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Alfano (SA), nel Cilento, è uno di quei comuni dove vivono più anziani che giovani. Con 1004 abitanti, è uno di quei comuni delle aree interne del nostro Paese dove i collegamenti con la città sono problematici, le strade sono tortuose e maltenute e con pochi servizi essenziali, ma al tempo stesso c’è ricchezza di tradizioni e di risorse ambientali.
Il Comune, elemento centrale di questa piccola comunità, negli anni ha cercato di attrezzare il paese con nuove strutture pubbliche, piscina e palestra comunale, biblioteca, museo dell’agricoltura, e offrire nuove opportunità come il gemellaggio con Zermatt, consentendo, soprattutto ai ragazzi, di intraprendere nuove esperienze lavorative all’estero. Tutto questo, però, ha riscontrato particolari difficoltà in termini di gestione e introiti per quanto riguarda le attrezzature pubbliche, con la conseguente chiusura di alcune e la mancata fruizione di altre e di emigrazione dei giovani verso la città svizzera, fiorente di opportunità.
Oltre 1/3 dei Millennials inglesi che sono andati all’università rimpiange di averlo fatto. I giovani di età compresa tra 25 e 35 anni hanno, infatti, dichiarato di essere a un punto davvero critico della loro vita. Da un lato, sono strozzati dai debiti accumulati per pagare le salatissime rette degli atenei britannici; dall’altro sono intrappolati in un lavoro, quelli che ce l’hanno, che non solo è poco remunerato, ma anche scarsamente soddisfacente e con ridotte possibilità di carriera.
Giovani e giovanissimi che si sono distinti per partecipazione, promozione del bene comune, solidarietà, volontariato e per singoli atti di coraggio sono stati insigniti il 12 marzo dal Presidente Mattarella del titolo di “Alfiere della Repubblica“.
Tra loro il diciasettenne Valerio Catoia, atleta paralimpico di Priverno. Egli, senza esitazione, si è gettato in mare per salvare una bambina di dieci anni che stava annegando. Stefano Martinangeli a 14 anni è guida volontaria del Monumento naturale Palude di Torre Flavia, qui trova spazio la sua passione da naturalista. Ciro Marmolo 11 anni: pur sepolto dalle macerie della sua abitazione a Casamicciola ha guidato con prontezza di spirito le ricerche dei soccorritori. E poi ancora, Francesco Barberini ad appena 10 anni è già un valente ornitologo. Gira infatti per le oasi del WWF e racconta anche online le specie in esse ospitate. Mentre Martina Zanato, 17 anni di Padova, è impegnata nel volontariato sociale e si spende a favore dell’integrazione dei bambini con difficoltà. Tutti i loro nomi e le loro "imprese" in allegato.
Il 60% dei giovani olandesi che va regolarmente in discoteca assume ecstasy. Nella fascia 16-24 anni, inoltre, sempre più popolari sono cannabis, cocaina e gamma-idrossibutirrato (GHB), quest’ultima considerata tra le più comuni “droghe da stupro”.
Esiste un legame tra il marketing degli alcolici veicolato attraverso personaggi famosi ed i loro consumi? A questa domanda, rilevante da molti punti di vista, risponde uno studio pubblicato sulla rivista online BMJ Open.
L’articolo analizza alcune delle maggiori criticità del presente e del futuro nell’occupazione giovanile, individuando nell’orientamento e nella formazione professionale i dispositivi pedagogici per affrontare e cercare di superare tali criticità. In una lettura educativa della situazione trova spazio la categoria della speranza, intesa in senso attivo, come disposizione interiore necessaria ad affrontare una delle principali sfide dell’adultità: quella del lavoro.
“In Italia, i livelli di istruzione della popolazione sono in aumento ma restano ancora inferiori a quelli medi europei; sul divario incide la bassa quota di titoli terziari”. Lo comunica l’Istat, osservando che “in Italia, la quota di 25-64enni in possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore è stimata pari a 61,7% nel 2018 (+0,8 punti percentuali sul 2017), un valore molto inferiore a quello medio europeo, pari a 78,1% (+0,6 punti sul 2017)”.
