Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 2 - Febbraio 2024

Bambini e pregiudizio etnico. Ipotesi di lavoro per educare a superare le barriere

Lavorare sulla nozione di pregiudizio e stereotipo in relazione a bambini e bambine del Terzo millennio assume oggi un valore ed un'importanza ineludibili. Non parliamo naturalmente solo di pregiudizio etnico, che è quello che sembra balzare più agli occhi in una società sempre più "colorata", ma di tutti quegli stereotipi con cui insegniamo ai bambini e alle bambine a non problematizzare e a non problematizzarsi: le bimbe vestono in rosa e i maschietti in azzurro, le donne amano spendere, i maschi sono più risparmiosi, i bambini di paese sanno meno cose di quelli di città, esistono lavori umili e lavori importanti… e così via.

Ora, molte spiegazioni che in ambito psicologico vengono date del pregiudizio sembrano condurre all'idea che questo fenomeno sia in qualche misura legato alla natura umana e che, appartenendo al nostro modo di essere, sia impossibile liberarsi. Ciò non è vero, o almeno lo è solo in parte. Solo la conoscenza dei meccanismi che danno luogo al pregiudizio, e che tra l'altro chiamano in causa fattori cognitivi, identitari e di gruppo, linguistici e comunicativi, possono costituire il mezzo privilegiato per avviare procedure valide di intervento sociale (1).

Lavorare su questi temi pur così "sottili" e "sommersi" - naturalmente con metodologie adeguate all'età - già con bambini e bambine molto piccoli della scuola materna non è solo possibile, ma anche fondamentale. Si pensi ad esempio all'importanza, e al tempo stesso alla semplicità, di obiettivi che mirano ad educare a non esprimere giudizi alla prima impressione o a portare i bambini e le bambine a comprendere che ciò che è ovvio per qualcuno può non esserlo per tutti.

E' facile dedurre pertanto, già da queste prime notazioni, come il nostro lavoro, che si riferirà in particolar modo ai pregiudizi etnici, possa essere esteso ad una concezione più generale di pregiudizio, inteso appunto come giudizio "previo", basato spesso su informazioni insufficienti e irrilevanti. Naturalmente, la differenza tra pregiudizio e giudizio non è così chiara ed immediata per tutti, anche se i pregiudizi hanno delle caratteristiche comuni:

  • Un pregiudizio tende a basarsi più sul "sentito dire" che sull'esperienza diretta (informazione insufficiente)
  • A qualcuno con una certa caratteristica vengono attribuite altre caratteristiche non deducibili dalla particolare situazione (informazione irrilevante)
  • Il pregiudizio tende ad essere confermato piuttosto che smentito.

Come vengano appresi i pregiudizi e come influiscano sulla loro acquisizioni i comportamenti familiari - anche a livello inconscio e non intenzionale - lo vedremo meglio in seguito. Ciò che va rilevato attentamente è come l'acquisizione di un determinato pregiudizio sia difficile da sradicare perché spesso influenza in maniera pervasiva tutti i vari atteggiamenti e comportamenti della persona. Un esempio in proposito è l'insegnamento di comportamento secondo un determinato ruolo: alcuni insegnanti/educatori e genitori si aspettano un comportamento "maschile" da parte dei ragazzi e "femminile" da parte delle ragazze. Conseguentemente approvano e stimolano il comportamento maschile dei ragazzi e lo ignorano nelle ragazze e vicecersa. I bambini e le bambine apprendono queste idee e si comportano di conseguenza (2).