Stop the genocide poster

  • Scritto da Enrica Gaetano
  • Categoria: L'AltraNotizia

Come si genera l'esperienza soggettiva del tempo

imgPerché in alcune situazioni ci sembra che il tempo scorra molto velocemente e in altre occasioni ci sembra al contrario che non passi mai, che sia eterno, e ci accorgiamo di guardare con impazienza l’orologio sperando che sia passato almeno una buona mezz’ora dall’ultima volta che l’abbiamo fatto, cioè cinque minuti prima?

Accade altresì molto spesso che le situazioni in cui il tempo “vola” e quelle che consideriamo “infinite” siano definite piacevoli per la prima condizione e noiose per la seconda, tanto da chiedersi se esista una relazione tra spazio e tempo e come questa si concretizzi a livello neurale nella memoria autobiografica.

Leggi tutto …

  • Scritto da Vincenzo Amendolagine
  • Categoria: L'AltraNotizia

L'origine delle espressioni facciali

imgLe espressioni facciali sono state sempre considerate come prodotte dalla contrazione dei muscoli facciali. Alle espressioni facciali è stata data una connotazione interpretativa a seconda del contesto sociale e culturale di appartenenza. Di fronte ad una sollecitazione ambientale che giunge all’individuo, secondo le conoscenze fino ad adesso note, si produce un movimento dei muscoli facciali. Questo movimento diviene un input che viene decodificato a livello cerebrale, dando un’interpretazione ad esso e associandolo cognitivamente ad un’emozione. In altre parole, di fronte ad una situazione di pericolo, il viso dell’individuo mediante una contrazione dei muscoli facciali invia un messaggio al cervello. A tale messaggio viene data, a livello cognitivo – emozionale, una certa valenza interpretativa. Il soggetto vive quella contrazione dei muscoli del proprio viso come un’espressione facciale che corrisponde alla paura. Con il tempo, in base agli apprendimenti, si crea una corrispondenza fra espressioni del viso ed emozioni. In altri termini, alla paura corrisponde una certa espressione facciale, allo stupore un’ulteriore espressione facciale, così come alla gioia etc.

Leggi tutto …

  • Scritto da Beatrice Raso
  • Categoria: L'AltraNotizia

Dormire male ci fa sentire più soli: una ricerca USA

imgLa mancanza di sonno può letteralmente uccidere la nostra vita sociale. I ricercatori dell’University of California, Berkeley, hanno scoperto che le persone che dormono poco si sentono più sole e meno inclini a dialogare con gli altri, evitando il contatto ravvicinato quasi come le persone che soffrono di ansia sociale.

Questa sensazione di allontanamento rende le persone private del sonno ancora meno attraenti dal punto di vita sociale rispetto agli altri. Inoltre, le persone che riposano bene si sentono sole solo dopo un breve incontro con una persona che dorme poco, innescando potenzialmente un “contagio virale” di isolamento sociale.

Leggi tutto …

  • Scritto da Renato La Cara
  • Categoria: L'AltraNotizia

Peer counselor con disabilità: l'esperienza di Simona a Milano

imgUn supporto “tra pari” attraverso il dialogo, la musica e la visualizzazione creativa. E’ quello di cui si occupa Simona Spinoglio, ragazza con atrofia muscolare spinale (Sma) di tipo 2, che lavora al Nemo di Milano, centro clinico multidisciplinare per il trattamento delle malattie neuromuscolari. Al Nemo Simona è peer counselor con disabilità, una figura professionale inedita che, grazie alle sue competenze specifiche e all’utilizzo anche dell’arte, rende meno dura la degenza delle persone, anche bambini, ricoverate nel centro all’interno dell’ospedale Niguarda.

Leggi tutto …