Stop the genocide poster

Preside manager? NO grazie!

presideUna buccia di banana enorme attende dietro l'angolo la riforma della scuola voluta dal governo Renzi: non tutti i presidi, su cui loro scommettono, sono all'altezza del compito richiesto. Quando poi i docenti si accorgeranno che 35 milioni dei loro scatti se ne andranno per arrotondare i già pingui stipendi dei dirigenti scolastici e altri 200 milioni finiranno a favore dei loro protégé, spiace dirlo, ma il governo rischierà da vicino l'effetto noto come "Berlinguer e il concorsone".

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Che fine ha fatto la Giornata Europea dei Genitori e della Scuola?

genitoriLa scarsa attenzione del Ministero per i genitori si riconferma con la XIII Giornata Europea dei Genitori e della Scuola, che da ottobre, quando doveva essere celebrata, è slittata a febbraio, poi è stata rinviata causa maltempo e adesso rischia di passare definitivamente in cavalleria. Non che la manifestazione prevista a febbraio fosse di una qualche utilità: nell’avviso si parlava unicamente di didattica e le tematiche affidate ai relatori si occupavano di educazione, ma di genitori proficuamente impegnati all’interno delle scuole non se ne parlava proprio, per cui sifalliva il fine prioritario, che è quello di coinvolgere i genitori e di stimolarne la partecipazione offrendo validi contenuti.

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CoDAU, pronte le proposte di cambiamento per rilanciare l'università

universitaStretta collaborazione tra CodAU e CRUI per gestire al meglio le attuali criticità dei rapporti tra università e sanità. È quanto auspicano il Vice Presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, Roberto Lagalla, e il Presidente del Codau, l’associazione che riunisce i Direttori Generali delle amministrazioni universitarie italiane, Cristiano Nicoletti. L’auspicio di una maggiore collaborazione è stato manifestato durante il seminario “L’Università e la Sanità” organizzato dal CoDAU nell’ambito dell’Assemblea generale dell’Associazione che si è tenuta all’Università di Palermo oggi 23 gennaio 2015. Il tema è particolarmente centrale in questi giorni che vedono Governo e istituzioni universitarie impegnati nella riforma delle scuole di specializzazione e dei percorsi formativi dei giovani medici.

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Affrontare i dsa con la pedagogia

dsaSempre più spesso si sente parlare di DSA, i disturbi specifici dell’apprendimento; sempre di più i nostri bambini vengono studiati, analizzati, medicalizzati. Eppure, invece di dare etichette e di andare a caccia di diagnosi e terapie, basterebbe partire dal termine “apprendimento”. Cosa significa apprendere? Significa immagazzinare e fare propri contenuti, atteggiamenti, punti di vista. Con chi e dove si apprende? In primo luogo si apprende dai genitori, in famiglia;in secondo luogo si apprende dagli insegnanti, a scuola. Ebbene, se l’apprendimento parte dalla famiglia e continua con un filo diretto a scuola perché non ci interroghiamo sulla famiglia, sulla scuola? Sembrerebbe logico infatti andare a studiare e analizzare quegli ambienti, quelle persone che ogni giorno, con ogni parola, ogni gesto contribuiscono allo sviluppo e alla formazione dei bambini.

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