Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIV, n. 7 - Luglio 2024

Racconti

  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti

Gocce di memoria

gocceQuella mattina per Gutta non era come tutte le altre.
Fare colazione, sistemare tutto nella borsa, correre di corsa a scuola: gesti ordinari, ripetuti ormai da tanti e tanti anni, che però quel giorno avrebbe compiuto per l’ultima volta.
Era giunta ormai al capitolo finale del suo insegnamento e, dal giorno successivo, sarebbe ufficialmente entrata nel club delle “gocce in pensione”.
Per salutare i suoi alunni, aveva deciso di organizzare una lezione sull’importanza della memoria, fedelmente custodita dalle gocce più anziane.
E quale modo migliore, per parlare della memoria, se non raccontare di se stessi, della propria storia?
Già da circa un mese, Gutta aveva raccolto materiale vario: vecchie fotografie e filmati, in bianco e nero; antichi ritagli di giornale; lettere d’amore scambiate durante i periodi bui della guerra.
Aveva organizzato un video-documentario, in cui si alternavano filmati e immagini, che lei stessa avrebbe commentato.

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  • Scritto da Domenico Adonini
  • Categoria: Racconti

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bianco neroMichele: Quanti anni hai? Io ho 6 anni
Yosef: Io ho 9 anni
Michele: Perché sei tutto nero?
Yosef: Sono un bimbo africano
Michele: Mi fai paura!
Yosef: Perché ti faccio paura?
Michele: Mamma me lo dice sempre che i neri sono sporchi
Yosef: Se hai paura di me perché non scappi?
Michele: Perché mamma non c'è
Yosef: Anche a me fa paura la tua mamma
Michele: Perché? È bianca!
Yosef: Si sporca facilmente!

copyright © Educare.it - Anno XXI, N. 2, Febbraio 2021
  • Scritto da Alida Airaghi
  • Categoria: Racconti

Chi cerca trova

bimbo disabileFernando voleva bene al suo unico nipotino. Quand’era nato, dopo una gestazione della figlia molto difficoltosa, e due aborti spontanei, era stato colto da un’euforia indicibile. Gli aveva subito aperto un libretto bancario, su cui versava ogni mese un decimo della sua pensione, perché voleva garantire al piccolo erede un futuro almeno dignitoso. L’avevano chiamato Leo, nemmeno Leone o Leonardo: proprio Leo, così abbreviato per non appesantirlo oltre ai due cognomi ereditati dalla famiglia paterna, Rossi Bastianutti.

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  • Scritto da Maria Vitalone
  • Categoria: Racconti

Filastrocca della quarantena

virus

Tutto a un tratto all'improvviso
vedo solo il mio sorriso
un bel giorno mi son svegliato
ed il mondo era cambiato
una pallina brutta e appuntita
ha cambiato la mia vita
non capisco che succede
questo virus non si vede
siamo a casa, niente amici
niente uscite, neanche in bici
la mia scuola dove sta
chiedo a mamma ed a papà
ma nessuno mi sa dire
quel che io voglio sentire
qui son tutti preoccupati
che ci siamo influenzati
ma io sono intelligente
guardo e ascolto attentamente
penso a tutto con il cuore
ad ogni cosa di un colore
rossa è certo la mia rabbia
che mi fa sentire in gabbia
verde come la speranza
che colora questa stanza
giallo e penso alla paura
di una notte buia e scura
ed infine con il blu
mi sento triste, non ci sei tu
tu mio amico, tu maestra,
e vi cerco alla finestra
ma non vedo più nessuno
dei miei amici neanche uno
ma io so che prima o poi
tornerò insieme a voi
prima o poi succederà
che la scuola riaprirà
torneremo nel giardino
a piantare un bel semino
torneremo ad imparare,
poi sbagliare e riprovare
torneremo ad ascoltare
tante storie da sognare
ora è il tempo di aspettare
con pazienza e non mollare
un bel giorno io lo so
tutti vi riabbraccerò