Educare.it - Rivista open access sui temi dell'educazione - Anno XXIII, n. 9 - Settembre 2023

Racconti

  • Scritto da Rita Bimbatti
  • Categoria: Racconti
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Pensieri di un bambino (che fatica a leggere…)

dislessiaCredo d’essere un bambino come tanti
anche se a scuola non leggo come gli altri.

Ho tanti amici con cui giocare,
sto bene, mi diverto, vado a pescare.

Ma quando son su un libro chino
le lettere ballano un pochettino.

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  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti
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Ombre nella nebbia

Cinzia Mazzoni barchetta in mezzo al mare«Oggi vi parlerò dei quattro elementi naturali da cui, secondo antichi filosofi, hanno origine tutte le sostanze esistenti: il fuoco, l’aria, la terra e l’acqua.»

Con queste parole la maestra Paola, appena entrata in aula, aveva annunciato alla classe l’argomento della lezione di scienze, la materia che Tarek amava più di tutte e che seguiva sempre con grande attenzione e concentrazione. Com’era suo solito, la maestra aveva preparato una lezione animata, che consisteva in una sequenza di immagini, proiettate da un fascio luminoso sulla parete bianca posta alle spalle della cattedra, che lei di volta in volta commentava avvalendosi dell’ausilio di una bacchetta, lunga e sottile, con cui indicava questo o quell’altro particolare della foto.

Presentò i quattro elementi, partendo dal fuoco, e proseguì con gli altri nello stesso ordine con cui li aveva enunciati all’inizio della lezione. Dopo aver visionato immagini di legna che ardeva e boschi in fiamme, di palloncini e mongolfiere, di campi arati e paesaggi montani, giunse il turno del quarto e ultimo elemento. La maestra aveva scelto come prima immagine quella di un bicchiere di vetro colorato riempito d’acqua e, come seconda, quella di una barca galleggiante al centro di uno sterminato spazio blu: il Mar Mediterraneo.

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  • Scritto da Paola Rolando
  • Categoria: Racconti
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La stella cometa

dislessiaIn una casa azzurra, con le finestre circolari e un grande giardino, abitava un bambino di nove anni dai capelli color del grano.

Leo, così lo chiamavano tutti, si alzava sempre presto al mattino, beveva una tazza di latte con i corn-flakes e poi, con tanta fatica, si preparava ad andare a scuola.

Solo al pensiero di tutti quei numeri che lo aspettavano, quelle lettere incomprensibili e quelle frasi senza senso, gli veniva da tremare.

Ogni giorno era sempre la stessa solfa ma, quella mattina sembrava fosse peggio di tutte le altre perchè si sentiva stanco e sconfitto. Durante la notte, aveva dormito male e aveva fatto sogni terribili. Piccoli mostri a forma di lettera che lo inseguivano, strani alieni con sembianze di numero che lo volevano mangiare e tutti che ridevano e si prendevano gioco di lui.

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  • Scritto da Barbara Lanza
  • Categoria: Racconti
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Storia di una Storia

raccontoOgni storia, che sia vera o del tutto inventata, prende la sua forma definitiva nella mente di chi la scrive. E come ogni mente è diversa dalle altre, così lo sono le storie che queste menti raccontano. 
Seppur alcune sembrano simili, c’è sempre un punto di vista che l’altra non ha considerato.
Ma vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se la stessa storia venisse raccontata dalla stessa mente, ma in un diverso riferimento spazio-temporale? Probabilmente, se quella mente non ha subìto il fascino della conoscenza, le due versioni della storia alla fine potrebbero pure combaciare. Ma se, al contrario, ha trascorso la sua esistenza a navigare i burrascosi mari del dubbio, alla ricerca di risposte, faticando anche solo per trovarne una, cosa ne sarebbe della vecchia storia? Quella nuova risulterebbe così diversa da sembrare una nuova storia?
Se così fosse, tutte quelle menti capaci di percepire ed elaborare anche i più piccoli stimoli del mondo, potrebbero raccontare nuove vecchie storie continuamente, senza mai fermarsi.
Questa è la storia di una STORIA, catturata, in un preciso momento, da una mente capace di intercettarla.
Non sappiamo se la storia sia vera o se si tratti solo del frutto di una fantasia in fermento. Non sappiamo nemmeno se questa sia una tra le nuove revisioni o l’originale, diciamo la “prima” della storia. La raccontiamo così, per come l’abbiamo trovata, lasciando a ciascuno la libertà di ipotizzare cosa sia accaduto prima che questa storia venisse scritta, e anche cosa potrebbe accadere dopo.
Del resto, è ciò che facciamo quando ci accostiamo a un racconto. Iniziamo con il semplice atto di leggere fin quando, rapiti e appassionati dai suoi personaggi, cominciamo a fargli prendere forma e a delinearli, fino a farli diventare i nostri personaggi; gli diamo dei volti, proviamo a modellarli secondo il nostro gusto. E, quando osiamo osare, ci addentriamo nel luogo immaginativo del loro ideatore, credendo di riuscire a vederli così come lui li aveva originariamente creati. Se qualcosa del racconto non ci piace, allora proviamo a pensare come sarebbe andata se avessimo potuto intervenire proprio in quel punto della narrazione, facendo così prendere alla storia una nuova direzione. Nel far questo, non facciamo altro che creare nuove versioni della stessa storia, che diventano così nuove storie.

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