- Categoria: Ricerche sulla disabilità
Il cane come mediatore educativo nell’esperienza di pet-therapy con soggetti affetti da disabilità intellettiva - Donata
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DONATA di anni 30
Donata è affetta da oligofrenia, sindrome comiziale e alterazioni comportamentali caratterizzati da stati allucinatori e/o deliranti.
E' una ragazza in carrozzella, cammina solo se sostenuta da un girello guidato da un adulto. La comprensione è ottima così come la comunicazione anche se a volte parla molto sottovoce. Ha grossi sbalzi d'umore. Possiede una buona manualità. Il quadro neurologico presenta una progressiva degenerazione che si manifesta attraverso l'aggravamento dell'emiparesi sinistra e stati irritativi cerebellari che provocano tremori e dismetria ai 4 arti (e stati di delirio e/o allucinazioni). E' affetta da una grave forma di obesità agli arti inferiori dovuto ad edema; presenta un ipotono generalizzato e una lassità legamentosa. Ha avuto in passato un'esperienza in famiglia con un cane lupo ed è sempre molto entusiasta del contatto o della vista di animali (cani, coniglio, ecc.).
Il progetto educativo individualizzato prevede per Donata un mantenimento della qualità di vita che si manifesta nella possibilità di utilizzare il residuo potenziale motorio (a livello manuale) e la capacità verbale in contesti strutturati in cui le è richiesto di essere parte attiva. La degenerazione neurologica progressiva sta limitando moltissimo l'attività motoria di tipo manuale. Attualmente presenta un grossissimo impaccio prassico nonostante il livello cognitivo e di percezione del suo stato rimanga alto, manifestando la consapevolezza della progressione delle sue incapacità. E' confermata dagli educatori nelle sue richieste, sia nella scelta delle attività, sia nel bisogno massiccio di relazioni e di gratificazione immediata. Il lavoro motorio riveste un ruolo prioritario nel Centro.
PROGETTO DI PET-THERAPY
L'obiettivo principale per Donata è di trovare un contesto di relazione con il cane che migliori il suo umore. Favorire l'utilizzo della voce a toni alti, l'utilizzo della mano sinistra per il lavoro di branco (accarezzare il cane, spazzolare) e nei momenti di gioco; utilizzo del cane come stimolo al movimento sia a tappeto sia nel cammino secondo schemi riabilitativi predisposti dalla fisioterapista. Strutturazione di un gioco autonomo con la palla che prevede l'utilizzo di comandi multipli in successione per poi passare, attraverso gesti prestabiliti a far sì che Donata possa utilizzare il cane quale ausilio per avvicinare a sé oggetti di uso comune quali scarpe, grembiule, colori, libri, ecc.
RISULTATI OTTENUTI CON DONATA
Donata ha sempre lavorato in un salone non potendo accedere all'esterno per problemi motori. L'effetto principale che la relazione con i cani ha creato in Donata lo si è osservato nel vistoso cambio d'umore sia prima, sia durante, ma soprattutto nei giorni seguenti l'esperienza con i cani. Importante elemento nella valutazione dei risultati è stato verificare come, al ricordo dell'esperienza, è sempre corrisposto un netto miglioramento (se non un cambiamento totale e positivo) del tono, dell'umore e dell'espressione. Le educatrici della Comunità Alloggio utilizzano il ricordo dei cani come richiamo alla realtà nei momenti in cui inizia a manifestare tratti deliranti. La motivazione alle azioni quotidiane che si ottiene anche solo nominando e ricordando i cani basta da sola a sottolineare quanto sia positivo l'effetto della Pet-therapy per Donata.
Nella situazione strutturata di lavoro con i cani Donata manifesta un alto livello di motivazione che è stata canalizzata in esercizi strutturati di FKT quali lancio con la palla ad una o due mani, deambulazione con il girello, controllo del tronco e del capo, rotolamenti, striscio e gattonamento. Il cambiamento del livello di partecipazione all'attività motorio-riabilitativa è stato lampante, entusiasmante ed ha permesso alla fisioterapista che lavora con Donata al Centro, di ottenere ottimi risultati anche solo attraverso il ricordo e l'imitazione dei cani.
Nel contesto quotidiano del Centro ha avuto modo di rielaborare più volte l'esperienza nella stesura di un giornalino. Rileviamo un miglioramento nella qualità di vita di Donata nonostante il quadro clinico degenerativo. Analizzando il livello relazionale di interazione si osserva come riesca a mantenere una stabilità affettiva nel rapporto con il cane, cosa che le riesce particolarmente difficile a causa dei continui sbalzi di umore. La possibilità di comando e di aumento del tono della voce costituiscono una forte gratificazione che si manifesta nella ricerca di un contatto fisico con il cane. La relazione con il cane rappresenta per Donata un momento di autorealizzazione in quanto il ritorno emotivo, insito nel rapporto a due, la gratifica a prescindere alla sua prestazione. Non si sente giudicata e si sente sempre apprezzata e riconosciuta affettivamente dal cane. Gli esercizi motori di Donata non sono più legati alla semplice esecuzione routinaria e al rimando in termini di gratificazione che riceve o ricerca (Donata è particolarmente ipercritica, ma obiettiva verso se stessa sulle performance motorie dei suoi esercizi), ma con il cane gli esercizi diventano una copiatura, un'imitazione oppure dei comandi che dà all'animale. Durante gli esercizi con il cane scompare l'attenzione verso se stessa e le sue difficoltà motorie. Negli ultimi periodi si è reso necessario limitare i tempi di lavoro, introducendo delle pause, in quanto il suo entusiasmo l'ha portata a superare la soglia di affaticamento. Il forte coinvolgimento emotivo la induce a fissare l'attenzione sullo stesso esercizio e quindi è indispensabile l'intervento dell'educatore per strutturare l'intervento in momenti diversi dando a Donata nuovi tempi di lavoro.

