Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXV, n. 12 - Dicembre 2025

Stop the genocide poster

Pedagogia interculturale

Bambini e pregiudizio etnico. Ipotesi di lavoro per educare a superare le barriere

Lavorare sulla nozione di pregiudizio e stereotipo in relazione a bambini e bambine del Terzo millennio assume oggi un valore ed un'importanza ineludibili. Non parliamo naturalmente solo di pregiudizio etnico, che è quello che sembra balzare più agli occhi in una società sempre più "colorata", ma di tutti quegli stereotipi con cui insegniamo ai bambini e alle bambine a non problematizzare e a non problematizzarsi: le bimbe vestono in rosa e i maschietti in azzurro, le donne amano spendere, i maschi sono più risparmiosi, i bambini di paese sanno meno cose di quelli di città, esistono lavori umili e lavori importanti… e così via.

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Modelli familiari e percorsi migratori differenti

Le migrazioni non avvengono tutte allo stesso modo. "La ristrutturazione politica ed economica globale ha generato diversi, mutevoli tipi di migrazione e di immigrati. Spesso le varie forme di migrazione possono trasformarsi come risultato delle politiche governative per fermare o ridurre la migrazione. Ad esempio: uno può entrare come turista, studente o visitatore e poi rimanere illegalmente, chiedere asilo o cercare una sistemazione permanente" (1).

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L'identità difficile

L'emigrazione è indubbiamente un'esperienza complessa, che investe in eguale misura sia la dimensione psico-soggettiva sia le relazioni sociali e culturali. Da un punto di vista soggettivo, ad esempio, il singolo vive nella routine quotidiana una soluzione di continuità esperienziale. La migrazione, soprattutto da Paesi con culture molto diverse dalla nostra, interrompe tale continuità ed impone nuovi adattamenti.

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Istruzione femminile e sviluppo

L’opportunità di accedere al mondo della scuola è ancora preclusa ad un numero elevatissimo di bambine in molti Paesi in Via di Sviluppo (PVS). Tuttavia, l’istruzione delle donne è un passo fondamentale per tali Paesi, al fine del raggiungimento di altri obiettivi (come il controllo delle nascite e la riduzione dell’AIDS) e, in definitiva, per la loro crescita sociale ed economica. Investire nell’istruzione delle bambine, come evidenziato da UNICEF, Save the Children ed UNESCO è, in breve, la migliore possibilità di investimento per i PVS, poiché è in grado di favorire non solo le generazioni presenti, ma anche quelle future.

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