- Categoria: Scuola e dintorni
Genesi e struttura della scuola parallela
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«Oggi la tendenza è di abolire ogni tipo di scuola "disinteressata" (non immediatamente interessata) e "formativa" o di lasciarne solo un esemplare ridotto per una piccola élite di signori e di donne che non devono pensare a prepararsi un avvenire professionale e di diffondere sempre più le scuole professionali specializzate in cui il destino dell'allievo e la sua futura attività sono predeterminati. [...] Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza. ... Occorrerà resistere alla tendenza di render facile ciò che non può esserlo senza essere snaturato».
A. Gramsci [Volume III dei Quaderni dal Carcere]
Leggere di scuola e scrivere su di essa ancora oggi mi provoca una stretta al cuore, tanta è la sofferenza che provo a vedere una così potenziale bellezza distrutta e ridotta ad un qualcosa di stanco che si ripete con riti inutili.
Il lavoro di De Blasi, che precede questo scritto, tocca tutti gli aspetti fondamentali del problema, anche con il linguaggio tecnico appropriato. A me toccano solo delle note per aggiungere e chiarire meglio, se possibile, alcune questioni a monte.
Origini del declino della scuola
Alcuni anni fa feci una ricerca per capire da dove era partito Luigi Berlinguer per la sua riforma distruttiva della scuola. Anche se ad una prima lettura ciò pare straordinario, tutto discendeva dalla caduta dell'URSS (1992) con il conseguente tentativo dei Paesi Occidentali di entrare ed occupare spazi che prima potevano trovarsi in territori neutri.
La socialdemocrazia che doveva essere un freno alla minaccia comunista garantiva quanto meno uno stato sociale che rendeva accettabile la vita dei cittadini. Ma la socialdemocrazia costa troppo perché i fruitori di quello stato sociale sono moltissimi cittadini. Tutto questo, quando non servivano più intermediazioni, doveva essere smantellato, naturalmente con i tempi necessari ad evitare proteste sociali destabilizzanti.
I più avveduti padroni (e menti al servizio) del mondo (Bush senior, M. Thatcher, G. Schultz, T. Turner, G. Rifkin, D. Packard, J. Gage, R. Roy, Z. Brzezinski, ...) iniziarono a progettare quello che chiamarono "nuovo ordine mondiale" e lo fecero nel 1995 a San Francisco sotto l'egida della Fondazione Gorbacev. Si stabilì che nel mondo occidentale solo un 20% della popolazione era indispensabile al suo mantenimento, il restante 80% era "massa eccedente", che sarebbe servita solo per il mercato del consumo. Si prospettavano riforme selvagge ben anticipate da John Gage, dirigente di Sun Microsystem, «assumiamo i nostri operai con il computer, lavorano con il computer e li cacciamo con il computer!» (con lo scavalcamento completo di ogni legge a tutela del lavoro) e, naturalmente, progettando una società senza classe media, ci si poneva il problema di come farla accettare alla massa eccedente.
Gage aggiungeva che in futuro si tratterà "to have lunch or be lunch", di mangiare o essere mangiati. Fu Zbigniew Brzezinski che fornì una prima soluzione per tranquillizzare chi sarebbe stato mangiato: tittytainment, una parola coniata a proposito che sta per tits = tetta (nel senso di dispensatrice di latte) e entertainment = gioco, il panem et circenses della Roma imperiale. Ed a quelli che obiettavano che il circo sarebbe stato insufficiente per chi chiedeva autostima, il moderatore, R. Roy, rispondeva che volontariato, associazioni sportive, ... "potrebbero essere valorizzate con una modesta retribuzione per promuovere l'autostima di milioni di cittadini".
I numeri della massa eccedente, continuava Roy, non dovrebbero comunque preoccupare perché, a breve, vi sarà nei Paesi Occidentali, una nuova richiesta di lavori precedentemente rifiutati: pulizia strade, collaborazioni domestiche, ...
Intanto occorre iniziare a colpevolizzare questa massa: non si lavora abbastanza, si guadagna troppo, la produttività è bassa, le pensioni vengono erogate troppo presto, sono troppo elevate, si è malati per troppo tempo, troppo assenteismo, la maternità, viviamo al di sopra delle nostre possibilità, servono sacrifici, troppe vacanze, troppi servizi gratuiti, vi è troppo spreco, le società asiatiche della rinuncia devono essere prese ad esempio ...
Insomma, "ad un tratto la partecipazione di massa dei lavoratori alla produzione generale di beni e valori economici appare solo come concessione che nel periodo della guerra fredda doveva sottrarre il fondamento all'agitazione comunista".
Chi tra i lettori non riconosce pezzi della nostra vita da qualche anno?
Per realizzare tutto ciò si è preparato (o aggiornato) un complesso apparato (finanza, banche, mercati, (...) che potesse agire a livello mondiale: OCSE, WTO, GATS, FMI, ERT, IEA, ...

