- Categoria: Scuola e dintorni
- Scritto da Serena Gregorini
L'alleanza educativa scuola-famiglia
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«Signora, con questo bambino non avete mai fatto nulla a casa? Non sa neanche colorare» (alla mamma di Davide, 3 anni). «Ma dove vivete? Suo figlio non sa ancora palleggiare!» (alla mamma di Valerio, 5 anni). «Con questo ragazzo non si viene a capo di nulla!» (alla mamma di Marco, 11 anni). Queste sono solo alcune delle frasi che si sentono pronunciare dalle insegnanti di bambini ai primi anni di scuola. E sono affermazioni che denotano la difficoltà degli insegnanti a stringere rapporti con i genitori e a utilizzare una comunicazione efficace, oltreché essere, il più delle volte, buone solo a creare diffidenza, sfiducia, incomprensioni nella famiglia e tra famiglia e docenti.
Eppure l'alleanza educativa è il nodo centrale della scuola moderna; è il perno su cui far girare il sistema di istruzione. Ed è proprio questa alleanza tra scuola e famiglia che si trova più volte sottolineata nella nostra Costituzione agli articoli 30, 33 e 34: norme in cui si assegna ai genitori d'intesa con la scuola il compito di istruire ed educare i giovani. Una lettura, questa costituzionale, che nel tempo ha avuto sempre più profonde connotazioni fino ad arrivare nella direzione di un rapporto maggiormente proficuo, nell'ottica di favorire il miglior benessere psico – fisico del bambino-studente.
Una tappa importante nella legislazione scolastica, in merito all'ingresso delle famiglie nella scuola, si ha con il DPR 416/1974 che istituisce gli organi collegiali. Con questo provvedimento si segna l'avvio della partecipazione delle famiglie e degli studenti nella gestione della istituzione scolastica. Lo scopo della norma, “nel rispetto degli ordinamenti della scuola dello Stato e delle competenze e delle responsabilità proprie del personale ispettivo, direttivo e docente” è di favorire “la partecipazione della gestione della scuola dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica”, per questo “sono istituiti, a livello di circolo, di istituto, distrettuale, provinciale e nazionale, gli organi collegiali di cui agli articoli successivi”.
Il Decreto Legislativo n. 297 del 1994 (Testo unico sulle disposizioni legislative in materia di istruzione) conferma quanto già precedentemente istituito e aggiunge all'art. 12 che “gli studenti della scuola secondaria superiore e i genitori degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, secondo le modalità previste dai successivi articoli”. Con tali parole il legislatore amplia quindi maggiormente la presenza dei genitori all'interno della scuola, specificando negli articoli seguenti che i genitori possono adottare un regolamento, riunirsi per classi parallele e per sezioni, classi o istituto.
Si sono succedute poi una serie non molto lunga, ma importante, di norme che hanno regolamentato in diverso modo l'ingresso e l'attività delle famiglie in seno alle istituzioni scolastiche. Dal DPR 567/1996[i], al DM 14/2002[ii], al DPR 301/2005[iii], fino al DPR 235/2007 che introduce il “Patto di corresponsabilità educativa”, un documento sottoscritto da genitori e dirigente scolastico, che sancisce una comune assunzione di responsabilità nel percorso educativo del singolo allievo. Degno di nota è poi il DPR 249/ 1998, modificato con DPR 235 del 2007, che introduce lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti (uno strumento teso ad affermare la cultura dei diritti e dei doveri tra gli studenti, gli insegnanti e il personale Ata) e che prescrive l'istituzione dell'Organo di garanzia regionale, a controllo del rispetto degli Statuti.

