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Il cane come mediatore educativo nell’esperienza di pet-therapy con soggetti affetti da disabilità intellettiva - Giuseppe e Maddalena

 

GIUSEPPE di anni 55

Affetto da oligofrenia da probabile cerebropatia neonatale. Deficit psichico.
Completamente autonomo, ama passeggiare in città (dove però non è molto attento al codice stradale) e nei boschi. A causa dell'età ci sente poco. In passato ha avuto un cane ed ora è unicamente interessato ai cani di razza pastore tedesco.

Il progetto generale prevede la restituzione di un contesto di senso coerenti con l'età e gli ottimi livelli di autonomia presenti. Per Giuseppe è stato previsto un inserimento all'interno del canile del Centro di San Patrignano in qualità di aiuto operatore addetto alla pulizia, manutenzione, gestione e alimentazione dei cani ospitati. Il contesto fortemente motivante lo vede estremamente coinvolto e partecipe a tutte le proposte che gli sono fatte. Questa esperienza è orientata alla restituzione di un'identità di sé spesso difficilmente contestualizzabile negli ambiti istituzionali in cui è accolto. All'interno di questa attività Giuseppe ha la possibilità di utilizzare le sue ottime capacità relazionali con i colleghi con cui si trova ad operare, le sue autonomie, l'alto livello cognitivo nella presa in carico delle consegne e nell'esecuzione dei compiti assegnati. Inizialmente si è fatta moltissima leva sull'elemento motivante rappresentato dai cani lupo per i quali nutre una particolare predilezione che lo porta spesso ad escludere tutte le altre razze. Per Giuseppe la Pet-Therapy è rappresentata dal contesto lavorativo e ambientale in cui opera due mattine a settimana. L'effetto di questo permette a Giuseppe un'attività motoria all'aria aperta (spesso difficilmente motivabile), un'esperienza che gli consente anche a livello mentale di differenziare i contesti settimanali sviluppando un maggior investimento e una ricaduta in termini di impegno durante la settimana. L'attività è stata una risultante naturale commisurata all'età di Giuseppe da un lato e alla forte motivazione dall'altro per cui non risulta noiosa, stancante o affaticante. Attraverso un giornalino e un diario all'interno del CSE Giuseppe ha la possibilità di rielaborare l'esperienza al canile manifestando grosso interesse e motivazione. Questa esperienza ha permesso di individuare un contesto significativo e fortemente gratificante in grado di modificare positivamente la qualità della vita di Giuseppe.



MADDALENA di anni 41

E' affetta di Sindrome di Down. Precedente esperienza con un cane in famiglia. E' una ragazza molto autonoma e molto chiusa in sé stessa, probabilmente in seguito ad un trauma psicologico; non parla pur essendo in grado di capire e, nel passato, di esprimersi abbastanza correttamente. Possiede una manualità molto buona anche se limitata nei movimenti a causa del notevole sovrappeso.

Il progetto generale su di lei prevede l'attivazione delle capacità cognitive presenti utilizzando il canale affettivo, relazionale, dell'autonomia. Le risposte ai bisogni fisiologici legati all'autonomia sono presenti, ma non sempre attivabili a causa dell'età avanzata, del contesto familiare iper-protettivo e del vissuto negativo del suo passato post-scolastico che non le ha permesso spazi di autonomia personali e sociali. Questo periodo ha fatto nascere delle stereotipie e delle fobie rispetto alle autonomie presenti. Grossa attenzione è posta alla verbalizzazione che in passato era più fluente.

PROGETTO DI PET-THERAPY

L'obiettivo principale è stato quello di ottenere la più completa autonomia nella gestione del cane. Maddalena ha le potenzialità per una presa in carico totale dell'animale provvedendo a tutte le sue esigenze. Particolare attenzione è stata posta alla comunicazione verbale come sprone all'attivazione di capacità presenti in passato. Il cane è stato preparato a ricevere tutti i comandi solamente in forma verbale.

RISULTATI OTTENUTI DA MADDALENA

I risultati sono stati ottimi sotto tutti i punti di vista. Già nei primi contatti la risposta è stata entusiasmante. Ottima la sua disponibilità alla relazione con il cane, con grandi slanci affettivi; si conferma sempre molto disponibile ad attivarsi. Nelle sue passeggiate quotidiane, funzionali al mantenimento dell'autonomia motoria, il cane ha introdotto un fortissimo elemento motivante. Maddalena ha dimostrato di saper operare delle scelte affettive sui cani che le piacciono di più. Nel versante comunicativo abbiamo osservato l'immediata disponibilità a relazionare con i conduttori, cosa per lei non facile. Aumentata la capacità di verbalizzare con intensità e a voce alta gli ordini da dare al cane. I risultati e la continua disponibilità verso le attività che le sono proposte confermano la possibilità di una presa in carico completa del cane. I tempi di lavoro sono molto prolungati, indice di grande coinvolgimento. Si attiva senza pause. Dimostra comportamenti e capacità intenzionali verso il cane che sono manifestati con piacere nella gestione autonoma del rapporto, decidendo spontaneamente cosa fare anche nelle situazioni in cui non è presente nessuna figura di riferimento nelle vicinanze. I risultati ottenuti rinforzano l'ipotesi iniziale che prevede la presa in carico totale del cane da parte di Maddalena.