Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXVI, n. 7 - Luglio 2026

Stop the genocide poster

Pedagogia interculturale

La scelta interculturale della scuola italiana

interculturaIl fenomeno migratorio in Italia, sviluppatosi già a partire dagli anni '80 e fattosi sempre più pressante nell'ultimo decennio, rappresenta una sfida aperta non solo dal punto di vista politico, ma anche sotto il profilo educativo, didattico e culturale.
L'articolo, dopo un breve prospetto sulla presenza straniera in Italia, delinea e analizza le maggiori criticità della nuova educazione interculturale sotto il profilo didattico, con particolare riferimento alle difficoltà linguistiche. Propone quindi una fotografia delle scelte interculturali della scuola italiana, suggerendo al contempo una visione positiva dell'intercultura intesa come valore ormai irrinunciabile.

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Bambini e pregiudizio etnico. Ipotesi di lavoro per educare a superare le barriere

Lavorare sulla nozione di pregiudizio e stereotipo in relazione a bambini e bambine del Terzo millennio assume oggi un valore ed un'importanza ineludibili. Non parliamo naturalmente solo di pregiudizio etnico, che è quello che sembra balzare più agli occhi in una società sempre più "colorata", ma di tutti quegli stereotipi con cui insegniamo ai bambini e alle bambine a non problematizzare e a non problematizzarsi: le bimbe vestono in rosa e i maschietti in azzurro, le donne amano spendere, i maschi sono più risparmiosi, i bambini di paese sanno meno cose di quelli di città, esistono lavori umili e lavori importanti… e così via.

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Modelli familiari e percorsi migratori differenti

Le migrazioni non avvengono tutte allo stesso modo. "La ristrutturazione politica ed economica globale ha generato diversi, mutevoli tipi di migrazione e di immigrati. Spesso le varie forme di migrazione possono trasformarsi come risultato delle politiche governative per fermare o ridurre la migrazione. Ad esempio: uno può entrare come turista, studente o visitatore e poi rimanere illegalmente, chiedere asilo o cercare una sistemazione permanente" (1).

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L'identità difficile

L'emigrazione è indubbiamente un'esperienza complessa, che investe in eguale misura sia la dimensione psico-soggettiva sia le relazioni sociali e culturali. Da un punto di vista soggettivo, ad esempio, il singolo vive nella routine quotidiana una soluzione di continuità esperienziale. La migrazione, soprattutto da Paesi con culture molto diverse dalla nostra, interrompe tale continuità ed impone nuovi adattamenti.

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