- Categoria: Scuola e dintorni
- Scritto da Alessia Travaglini
Il cooperative learning per una costruzione attiva e significativa della conoscenza - Un modello didattico: il learning together
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Un modello didattico: il learning together
Il cooperative learning, in quanto metodologia di insegnamento a mediazione sociale, si presenta come una delle strategie più indicate per migliorare ed incrementare gli apprendimenti degli alunni. In esso si assumono come punto di partenza non tanto i saperi disciplinari quanto il “capitale” delle relazioni umane. Nelle sue diverse declinazioni (Learning togheter, Group investigation, Structural approach etc...), l’apprendimento cooperativo si configura come un approccio didattico che utilizza piccoli gruppi di studenti che lavorano insieme affinché migliorino reciprocamente il proprio apprendimento. “A differenza dei metodi tradizionali, che puntano invece sulla qualità e sull'estensione delle conoscenze didattiche e di contenuto dell'insegnante, esso è finalizzato a gestire e ad organizzare esperienze di apprendimento condotte dagli stessi studenti e, insieme, a sviluppare obiettivi educativi di collaborazione, solidarietà, responsabilità e relazione, riconosciuti efficaci anche per una migliore qualità dell'apprendimento" (Comoglio, 1996, pp. 22-23).
In questa sede ci soffermiamo sul modello elaborato dai fratelli Johnson e conosciuto con il nome di “Learning togheter”. L’apprendere insieme non va assolutamente assimilato alla semplice organizzazione estemporanea degli studenti in attività di gruppo, poiché risulta animata da principi di funzionamento specifici che gli conferiscono sistematicità e rigore scientifico.
Nel Learning togheter, cinque sono gli elementi caratterizzanti:
- 1. interdipendenza positiva: consente agli alunni di comprendere che stanno lavorando in vista di obiettivi comuni, condividendo materiali, risorse, competenze (ciò è sintetizzato dall’aforisma: “Tutti per uno, uno per tutti”)
- 2. interazione costruttiva diretta faccia a faccia: la cooperazione degli alunni deve avvenire in un contesto tale da rendere possibile il confronto, lo sguardo e l’interazione diretta;
- 3. responsabilità individuale e di gruppo: questo principio cardine garantisce che ciascun membro del gruppo, nell’ambito del proprio ruolo, sia considerato essenziale ai fini del raggiungimento di obiettivi comuni;
- 4. insegnamento e uso di competenze sociali: oltre all’impegno negli aspetti di natura cognitiva, gli alunni vengono coinvolti nello sviluppo delle abilità sociali, attraverso la partecipazione ad attività che richiedono la condivisione delle proprie idee, l’ascolto di prospettive diverse e la capacità di dirimere gli eventuali conflitti;
- 5. revisione e controllo dell’attività e valutazione individuale e di gruppo: il momento valutativo, realizzato in ogni fase dei percorsi attivati, è rivolto all’analisi dei risultati raggiunti in forma individuale da ogni membro del gruppo, per poi estendersi ad una riflessione generale sul funzionamento del gruppo stesso. In altre parole, il gruppo ha funzionato se ciascuno al suo interno ha ottenuto un miglioramento dei propri livelli di apprendimento.
Una volta chiariti tali principi chiave, è possibile chiedersi quali siano i passi da compiere nella progettazione di un modulo didattico da attuare secondo il cooperative learning.
I fratelli Johnson individuano cinque passaggi fondamentali, che possono essere sintetizzati nel modo seguente:
- pianificare in modo dettagliato le attività da implementare, avendo chiari gli obiettivi didattici da raggiungere e le abilità sociali da promuovere;
- assumere decisioni chiare in merito alla composizione dei gruppi, ai materiali ed ai ruoli da assegnare a ciascuno (vi sarà, ad esempio, chi avrà il compito di incoraggiare la partecipazione di ciascuno, chi di spiegare le idee e le procedure, chi di compiere delle sintesi conclusive, etc...) ed alla predisposizione dell’aula;
- comunicare agli alunni gli obiettivi da raggiungere, i criteri di valutazione ed i comportamenti attesi;
- monitorare gli studenti, fornendo le spiegazioni richieste da ciascun gruppo;
- valutare i processi ed i prodotti finali, in termini sia individuali che di gruppo.
Per impostare l’attività didattica in questo modo, il docente assume un ruolo molto diverso da quello richiesto in una lezione tradizionale: egli è attento a preparare in modo accurato le attività di ciascun gruppo, a stimolare gli studenti a strutturare in modo funzionale e significativo le informazioni ricevute, a riflettere in modo creativo sulle informazioni ricevute potenziando la visione di un problema sotto molteplici prospettive (De Bono, 1997).

