Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXV, n. 12 - Dicembre 2025

Stop the genocide poster

Racconti

  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti

Lanù disperso nel bosco Smeraldo

lettrice in treno

Quell’anno nel bosco Smeraldo, chiamato così dai Bipedi Occhialuti per la tonalità brillante dei suoi colori, era accaduto un fatto straordinario. Una giovane coppia di lupi aveva dato alla luce cinque cuccioli, dopo molti anni in cui le altre erano riuscite a generare appena un piccolo ciascuna. Per di più, la sopravvivenza di ogni nuovo nato era stata messa più volte in serio pericolo dalle sofisticate trappole, nascoste dappertutto, create dai temibili cacciatori che abitavano il villaggio costruito ai margini del bosco.

Tutti gli animali avevano imparato a difendersi dalle mortali armi di questi nuovi invasori che, per la loro singolare abitudine di portare al collo uno strano marchingegno a due tondi, con cui trascorrevano ore stando immobili e tenendolo premuto sul viso, erano stati ribattezzati, appunto, Bipedi Occhialuti.

Per sfuggire a questa nuova minaccia, che si aggiungeva alla già lunga lista di pericoli da evitare, che ogni specie del bosco aveva ricevuto alla nascita, ciascun nuovo nato veniva sottoposto ad un lungo, intenso e faticoso addestramento per la sopravvivenza. Così fu anche per i cinque cuccioli di lupo.

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  • Scritto da Laura Alberico
  • Categoria: Racconti

Il melograno

melogranoC'era una volta un giardino incantato, un angolo di pace che regalava frutti colorati e succosi che maturavano al ciclo regolare di stagioni vere, il tempo naturale che lascia intatto il ricordo e il suo divenire. La bambina andava volentieri a casa delle zie, lì scopriva sempre qualcosa di nuovo e di speciale, oggetti antichi come il caleidoscopio e un binocolo di legno per osservare la perfezione di corpuscoli colorati in movimento o immagini di città lontane e sconosciute. Ogni volta  la curiosità la spingeva a cercare cose nuove tra le stanze piene di libri e l'odore secco e penetrante del legno e della carta. Le raccolte di giornali per bambini erano uno scenario multicolore e variegato, lì tra le pagine che girava con difficoltà perchè troppo grandi, le immagini sembravano vive, reali, uniche.

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  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti

Il segreto nei suoi occhi

lettrice in trenoBeatrice era una gran dormigliona. Quando arrivava il momento di svegliarsi, iniziava ad immaginare quanto sarebbe stato bello poter rimanere ancora a letto, solo per qualche minuto ancora.
E così, un minuto dopo l’altro, finiva sempre con il far tardi e perdere l’autobus che passava proprio sotto casa. Non c’erano molte soluzioni a quel punto, se non attraversare di corsa tutto il viale, in fondo al quale si trovava la stazione, così da prendere il treno delle sette che la portava in città.
Ma quella mattina era davvero tardi, e se non voleva rischiare di essere sgridata al lavoro, doveva proprio mettercela tutta e correre con tutta la forza e il fiato che aveva in corpo.
E così fece! Salì sul treno senza nemmeno rendersene conto. Esausta, prese posto nel primo sedile che trovò libero. Appoggiò la testa allo schienale e chiuse per un attimo gli occhi, così da riprendere fiato. Che corsa aveva fatto! Si ripromise che la mattina successiva sarebbe sgattaiolata subito fuori dal letto. Meglio dormire qualche minuto in meno piuttosto che sfinire con quelle simili corse! Era appena iniziata la sua giornata ed era già stanchissima.

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  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti

Il volo della farfalla

farfalla viola3Non fu facile per Crisiride abbandonare lo stelo di quel fiore così ospitale. La loro convivenza era stata perfetta ed erano davvero tanti i ricordi che li tenevano segretamente uniti.
Ma le sue ali, già asciutte, erano pronte per spiccare il primo volo.
«Tornerò a trovarti, te lo prometto» sussurrò Crisiride al suo amato fiore, cercando di prendere ancora del tempo prima di staccarsi definitivamente da lui.
«Mia cara Cris, so che ti ricorderai di me durante i tuoi viaggi, e questo mi basterà per sopportare il peso della tua lontananza. Ma non dovrai mai sprecare il tuo tempo per tornare indietro, verso un passato che non ti apparterrà più. Va’ a scoprire tutto ciò che il mondo ha in serbo per te. Vedrai quante meraviglie aspettano solo d’esserti svelate. Adesso basta parlare, è tempo che tu parta!».

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