L’Italia è il paese europeo in cui gli insegnanti sono meno considerati e rispettati. Solo Israele e Brasile si collocano più in basso, siamo al 33° posto nella classifica di Varkey Foundation, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che opera nel campo dell’istruzione.
I dati sono presentati nel Global Teacher Status Index (GTSI) 2018, lo studio più completo sul rispetto degli insegnanti di tutto il mondo, giunto alla seconda edizione dopo quella del 2013 che aveva coinvolto 21 Paesi.
Come molte ricerche hanno dimostrato, nel corso degli ultimi anni i ragazzi (in prevalenza gli alunni degli istituti superiori d’istruzione), che presentano problematicità nell’apprendimento, frequentemente ripetono l’anno scolastico per lo scarso profitto o sono oggetto di provvedimenti disciplinari che possono variare dalla sospensione per qualche giorno fino all’espulsione completa dalla scuola. Diversi studi statistici hanno messo in evidenza che il 60% degli studenti che manifesta difficoltà negli apprendimenti scolastici presenta delle performance scadenti nella lettura, in quanto appaiono non acquisite completamente le strumentalità di base necessarie per leggere correttamente. Le scuole hanno cercato di rimediare a ciò con due tipi d’intervento, ovvero attraverso un processo di tutoring fra coetanei e mediante la frequenza di corsi di recupero per l’acquisizione delle abilità di base. Le ricerche attuali hanno evidenziato che le difficoltà di apprendimento possono essere superate, utilizzando dei programmi che hanno come finalità l’incremento delle abilità cognitive. I training cognitivi sono indirizzati agli adulti che presentano malattie neurodegenerative, che inficiano le loro abilità cognitive, e ai minori, che presentano difficoltà di apprendimento.
Quest’anno nelle scuole statali sono tornati in classe 253 mila alunni con disabilità; meno della metà di loro, cioè soltanto circa 120 mila, avrà la fortuna di ritrovare il docente di sostegno dello scorso anno, mentre per tutti gli altri, circa 133 mila alunni disabili (il 52%) si dovrà ricominciare da capo con un nuovo insegnante. A loro sarà negata la continuità didattica. Eppure l’Italia si vanta di avere la scuola più inclusiva d’Europa.
L’inizio del nuovo anno scolastico sta presentando notevoli difficoltà per gli alunni e studenti con disabilità che, in molti casi, al loro ingresso in classe non hanno trovato ad attenderli l’insegnante di sostegno. La situazione è stata denunciata -a livello nazionale- dalla FISH (Federazione italiana superamento handicap) che evidenzia inoltre come la recente stabilizzazione di circa 13mila insegnanti di sostegno non sia stata sufficiente a garantire la continuità didattica e a fare in modo che tutti gli alunni con disabilità possano, ogni giorno, seguire proficuamente le lezioni. Secondo le stime della FISH, circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’anno, il 48% ne ha cambiati tre, il 15% ne ha cambiati quattro e il 6% addirittura cinque. E per questo anno scolastico non sembra vi siano segnali in controtendenza.