Stop the genocide poster

  • Categoria: Monografie

La promozione di un corretto stile di vita tra scuola, famiglia e sanità - Giovani e sovrappeso

2. Giovani e sovrappeso

obesoI nostri ragazzi sono in sovrappeso; per loro c’è lo spettro dell’obesità e di tutte le sindromi connesse, per le quali si vanno coniando neologismi sempre più stravaganti e sensazionalistici, come diabesità, sindrome X, sindrome plurimetabolica e, addirittura, globesità, per rendere chiara l’idea di una preoccupante pandemia di dimensioni mondiali.
D’altra parte, non si può negare che in tutto il mondo occidentale le abitudini di bambini e adolescenti siano nettamente cambiate: “mamma tivù” ha sostituito i giochi in giardino, le patatine col ketchup le buone merende della nonna, il sabato e i rinfreschi (si fa per dire) da Mac Donald’s hanno preso il posto delle riunioni di famiglia e dei ricevimenti in cui troneggiavano gustosi, genuini buffet, trionfo dell’abilità e della fantasia di mamme premurose.
La logica conseguenza di tutto ciò? Le cifre parlano chiaro: se si eccettuano la Spagna ed il Portogallo, nella popolazione italiana si ha una maggior presenza di bambini e ragazzi obesi rispetto ai coetanei degli altri paesi europei.
Ma anche tra gli adolescenti (Fig. 6) [5] ed i giovani adulti (Tabella 4) la situazione non è rosea:

fig_6

 

Tab. 4
Persone di 18- 24 anni per indice di massa corporea, sesso e classe di età - Anno 2006 [6]

tab_5

Certo, la maggiore età permette loro di correre ai ripari. Ma come lo fanno? A chi si rivolgono, quando pensano di aver bisogno di una dieta individualizzata?
Pochi, soprattutto maschi (quelli che, probabilmente per seri problemi di salute, ne hanno un bisogno impellente), si rivolgono al medico o al dietologo; la maggior parte segue diete fai da te, magari dietro le indicazioni di soggetti più o meno preparati ovvero più o meno economicamente interessati. È ormai risaputo che, soprattutto su internet, molti articoli presentati in veste di seri elaborati scientifici nascondono, in realtà, ingannevoli messaggi pubblicitari di prodotti che, laddove non propriamente nocivi, sicuramente non danno, a fronte di un elevato prezzo di mercato, i risultati promessi e che nelle palestre i ragazzi vengono esortati alla assunzione di sostanze “vincenti”: carnitina, creatina, aminoacidi ramificati, albume d’uovo in quantità industriali sono miti ormai radicati nei nostri ragazzi.
E che dire, infine, delle discutibili sostanze che, prodotte nei Paesi dell’Est, hanno prepotentemente e fraudolentemente invaso il nostro mercato?
Il panorama or ora presentato, è la testimonianza tangibile che tutte le iniziative degli ultimi anni e gli sforzi delle diverse agenzie educative non hanno affatto colpito nel segno. Scuola, famiglia e sanità, ancora una volta investiti di responsabilità che sarebbe bene condividessero, in maniera più efficace e razionale, con una più proficua suddivisione dei compiti e senza alcuna sovrapposizione di ruoli, non possono non tener conto di un fenomeno che deve comunque essere arginato con tutti i mezzi.