Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXV, n. 12 - Dicembre 2025

Stop the genocide poster

Pedagogia interculturale

La "pelle giusta": La costruzione sociale della differenza di pelle

Diversi studi di psicologia cognitivista affermano che il giudizio nei confronti del diverso da noi viene appreso più dal linguaggio comune che dalla sola percezione visiva. Seguendo questa tesi si può sostenere che il razzismo cresce nel quotidiano laddove i comportamenti ed i giudizi, che il mondo adulto adotta, tendono a rafforzare nei bambini stereotipi e pregiudizi.

La costruzione sociale del razzismo perpetuata nella vita di ogni giorno è il tema centrale del saggio "La pelle giusta" di Paola Tabet (1).

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L'intercultura e la pedagogia del confronto

La scuola da alcuni anni si trova a far fronte ad un ingresso di allievi doppiamente silenziosi, per la mancata conoscenza dell’italiano e per un innato rispetto dell’istituzione in cui vengono inseriti: tale silenzio disorienta non poco i docenti, per la situazione assolutamente stravolta in cui si trovano a svolgere i consueti programmi, o per il senso di frustrazione che provano davanti ad alunni che sembrano non trarre profitto alcuno dalle lezioni impartite. A questo proposito, è urgente interrogarsi su quali percorsi intraprendere, per far sì che si possano sperimentare nuovi terreni di confronto e incontro interculturale.

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L'educazione interculturale

Lo specifico dell'educazione interculturale è costituito dai processi di apprendimento che portano a conoscere altre culture e a instaurare nei loro confronti atteggiamenti di disponibilità, di apertura, di dialogo. Si tratta di un tipo di conoscenza estremamente complesso: conoscere un'altra cultura significa rilevarne gli aspetti che la fanno "diversa" dalla nostra, ma significa anche capire che la rappresentazione che noi ci facciamo della cultura "altra" non coincide necessariamente con quella che essa si fa di se stessa, né con le rappresentazioni che altre culture ancora si possono costruire.

L'intreccio di queste rappresentazioni -che si manifestano spesso in forme di stereotipi- costituisce la trama complessa dell'interculturale (1).

Secondo Casillo "l'obiettivo primario dell'educazione interculturale si delinea come promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme. Essa comporta non solo l'accettazione ed il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento della sua identità culturale, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, in una prospettiva di reciproco arricchimento" (2).

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Le radici filosofiche della differenza

In una scansione filosofica, il problema centrale messo in evidenza dalla discussione attorno ai temi dell'interculturalità è quello della differenza. Il presupposto da cui partire per comprenderne appieno gli aspetti è quello di offrire un'adeguata distinzione sulle nozioni di "persona" e "individuo".

Per molte teorie filosofiche del Novecento, tra cui in particolare il personalismo, un’inadeguata chiarificazione di questi concetti rischia di invalidare la comprensione decisiva della questione, rendendo il discorso sulla differenza una discussione meramente astratta.

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