- Scritto da Angelo Rozzani
- Categoria: L'AltraNotizia
Disabilità e inclusione scolastica nel Rapporto ISTAT 2018
La diseguaglianza nell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità rappresenta un tema di grande rilevanza sociale ed è spesso indizio delle più generali differenze nella partecipazione alle diverse dimensioni della vita sociale. Così il Rapporto ISTAT 2018 (paragrafo 5.4) che delinea la situazione dell'inclusione scolastica nel nostro Paese sui dati relativi all’anno scolastico 2016/2017. L’indagine per la prima volta ha esteso il campo di osservazione anche alla scuola dell’infanzia e alla scuola secondaria di secondo grado, fornendo così un quadro informativo più ampio. Gli alunni con disabilità sono complessivamente 272.167 (il 3,1% del totale), cui quasi 160 mila del primo ciclo, una quota in costante aumento negli ultimi 15 anni.

Sono stati 69.290 bambini della scuola dell’infanzia e primaria e 6000 della secondaria di secondo grado ad usufruire nell'anno scolastico 2017/18 dell'istruzione in ospedale, mentre l’istruzione domiciliare è stata erogata per di 64.715 ore distribuite in 1.310 progetti. Questa forma di continuità del percorso di istruzione quando compare un problema di salute è possibile grazie ad un finanziamento ad hoc previsto dal Decreto ministeriale n. 851/17 che ha messo a disposizione un milione di euro. Sono 200 le sezioni, 18 scuole polo.
L’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) da tempo si occupa, attraverso il suo Osservatorio Scolastico, di offrire consulenza specifica sul tema dell’inclusione scolastica degli alunni con sindrome di Down (ma anche con altri tipo di disabilità). Frutto anche di questa lunga esperienza è la stesura della nuova
Cinque ragazzi, tre dei quali in carrozzina, qualche giorno fa si sono recati al cinema per vedere “7 uomini a mollo”, un film che tratta proprio il tema della disabilità. L’ironia della sorte ha voluto che sia stato il loro stesso handicap a rovinare quell'uscita per “questioni di sicurezza”: il numero massimo di disabili nella sala assegnata, infatti, poteva essere solo di due persone (al limite, con l’aggiunta di altre due purché “parzialmente deambulanti” e quindi non in carrozzina come il terzo di loro). A quel punto, nessuno è voluto entrare lasciando un amico fuori e ne è nata una polemica con i manager del multisala.