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  • Categoria: Genitorialità

Educare il bambino all’autostima - Gli ambiti dell’autostima

Gli ambiti dell’autostima

L’autostima è una convinzione di base, di quelle che possono dirigere la nostra vita in un modo o nell’altro. Non è banale o magico affermare che la qualità della nostra vita dipende dai pensieri che riusciamo a mettere in campo e dal corredo emotivo che abbiamo ma mano acquistato.
In generale, è possibile considerare l’autostima dei bambini in quattro ambienti specifici:

  • L’ambito sociale (o interpersonale)  comprende i sentimenti del bambino riguardo a se stesso come amico di altri. Gli altri bambini lo trovano simpatico, apprezzano le sue idee, lo fanno partecipare alle attività? Si sente soddisfatto delle sue interazioni e del rapporto con i pari?  Un bambino che sia riuscito a soddisfare i suoi bisogni di socialità si sentirà a proprio agio con questo aspetto di se stesso;
  • L’ambito scolastico riguarda il valore che il bambino attribuisce a se stesso come studente. Questa autostima non è semplicemente una valutazione delle capacità e dei successi scolastici, è invece la misura in cui il bambino percepisce che è bravo quanto basta. Se riesce a raggiungere i suoi standard di successo scolastico (e naturalmente questi standard sono modellati dalla famiglia, dai compagni e dalle insegnanti) allora la sua autostima scolastica sarà positiva;
  • L’autostima familiare riveste i vissuti che il bambino prova come membro della sua famiglia, Un bambino che sente di essere un membro apprezzato della sua famiglia, che si sente certo dell’amore dei suoi genitori e dei suoi fratelli avrà un’autostima altamente positiva in questo ambito;
  • L’autostima corporea è una combinazione di aspetto fisico e di  capacità. Essa consiste nella soddisfazione che il bambino prova rispetto al modo in cui il suo corpo appare alle prestazioni che riesce ad ottenere.

Stili educativi e ruolo dell’autostima

Ogni genitore affina un proprio stile educativo che ha delle chiare connotazioni in relazione a ciò che egli vuole per il figlio, a ciò che ritiene più opportuno o è convinto di dover fare. Certamente la definizione del proprio stile risente della continuità o della rottura o della rivisitazione dello stile genitoriale adottato dai nostri genitori con noi.

Alcune ricerche (Maccoby e Martin, 1983) hanno evidenziato gli effetti che un determinato stile educativo può avere sulla personalità dei figli, prendendo come variabili psicologiche che si intersecano l’affetto, l’ostilità, il controllo, l’autonomia, l’autostima.
E’ evidente che nella relazione educativa quotidiana un genitore possa trovarsi ad adottare comportamenti che non rientrano esclusivamente in uno degli stili che sotto sintetizzeremo. Per esempio, un genitore che educa utilizzando prevalentemente il binomio affetto-autostima, è un adulto autorevole, che nette in campo fiducia, rassicurazioni, cooperazione, a volte può diventare esigente ma ciò non lo rende un adulto autoritario. Lo schema seguente permette di visualizzare sinteticamente ciò che può accadere a seconda delle modalità che abitualmente utilizziamo con i nostri figli e favorisce una riflessione: i comportamenti e le risposte dei nostri figli sono strettamente correlate con lo stile che noi utilizziamo. Quindi, tutte quelle volte che diciamo «non sappiamo come fargli cambiare quel suo comportamento!», riferendoci a nostro figlio, dobbiamo sapere che abbiamo una strada da percorrere che può dare maggiore successo: cambiamo il nostro gioco, il nostro stile, il nostro modo di rapportarci a lui. Tutto questo non sta a significare che «è colpa nostra se lui è così» ma ad assumerci la responsabilità di condurre il nostro ruolo genitoriale in altro modo.

Variabili
psicologiche che si
intersecano
Stile educativo  Comportamento
dei figli
AFFETTO-CONTROLLO  IPERPROTETTIVO
(protezione, indulgenza)
Sottomissione, mancanza di creatività, dipendenza, buone maniere, scarsa aggressività, obbedienza, nessuna amicizia, conformismo, rispetto delle regole senza discussione
 AFFETTO-AUTOSTIMA  AUTOREVOLE (fiducia, rassicurazione, cooperazione)  Attività, creatività, indipendenza, buon adattamento sociale, aggressività moderata e funzionale alla propria realizzazione, nessuna costrizione alle regole, numerose amicizie,nessuna ostilità proiettiva, maturità, crescita autostima
 OSTILITA’-CONTROLLO  AUTORITARIO-RESTRITTIVO (esigenza, antagonismo, critica, conferma)  Problemi nevrotici, numerose dispute con i pari, timidezza, rinuncia all’interazione sociale, incapacità ad assumere un ruolo adulto, autoaggressione, bassa autostima
   
 OSTILITA’-AUTONOMIA  SEVERO-ARBITRARIO (negligenza, trascuratezza, indifferenza)  Delinquenza, anticonformismo, massima aggressività, bassa autostima

Gli stili educativi (fonte Maccoby e Martin, 1983)