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  • Categoria: Monografie

La questione di genere tra Costituzione, legislazione e religione - Profilo legislativo: la parità


3. Profilo legislativo: la parità

Infatti, dagli anni ’70, in cui c’è stata una vasta legislazione a tutela delle donne soprattutto in materia dei cosiddetti diritti sociali, l’attenzione del legislatore nei confronti delle donne è stata sempre alta e si è intensificata in quest’ultimo decennio. Tra le ultime leggi da ricordare la legge 9 gennaio 2006 n. 7 “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”. Mediante un’interpretazione sistematico-evolutiva di questa legge ed in particolare tenendo presente il significato estensivo di mutilazione e leggendo nel testo il continuo riferimento ai diritti fondamentali della persona (in particolare l’integrità della persona e la salute) e l’art. 6 che, introducendo l’art. 583 bis cod. pen., usa espressioni quali “menomare le funzioni sessuali” (e quindi la femminilità) e “una malattia nel corpo o nella mente” (si noti che il legislatore ha usato la preposizione “nel” e non “del”), si può dire che è mutilante ogni atto o fatto che non consenta alla donna o alla bambina di essere tale. Anche l’eccesso di protezione, legislativa e non, può essere discriminante e, pertanto, mutilante; non a caso il Costituente parla di “speciale adeguata protezione” (art. 37 Cost.), “speciale” perché non può prescindere da un’attenta analisi delle peculiarità femminili ma al tempo stesso “adeguata”. Pertanto si dovrà arrivare a delle tutele più contestualizzate che non abbiano come presupposto l’essere donna, ma che abbiano riferimento al ruolo concretamente scelto dalla donna nella sua attività e nel suo collocamento nella società [3].

Per aversi una concreta parità ed un’effettiva tutela sociale occorre che quanto stabilito dalla legge 7/2006, attività di promozione e coordinamento, campagne informative, formazione del personale sanitario (per esempio, allo stato attuale, manca un protocollo generale per il triage di pronto soccorso per i casi di violenza sessuale), programmi di cooperazione internazionale, si estenda ad ogni campo e non solo al divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, sino a che il rispetto della donna divenga patrimonio culturale e non più mera previsione legislativa (come addirittura si voleva fare imponendo per legge la cosiddetta quota rosa nelle elezioni politiche o nei vertici delle istituzioni e delle aziende).