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Separazione dei genitori ed età evolutiva - Storie di vita: Giorgio

 

Storie di vita: Giorgio

Giorgio è un bambino di quattro anni, i suoi genitori si sono separati da poco e in modo conflittuale.

Luciana, la madre, ha una cattiva opinione del marito che definisce "irresponsabile, egoista ed infantile". Sin dai primi tempi del loro matrimonio si sono succeduti una serie di episodi che l’hanno sempre più convinta dell’attuale opinione.

Loris, suo marito, è sempre stato “coccolato” dalla famiglia di origine, in particolare dalla madre. Sembrava nei primi tempi del matrimonio che avesse trovato un’altra mamma in Luciana. Ella inizialmente era quasi lusingata da tale ruolo.

I problemi veri sono nati quando Luciana ha cominciato a desiderare un figlio e Loris era fermamente persuaso del contrario, veicolando a sua moglie l’idea che un piccolo da accudire l’aveva già.

Su insistenza anche della madre, Loris si è convinto all’idea, riscoprendo un entusiasmo (per certi versi) infantile verso quella novità che stava per arrivare nella sua vita. Dopo la nascita l’incantesimo per il "nuovo gioco" si è subito rotto: quel bambino piangeva sempre, non era ancora autonomo e sua moglie non era più la compagna a sua completa disposizione.

Dopo la nascita di questo primo e unico figlio si è creata, pian piano, una frattura insanabile fra di loro: l’unica soluzione è stata quella di separarsi come naturale conseguenza.

Luciana è una insegnante e attualmente si sente oberata da tante responsabilità: la scuola, la casa e Giorgio.

Loris è ritornato dai suoi e, a parte il piccolo mensile per il mantenimento del figlio, la sua vita è cambiata in meglio. È obbligato a prendere suo figlio nel weekend, ma questo non è un problema, perché sua madre è felicissima di occuparsi del piccolo.

 

Giorgio ha molto sofferto per questa separazione: suo padre giocava con lui e qualche volta lo andava a prendere alla scuola dell’infanzia.

Il bambino vuole molto bene a sua madre, ma ella non ha mai tempo per giocare: è sempre occupata con la scuola e, quando gli impegni scolastici sono finiti, ha la casa da riordinare, la cena da preparare e gli indumenti da lavare e stirare. In queste occasioni Giorgio se ne sta buono nella sua stanza a giocare con l’orsacchiotto, senza fare molto rumore perché la mamma, poi, lo rimprovera per via del mal di testa di cui soffre. Qualche volta sua madre gli ha detto che, se fa il monello, se ne va anche lei, perché è stanca di tutto.

Egli cerca di non farla arrabbiare per evitare che parta anche lei come suo padre, che prima è partito per un viaggio di lavoro e poi, per stare vicino al suo posto di lavoro, si è trasferito a casa della nonna.

Giorgio di notte si sveglia quando sogna che anche sua madre parta per andare a insegnare in una scuola lontana. Vorrebbe piangere, ma non ci riesce. Vorrebbe chiamare la mamma per andare nel suo letto, ma non vuole disturbarla perché l’indomani mattina deve andare dai suoi alunni.

Per fortuna che accanto a lui c’è Geronimo, il suo orsacchiotto, che vorrebbe sempre abbracciarlo. Egli tante volte lo rimprovera perché è proprio l’abbraccio di Geronimo, durante il sonno, che lo fa svegliare. Non vuole, però, allontanarlo perché sa che gli fa compagnia prima di addormentarsi ed è sempre pronto a giocare con lui e ad ascoltare le favole che inventa.