte di adulti significativi di riferimento sono eventi che rappresentano, almeno in questo compito di crescita, una mortificazione del Sé per l’adolescente, consapevole che “è ancora indietro”, che ancora veste i panni del “figlio dipendente”, che non ha fatto passi sufficientemente in avanti nel processo di crescita ed acquisizione dell’identità adulta e di ruolo sociale14. È come se il ruolo sociale di studente, assente durante l'anno scolastico, tornasse alla fine, cosicché la bocciatura diviene un evento ufficiale che sancisce il fallimento del compito primario del ruolo. Ruolo affettivo di adolescente e ruolo sociale di studente, infatti, non possono essere mai totalmente scissi. Quei ragazzi che vivono una reale scissione tra Sé e ruolo sociale sono, infatti, ad alto rischio perché difficilmente saranno capaci di elaborare il fallimento in modo evolutivo, in funzione di scelte che li portino ad assumere, in futuro, un ruolo sociale responsabile e nell’ambito della legalità15.
Note:
1 Capra F., La scienza della vita, Rizzoli, BUR, Milano, 2004.
2 Castells M., L’era dell’informazione: economia, società e cultura, Università Bocconi Ed., 2004.
3 Pietropolli Charmet G., I nuovi adolescenti. Padri e madri di fronte a una sfida, Cortina, Milano, 2000.
4 Pietropolli Charmet G., Un nuovo padre. Il rapporto padre figlio nell’adolescenza, Mondadori, Milano, 1995.
5 Palmonari A. (a cura di), Psicologia dell’adolescenza, Il Mulino, Bologna, 1993.
6 Meltzer D., Teoria psicoanalitica dell’adolescenza, in "Quaderni di psicoterapia infantile", n. 1, Borla, Roma, 1978.
7 Laufer M., Laufer M.E., Adolescenza e break down evolutivo, trad. it. Boringhieri, Torino, 1986.
8 Vd. Lasch C. (1978), La cultura del narcisismo, trad. it. Bompiani, Milano, 1981.
9 Vd. Mondell A.H., Psicoanalisi in un nuovo contesto, trad. it. Cortina, Milano, 1992.
10 Vd. Petrella F., Berlincioni V., Psicoanalisi e quadro socioculturale: le intersezioni, in "Gli Argonauti", n. 103, 2004.
11 Ferro A., Fattori di malattia, fattori di guarigione: genesi della sofferenza e cura psicoanalitica, Cortina, Milano, 2002.
12 Pietropolli Charmet G. (a cura di), Manuale di psicologia dell’educazione, Franco Angeli, Milano, 2004.
13 Palmonari A., Gli adolescenti, Il Mulino, Bologna, 2001.
14 Riva E., Figli a scuola, Franco Angeli, Milano, 1997.
15 Lancini M., Ascolto a scuola. La consultazione con l’adolescente, Franco Angeli, Milano, 2004.

