- Scritto da Maria Condotta
- Categoria: Pedagogia del quotidiano
Perché leggere ai piccoli è fondamentale?
Le storie ascoltate nell’infanzia hanno un potere inimmaginabile. Ciascun libro letto tocca nel profondo e va a costruire in ogni bambino la sua visione del mondo: la modificano, dando prospettive diverse, la confermano, dando vita a orizzonti conosciuti, la precisano con dettagli nuovi. Attraverso le storie i bambini sperimentano emozioni e vissuti, in un luogo reale ma controllato, sicuro e protetto, dove poter vivere in profondità ciò che sentono. La lettura, già dai primi giorni di vita, può essere un’esperienza piacevole e gratificante oltre che mettere le basi per una competenza linguistica elevata. L’esperienza di lettura con i piccolissimi diventa un momento condiviso che rafforza il legame e la sintonia, ancor di più se diventa un momento ricorrente. Attraverso le storie lette dall’adulto, il bambino entra in contatto con le proprie emozioni più intense, in una cornice salda e sicura come quella del contesto familiare.

Lo sviluppo della moralità è un processo che si struttura nel corso della storia evolutiva del bambino ed è connesso allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. Sulla competenza morale individuale intervengono differenti fattori, fra i quali un posto di rilievo è occupato dal contesto familiare. Prima dei nove anni, il piccolo possiede una morale di tipo eteronoma, ovvero è mutuata dai divieti e dalle regole imposte dagli adulti, successivamente si forma progressivamente una morale autonoma.
L’adolescenza, dal latino “adolescere” che significa “crescere”, è la fase della vita durante la quale l’individuo conquista le abilità e le competenze necessarie ad assumersi le responsabilità relative al futuro stato di adulto. Questo periodo di transizione dallo stato di bambino a quello di giovane adulto è caratterizzato da interrogativi e dubbi nonché da rapidi e consistenti cambiamenti che causano una fase di disequilibrio in cui tutto viene rimesso in discussione.