- Scritto da Barbara Lanza
- Categoria: Racconti
Lanù disperso nel bosco Smeraldo

Quell’anno nel bosco Smeraldo, chiamato così dai Bipedi Occhialuti per la tonalità brillante dei suoi colori, era accaduto un fatto straordinario. Una giovane coppia di lupi aveva dato alla luce cinque cuccioli, dopo molti anni in cui le altre erano riuscite a generare appena un piccolo ciascuna. Per di più, la sopravvivenza di ogni nuovo nato era stata messa più volte in serio pericolo dalle sofisticate trappole, nascoste dappertutto, create dai temibili cacciatori che abitavano il villaggio costruito ai margini del bosco.
Tutti gli animali avevano imparato a difendersi dalle mortali armi di questi nuovi invasori che, per la loro singolare abitudine di portare al collo uno strano marchingegno a due tondi, con cui trascorrevano ore stando immobili e tenendolo premuto sul viso, erano stati ribattezzati, appunto, Bipedi Occhialuti.
Per sfuggire a questa nuova minaccia, che si aggiungeva alla già lunga lista di pericoli da evitare, che ogni specie del bosco aveva ricevuto alla nascita, ciascun nuovo nato veniva sottoposto ad un lungo, intenso e faticoso addestramento per la sopravvivenza. Così fu anche per i cinque cuccioli di lupo.

C'era una volta un giardino incantato, un angolo di pace che regalava frutti colorati e succosi che maturavano al ciclo regolare di stagioni vere, il tempo naturale che lascia intatto il ricordo e il suo divenire. La bambina andava volentieri a casa delle zie, lì scopriva sempre qualcosa di nuovo e di speciale, oggetti antichi come il caleidoscopio e un binocolo di legno per osservare la perfezione di corpuscoli colorati in movimento o immagini di città lontane e sconosciute. Ogni volta la curiosità la spingeva a cercare cose nuove tra le stanze piene di libri e l'odore secco e penetrante del legno e della carta. Le raccolte di giornali per bambini erano uno scenario multicolore e variegato, lì tra le pagine che girava con difficoltà perchè troppo grandi, le immagini sembravano vive, reali, uniche.
Beatrice era una gran dormigliona. Quando arrivava il momento di svegliarsi, iniziava ad immaginare quanto sarebbe stato bello poter rimanere ancora a letto, solo per qualche minuto ancora.
Non fu facile per Crisiride abbandonare lo stelo di quel fiore così ospitale. La loro convivenza era stata perfetta ed erano davvero tanti i ricordi che li tenevano segretamente uniti.