Stop the genocide poster

A+ A A-

Il cane come mediatore educativo nell’esperienza di pet-therapy con soggetti affetti da disabilità intellettiva - Sofia


SOFIA di anni 20

E' affetta da cerebropatia connatale genetica con oligofrenia, ipotiroidismo, strabismo.
Ragazza sempre tranquilla, tende ad essere pigra. La deambulazione non è sicura a causa del deficit visivo. Si spaventa vedendo movimenti veloci. Parla abbastanza bene se molto stimolata, altrimenti rimane in silenzio. In passato ha dimostrato timore nei confronti degli animali.

Il progetto educativo generale di Sofia prevede principalmente la creazione di un'intenzionalità ad agire, comunicare, muoversi attraverso situazioni per lei motivanti. Sofia tenderebbe a non fare nulla per tutto il giorno limitandosi ad osservare l'ambiente circostante e a controllare ogni cosa. L'atteggiamento apparentemente passivo dal punto di vista fisico vede in realtà Sofia controllare tutto ciò che succede attorno a lei. Qualsiasi proposta fatta dagli educatori cade nel vuoto in quanto Sofia rimane passiva. Questa passività scompare quando mangia, con la musica e in particolari momenti che mostrano la presenza di capacità e di potenzialità inutilizzate. Sembra utilizzare atteggiamenti di evitamento di fronte a qualsiasi proposta operativa.

Attenzione particolare viene posta all'attivazione motoria quotidiana per contrastare la naturale tendenza ad aumentare di peso. Qualsiasi proposta in tal senso viene osteggiata da Sofia con atteggiamenti intenzionali di rifiuto.

PROGETTO DI PET-THERAPY

Il primo obiettivo è di acconsentire alla presenza e al rapporto con il cane per accettare implicitamente di doversi attivare. Attraverso le attività di passeggio, qualora non si manifestino comportamenti intenzionalmente attivi, si prevede che sia il cane a portarla in giro motivandola a camminare. Il livello comunicativo si basa sull'imparare a dare comandi verbali e gestuali al cane che nei suoi confronti può anche attuare comportamenti di disturbo. Obiettivo fondamentale resta la motivazione al movimento e all'attività.

RISULTATI OTTENUTI DA SOFIA

Il più grosso risultato è l'accettazione del contatto fisico con il cane e parallelamente la disponibilità al movimento previsto dal progetto. Sofia ha evidenziato un problema nella difficoltà a controllare i movimenti veloci del cane. Questi provocano un comportamento di difesa che si manifesta sia nella protezione del viso, sia con l'allontanamento di forza dell'animale attraverso movimenti bruschi.
La paura del cane non si è mai manifestata.
Anche nella verbalizzazione si è riscontrato un miglioramento sia nella produzione autonoma intenzionale sia sul tono elevato ed entusiastico della voce. Rispetto alle risposte che normalmente si possono ottenere all'interno della quotidianità educativa in cui Sofia vive, possiamo sicuramente rilevare un successo. Sofia necessita di tempi lunghi e quindi ipotizziamo che il lento ma progressivo miglioramento dimostrato porti Sofia ad incrementare le manifestazioni di entusiasmo manifestate nelle ultime sedute.