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La fiaba come strumento dell'educazione - Seconda parte

L’adulto è costretto a scrutare il comportamento del bambino e a cogliervi i tratti della forma linguistica. Privando il bimbo delle videoimmagini animate e sonorizzate se ne riduce la dipendenza e gli si restituiscono le più salutari occasioni per funzionalizzare le proprie capacità, per allenare la mente e la lingua a comprendere messaggi e a produrli a sua volta (non immagazzina immagini già confezionate per lui, si sforza per creare da solo le proprie rappresentazioni mentali).

Il bimbo sollecita la propria autonoma e gratificante immaginazione, la costruisce da sé e può estenderla agli altri. A questo proposito anche i libri di fiabe illustrati sono da sconsigliare, in quanto i disegni sviano l’immaginazione del bambino dal modo in cui lui esprimerebbe la storia per conto proprio.

I particolari unici (un certo colle, un’ansa del fiume, un bosco fitto), derivati dalla esperienza individuale, con cui ogni ascoltatore illustra mentalmente o graficamente una fiaba che gli viene raccontata, avvicinano la storia alla propria vita. Ognuno di noi, ad esempio, ha dentro di sé un’immagine precisa e dettagliata di un fiume placido che scorre oltre un colle tra la pianura coltivata e un boschetto fitto fitto, e se potessimo confrontarle sarebbero tutte immagini diverse. Se noi permettiamo a un illustratore di determinare la nostra immaginazione, essa diventa meno nostra, e la storia perde molto del suo significato.

Uno splendido mostro curato nei dettagli dall’illustratore può allora lasciarci completamente freddi, dato che non ha nulla d’importante da dirci o può spaventarci senza evocare nessun significato più profondo oltre l’ansia: la fiaba così non serve più ai bisogni del bambino.

Perché una storia riesca realmente a catturare l’attenzione del bambino, deve divertirlo e suscitare la sua curiosità, ma per arricchire la sua vita deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a chiarire le sue emozioni, armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni, riconoscere appieno le sue difficoltà, e nel contempo suggerire soluzioni ai problemi che lo turbano.

La fiaba infatti comincia con una situazione reale e alquanto problematica e attraverso un viaggio durante il quale forze magiche interverranno in suo aiuto il protagonista trova la soluzione al suo problema. Questo riaccende la speranza nel bambino che come il protagonista vive una situazione problematica. Proprio perché la promessa fondamentale coincide coi desideri di vendetta e di prosperità del bambino, la fiaba arricchisce in modo impareggiabile la sua fantasia e impedisce alla sua immaginazione di rimanere bloccata entro angusti confini di poche fantasticherie ansiose.

Certi genitori temono che i loro bambini possano lasciarsi trascinare dalle loro fantasie e che finiscano per credere nella magia; ma ogni bambino crede nella magia e cessa di farlo quando diventa grande (a eccezione di coloro che sono stati troppo delusi dalla realtà per essere in grado di riporre fiducia nelle sue ricompense). Se vengono narrate al bambino solo storie "fedeli alla realtà" (perciò false per importanti componenti della sua realtà interiore), egli potrebbe pensare che gran parte della sua realtà interiore è inaccettabile per i suoi genitori. Molti tenderebbero a estraniarsi dalla loro vita interiore, e ciò li impoverirebbe.

La fiaba non vede il mondo in modo obiettivo, ma dal punto di vista dell’eroe, che è sempre una persona in sviluppo. Coloro che non vogliono raccontare le fiabe, perché popolate di mostri che ritengono terrificanti per i loro figli, trascurano il mostro che un bambino conosce meglio e lo preoccupa di più: il mostro che sente o teme di essere, e che a volte lo perseguita. Tenendo questo mostro all’interno del bambino inespresso, nascosto nel suo inconscio, gli adulti impediscono al bambino di intesservi intorno delle fantasie sull’immagine delle fiabe che conosce. Senza queste fantasie il bambino non riesce a conoscere il proprio mostro, né gli vengono forniti suggerimenti sul modo in cui può dominarlo. La sicurezza che può vincere e una ricca immaginazione aiutano il bambino ad avere un incontro diverso con la sua realtà, lo aiutano a rileggerla in modo arricchito.

L’intuizione fantastica è un primo passo verso la creativita’ di cui si servono i bimbi, come gli artisti e gli scienziati: ogni scoperta infatti è un atto creativo.