Stop the genocide poster

La cultura umanistica salverà il mondo? - Abstract

ABSTRACT

Ripensare i sistemi formativi, soprattutto nel momento che stiamo attraversando, segnato da una profonda crisi internazionale, forse non significa "tagliare" e gettare via quei saperi che possono apparire obsoleti e non produttivi; parliamo di quella cultura umanistica, fatta di conoscenze storiche, di riflessioni filosofiche, di interrogativi sul mondo posti dalla letteratura che poco hanno in comune con le regole del mercato; le istituzioni scolastiche oggi valutano competenze e abilità servendosi in misura massiccia dei test mentre dovrebbero adoperarsi per forgiare menti critiche e aperte. Quest'articolo, alla luce di alcune recenti riflessioni prodotte dalla ricerca in campo educativo e filosofico, prova a porre la questione della possibilità o meno di una "rivincita" dell'umanesimo sulla tecnocrazia.

Rethinking learning systems, especially in the times we are going through, marked by a profound international crisis, maybe not means "cut" and throw away the knowledge that may seem obsolete and non-productive. We speak of the humanities, made up of historical knowledge, philosophical reflections, questions of the world proposed by the literature that have little in common with the market rules. The schools are now assessing skills and abilities using a massive scale tests while should endeavor to forge critical minds and open. This article, in the light of some recent reflections produced by research in the field of education and philosophy, tries to pose the question of whether or not a rematch of humanism on technocracy.


Note

1 Morani R.M., Leggere per amore o per forza. Testi letterari e comprensione della lettura; articolo pubblicato sul sito dell' Ansas, Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica, (11.01.2012) all'indirizzo: www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1718

2 Scrive Morani nel suo articolo: «La scuola oggi arranca nell'insegnamento della lettura, come le indagini internazionali dimostrano, anche perché la ricerca del senso è complessa. E ingenuo considerarla un'abilità o una competenza tra le altre. Il senso, anche se a volte è difficile scoprirlo, è depositato negli "oggetti" della nostra cultura, italiana ed europea, civile o religiosa, letteraria o scientifica. È necessario dedicare energia per individuare e selezionare, predisporre e attualizzare testi significativi da interpretare a suola, con grande attenzione alle letterature straniere, più che addestrare i ragazzi in prove di comprensione costruite su piccole porzioni di testo».

3 Del resto ancora Morani sottolinea:« [...] ma forse la prevalenza delle ideologie tecniciste e utilitaristiche, di cui siamo impregnati, ci porta a sopravvalutare la comprensione rispetto all'ascolto o al godimento estetico e disinteressato di un testo».

4. Nussbaum M.C, Non per profitto. Perché le democrazie occidentali hanno bisogno della cultura umanistica, Bologna, Il Mulino, 2011: «[...] gli studi umanistici e artistici vengono ridimensionati, nell'istruzione primaria e secondaria, come in quella universitaria [...]. Visti dai politici come fronzoli superflui, in un'epoca in cui le nazioni devono tagliare tutto ciò che pare non serva a restare competitivi sul mercato globale, essi stanno rapidamente sparendo dai programmi di studio, così come dalle teste e dai cuori di genitori e allievi», p. 22.

5 Ivi, pp. 21-22

6 Dewey J., Democrazia e educazione, con un saggio introduttivo di C. Sini, Milano, Sansoni, 2008

7 Nussbaum M.C., Non per profitto..., op. cit., p. 82

8 Per un approccio alle basi teoriche e alla metodologia propria del programma del prof. Lipman cfr. Santi M. (a cura di), Philosophy for children: un curricolo per imparare a pensare, Napoli, Liguori, 2005


Autore: Giovanna Tessitore, laureata in Lettere Moderne nell'Università Federico II di Napoli con la votazione di 110 e lode, ha conseguito in questa stessa università un dottorato di ricerca in Italianistica nel 2004. Dopo la laurea ha seguito vari corsi di formazione per l'utilizzo delle nuove tecnologie applicate alla didattica e, nel 2010, un Master di II livello per la Dirigenza scolastica. Attualmente insegna italiano e storia nella scuola secondaria di II grado.


copyright © Educare.it - Anno XII, N. 10, settembre 2012