Stop the genocide poster

La musica ci salverà

imgIl festival popolare apre le porte a un nuovo sguardo verso il futuro, ci sono musiche e parole che, nonostante tutto, riescono a farci immaginare e sognare un domani migliore nel quale, soprattutto i giovani, possano ritrovare la spinta ad andare avanti senza ignorare le atrocità delle guerre, il terrorismo, il razzismo e la violenza.

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24 CFU per il concorso a cattedra 2018

educare febbraio2018In questi mesi si è molto parlato del prossimo Concorso a cattedra 2018 e delle nuove modalità di accesso all’insegnamento. Gli aspiranti docenti devono dimostrare di essere in possesso di 24 CFU in 4 ambiti disciplinari, afferenti alle materie antropo-psicopedagogiche e delle metodologie e tecnologie didattiche, integrando il proprio percorso accademico con corsi singoli, master o durante il proprio percorso di laurea. I corsi singoli sono insegnamenti individuali che consentono una notevole flessibilità.

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Le novità di ICOTEA: web accessibility e didattica per la disabilità visiva

educare 01 18Per molti non vedenti e/o ipovedenti è difficile avere contatti con il mondo esterno e anche i servizi più semplici possono, per loro, diventare irraggiungibili. L’educazione di un soggetto con disabilità visiva comporta la necessità di conoscere a fondo il deficit, con tutte le sue peculiarità e implicazioni specifiche, così come i relativi bisogni, metodologie e strumenti. Lo sviluppo costante delle tecnologie informatiche per la didattica e la creazione di software accessibili ha portato una concreta innovazione nello svolgimento del tradizionale compito della didattica. Oggi, qualsiasi software o sistema operativo deve essere concepito e realizzato tenendo conto della sua web accessibility: bisogna, cioè, considerare e rispettare i dovuti standard di accessibilità. Pertanto, qualunque testo in formato digitale deve essere realmente accessibile e fruibile anche da parte dell’utenza con disabilità visiva.

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Lo sportello sociale all'interno della scuola: opportunità e risorsa

imgLa scuola è, da sempre, una palestra di relazioni umane in cui si cresce e si socializza. Pertanto, rappresenta un osservatorio privilegiato dell’infanzia e dell’adolescenza, può captare i segnali di disagio che gli allievi manifestano prima che la loro situazione diventi difficile o addirittura impossibile da gestire. E' un impegno che gli insegnanti e dirigenti non possono sostenere da soli: occorre un lavoro di rete che preveda il sostegno di altri professionisti, capaci di fornire elementi operativi utili al “lavoro sul campo” e all’agire quotidiano.

In questa prospettiva la creazione di uno sportello sociale nelle scuole, gestito da operatori esterni, può rappresenta un’opportunità per fornire agli insegnanti da un lato le conoscenze adeguate per riconoscere i segnali di disagio, dall’altro gli strumenti necessari per lavorare in rete con i servizi territoriali, nell’ottica della tutela del minore e della sua famiglia attraverso interventi globali e non settoriali. 

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