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Genesi e struttura della scuola parallela - Concludendo ...
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Il disastro si è esteso anche all'Università, sempre per sommo merito di Berlinguer, con l'invenzione assurda del 3 + 2. Il livello di preparazione dei ragazzi con la scuola dell'autonomia (globalizzata), come già accennato, è sceso.
Oggi all'Università, dove da alcuni anni insegno, mi trovo di fronte a studenti, in gran parte privi degli strumenti necessari, che tentano un inserimento a corsi d'ordine superiore. Innanzitutto manca la comprensione dell'italiano, anche di semplici frasi, insieme alla capacità di scrivere nella nostra lingua semplici concetti. Poi la matematica ... Il primo dei tre anni iniziali se ne va quasi completamente per recuperare il recuperabile. Poi ... restano due anni e la laurea triennale è un super liceo. Il 3 + 2, assicuravano, serviva per aumentare il numero dei laureati e per dar loro occupazione. I risultati tutti li conoscono. Ancora oggi le aziende che cercano laureati chiedono quelli del vecchio ordinamento.
Conclusioni
Chiudo queste note con due considerazioni che discendono da esperienze che mi hanno riguardato. Durante la mia lunga esperienza come docente di fisica e matematica nel Liceo Italiano di Barcellona (Spagna), dovevo preparare gli studenti alla prova di ammissione all'Università locale (Selectividad) basata su dei tests. Dedicavo l'ultimo mese dell'ultimo anno a questo impegno e quasi tutti i ragazzi superavano la prova. Mi sono chiesto più volte quanti studenti spagnoli avrebbero superato la nostra maturità scientifica (che immette alla nostra università), particolarmente quel problema di matematica, con un mese di preparazione. E qui non si parla di intelligenze speciali o di particolari attitudini. Semplicemente di essere preparati a fare una determinata cosa per poi misurarla all'interno del sistema scolastico in cui si è operato.
Collegata a questa vi è l'altra considerazione. Riguarda un'altra sciocchezza inventata dai nostri politici: l'abolizione dello studio del latino (con quelli dell'analisi grammaticale, logica, il riassunto, l'imparare poesie a memoria, ..., con ogni insegnamento di argomento o materia strutturata).
Ora, nei consigli di classe, l'insegnante di matematica è solo a sostenere l'importanza dell'acquisizione di una particolare abilità. Occorre sapere che vi sono abilità diverse da sviluppare e poi misurare. E la matematica, come il latino (si metta qui, ad esempio, una lingua strutturata come il tedesco, ma non l'inglese), è materia strutturata che richiede stessi approcci mentali delle altre discipline citate, ordine nel ragionamento e propedeuticità delle conoscenze (il Teorema di Talete in quanto enunciato vale poco e nessun dentista lo ricorderà ma il metodo della dimostrazione, la logica che c'è dietro e che non è argomento delle prove Invalsi, non si dimentica ed entra nella formazione della persona). Chi non pratica queste discipline non può rendersi conto della differenza esistente tra la matematica (in termini didattici) e la letteratura o storia dell'arte o ... Oggi aver lasciato solo l'insegnante di matematica e fisica nei consigli è dannoso per il giudizio complessivo che viene dato sullo studente. Ma l'acquisizione di determinate capacità non può essere pretesa da chi è massa eccedente.
Vi sarebbe un mondo di cose da dire, perché tale è la scuola, un mondo intero, di conoscenze, apprendimenti, crescita civile e morale oltre che struttura socializzante in questa organizzazione sociale che tende ad isolarti con internet, cellulari, TV, ...
Alla luce di tutto questo condivido l'idea di Scuola parallela così come è stato formulato da Luigi De Blasi nel precedente articolo, una scuola che addirittura viaggia addirittura sghemba, su piani diversi, rispetto alle necessità sociali e civili di un paese democratico.
Autore: Roberto Renzetti. Insegna Fondamenti di fisica generale presso la Facoltà di Ingegneria di Roma Tre. E' Consigliere nazionale dell'Associazione per l'Insegnamento della Fisica (AIF). Inoltre Redattore di Radio Città Futura di Roma; Collaboratore della Cadena Ser, Radio Barcelona, la Ventana di Gemma Nierja;Redattore della rivista "Quale Energia"; Cofondatore del Comitato Nazionale per il Controllo delle Scelte Energetiche ; Collaboratore di varie riviste scientifiche, storiche, didattiche.
copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 12, dicembre 2013