In Italia, gli interpreti e i traduttori sono i laureati più “rari” da procurarsi sul mercato del lavoro. Almeno questo è quello che sostengono le aziende del Bel Paese, che segnalano come queste figure siano introvabili in 7 casi su 10. Meno difficile, ma altrettanto complicato, è reperire ingegneri elettronici (58,7%) e ingegneri industriali (50,2%), matematici e fisici (40,9%).
Certo non sarà una canzone a cambiare il mondo ma il Festival di Sanremo è un panorama unico e speciale per dare voce ai giovani. Il linguaggio è cambiato radicalmente perché è cambiata la comunicazione. L'amore come sentimento intimista e dai colori rosei si è trasformato in un messaggio di disagio e di rabbia, le rime di amore-cuore hanno lasciato il posto alla ribellione verso tutto ciò che la normalità impone come comune consenso alle regole imposte dalla società.
La rabbia e' un sentimento che, soprattutto nei giovani, rappresenta un fattore di rischio latente, l'anticamera di comportamenti aggressivi che spesso sfociano nella prevaricazione e nel bullismo. Nell'era digitale, dove la connessione ha determinato la contrazione del tempo e dello spazio, i ragazzi non sono più in grado di stare soli, come sostiene lo psichiatra Tonioni dirigente dell'unità di psichiatria del Policlinico Gemelli. Per Tonioni questa energia interna e' un'emozione che i giovani non riescono a definire e a gestire.
«I giovani rappresentano un problema per gli adulti, perchè non riescono a riconoscere e a inquadrare le radici dei loro problemi. Nel mondo dell'immediatezza non fanno altro che cercare le soluzioni più rapide». E' quanto afferma Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva e promotore di numerosi sportelli di ascolto e supporto psicologico nelle scuole italiane.

Il lavoro socio-educativo può essere declinato nella sua operatività in diversi modi. Nell’articolo si racconta l’approccio sviluppato da Hermete, cooperativa del veronese, le sue peculiarità organizzative e la scelta di radicarsi in un territorio circoscritto. Nella seconda parte, viene presentato un progetto di comunità e le comprensioni di metodo avvenute durante le varie attività.
L’articolo esplora la possibilità di applicare i principi della mediazione al di fuori di una dinamica tra due configgenti singoli, in un contesto comunitario dove gli attori sono inseriti in una cornice d’interazioni sociali. Dopo aver inizialmente provveduto a definire il concetto di mediazione, si esplorano le valenze concettuali e la portata metodologica applicata al terreno della convivenza civile, con particolare riferimento alla condizione giovanile.
In Europa sono 5 milioni i giovani fra 20 e 24 anni che non studia né lavora e l’Italia è la più grande fabbrica della cosiddetta “generazione Neet”. Secondo Eurostat, infatti, nel 2015 il 31,1% degli italiani tra 20-24 anni era un Neet. In Grecia erano il 26,1%, in Croazia il 24,2%, in Romania il 24,1% e in Bulgaria il 24%.
L’articolo offre un’esemplificazione concreta delle riflessioni approfondite nell’articolo dal titolo “Profughi, rifugiati, alterità: è ancora proponibile una pedagogia interculturale?” pubblicato su Educare.it n. 2/2019. Nello specifico si tratta di un Progetto pluriennale realizzato nel Cantone Ticino (Svizzera) che ha visto protagonisti una cinquantina di ragazzi per annata, dai 15 ai 20 anni, con origini e appartenenze culturali assai diverse.
Aumentano sensibilmente gli iscritti alle università italiane: quasi 12 mila matricole in più rispetto allo scorso anno. Secondo i dati diffusi da Skuola.net, l’Ateneo che ha registrato l’incremento maggiore è quello di Perugia (+42%), seguito da quello di Foggia (41,7%). In crescita anche Messina (+12,7), Catanzaro (+9,7%), Politecnico di Bari (+16,1), Palermo e Salerno (+8,6%).
... Quando la vita “traballa”, ti attacchi alle cose che sostengono e danno forza. Alle cose che aiutano a definire in cosa consisti. Quando si “trema”, come con il terremoto, allora vuoi la scuola. Vuoi che ci sia per te, che ti aspetti, vuoi potervi rientrare presto. Per riavere il tuo presente e con esso costruire il tuo futuro. Ma il presente ora è diverso...
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