- Scritto da Ida Francesca Conforti
- Categoria: Pedagogia del quotidiano
Distanti non vuol dire soli: esercizi di responsabilità e resilienza
La nostra vita non è statica, tutto è in continuo divenire, tutto scorre in un turbine di esperienze diverse che ci accompagnano in quel meraviglioso mistero che è l'esistenza umana.
Il concetto del continuo divenire è alla base del pensiero di Eraclito, che descrive perfettamente gli sconvolgimenti che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi tempi.
Come animali sociali, siamo portati per natura a ricercare i nostri simili, quel contatto umano che ci spinge a creare legami sociali alcuni più profondi di altri, ma espressioni di appartenenza e responsabilità, risorsa preziosa per l'intera comunità. Abituati a correre per stare dietro ad un mondo in continuo divenire, abbiamo dovuto porre un freno alla nostra corsa per lasciare il passo alla lentezza e alla riflessione sul nostro tempo e sul nostro modus vivendi per colpa di un nemico invisibile, insinuatosi nelle nostre vite in maniera subdola, usando contro di noi l'abbraccio dato ai nostri cari o un bacio affettuoso, ritorcendoci contro quel contatto umano che fino ad oggi non abbiamo mai avuto bisogno di temere.

Ogni genitore cerca di fare del suo meglio nel costruire il rapporto con i propri figli: adottando un fare educativo che persegue il fine di aiutarli a raggiungere la felicità trasmettendo principi fondanti la persona, quali senso di responsabilità, impegno e costanza, ecc. Ma si può essere certi che questo basti per essere felici?
La preoccupazione del cibo per una mamma rimane una nota costante. Innanzitutto sfatiamo il mito che bisogna mangiare anche contro voglia per crescere: il bambino si sa autoregolare e lo stimolo della fame è presente fin da neonato in cui attraverso il pianto attira l'attenzione dell'adulto per soddisfare il suo bisogno primario, quello di nutrirsi. Il compito dell'adulto non è obbligarlo a mangiare, bensì accompagnarlo nel piacere della conoscenza del cibo.
Che cosa spinge i bambini ad intestardirsi e a fare capricci? La ragione principale è rappresentata dal voler prendere posizione nei confronti degli adulti. In altre parole, spesso è un modo per affermare se stessi come entità autonome rispetto agli adulti.